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Sanità nelle carceri, il punto dopo 7 anni dalla riforma

Polizia Penitenziaria - Sanità nelle carceri, il punto dopo 7 anni dalla riforma


Notizia del 14/01/2015 - ROMA
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Un focus sullo stato dei detenuti a quasi sette anni dalla riforma che ha trasferito dal ministero di Giustizia al Servizio Sanitario nazionale, quindi alle Regioni, le competenze in tema di tutela della salute e assistenza sanitaria. Questo l’intento di un convegno organizzato ieri a Napoli presso la Casa Circondariale di Poggioreale dalla Comunità di Sant’Egidio e dal Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania. Presenti, tra gli altri, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il presidente della Campania Stefano Caldoro, il vice capo Gabinetto del ministero di via Arenula, già vice capo del Dap, Francesco Cascini, il direttore dell’Asl Napoli 1 Ernesto Esposito.

Per Antonio Mattone, presidente della Comunità di Sant’Egidio, si è trattato di una riforma “sacrosanta” seppur non completata (la Sicilia non l’ha ancora recepita) perché ha “sancito il diritto, per il cittadino detenuto, di ricevere prestazioni in materia di diagnosi, sanità e cura, al pari del cittadino libero”. Mattone ha ricordato che, proprio per sostenere e stimolare il processo di riforma, nel dicembre 2008 è stato istituito un Forum Nazionale per il diritto alla salute delle persone private della libertà personale “cui hanno aderito operatori della sanità pubblica, della giustizia, del terzo settore, del volontariato, del mondo sindacale in modo volontaristico”.

L’obiettivo, ha spiegato, “è di tenere alta l’attenzione sulla sanità penitenziaria” affinché non resti un tema esclusivo “per gli addetti ai lavori” e soprattutto non assuma “grande rilevanza solo quando si parla di eventi tragici”.Per il governatore Caldoro il tema va inserito nel più ampio contesto della sanità in quanto tale (che in Campania ha colmato il disavanzo) con il “superamento dell’attuale status di federalismo” che continua a registrare “un divario ampio fra Nord e Sud Italia. Un divario strutturale e incolmabile perché oggi ognuno difende il proprio territorio”. Il messaggio è semplice: “bisogna trovare un meccanismo solidale che non abbia le rigidità del sistema burocratico” e bisogna “studiare sistemi alternativi per garantire il diritto alla salute di chi è più debole”. E sulla questione degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) Caldoro ha affermato che la Campania è pronta a dimostrare solidarietà. Un tema scottante, quello degli OPG, ripreso dal ministro Orlando quando ha ricordato che “la Campania è stata una delle regioni che ha dato risposte in tempi rapidi e convincenti, superando, in questo, il divario Nord- Sud” sottolineando che, dopo l’ultima proroga, la chiusura va completata entro il 2015 e, “se questo non avvenisse, siamo pronti a commissariare le Regioni”.

Per il ministro è necessario lavorare costruendo “un fronte comune” fra istituzioni, addetti ai lavori, economisti e anche intellettuali per una vera e propria “battaglia culturale” che contribuisca a modificare l’approccio al problema “anche andando controcorrente”. Un percorso avviato, ha ricordato Orlando, per il quale “è stato fondamentale il messaggio del Papa” così come è stato “fondamentale quanto detto più volte sul tema in questi 9 anni dal Presidente Giorgio Napolitano”.

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