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Scontri nel carcere di Padova, la versione del DAP sminuisce i fatti: detenuti erano solo ubriachi

Polizia Penitenziaria - Scontri nel carcere di Padova, la versione del DAP sminuisce i fatti: detenuti erano solo ubriachi


Notizia del 27/01/2015 - PADOVA
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Tafferugli di misera e non rara cronaca penitenziaria, impropriamente avvicinati a un fenomeno di fondamentalismo arabo". Così il provveditore regionale del Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), Enrico Sbriglia, riassume i fatti avvenuti lo scorso giovedì pomeriggio nel carcere Due Palazzi di Padova, dove, secondo la ricostruzione invece fornita in prima battuta dal sindacato di polizia Sappe, sarebbero stati coinvolti almeno una 30ina di detenuti "molti di questi, di origine araba, inneggianti ad Allah e all’Isis".

ANCHE DONNA MEDICO AGGREDITA. "L'episodio risale alle 17.50 di giovedì - ricostruisce il provveditore - nel quarto blocco, un'area del quarto piano. I detenuti direttamente coinvolti che sono stati successivamente denunciati e trasferiti in altri carceri sono 4, un pugliese e tre romeni. Uno di questi ultimi ha usato un rasoio per provocarsi dei tagli superficiali. Come spesso accade in questi casi, si crea un assembramento di detenuti, ma solo in quattro sono stati ritenuti parte attiva nella protesta. Odoravano di alcol - continua Sbriglia - sostanza che nell'istituto non entra, ma che i detenuti hanno ricavato dalla distillazione artigianale, con alambicchi di fortuna, della frutta fatta macerare sulle pentole a disposizione in cella, dove viene loro consentito di prepararsi i pasti. Distruggendo un tavolino in legno hanno poi usato le gambe contro gli agenti, due dei quali rimasti feriti, rompendo anche due vetri semiblindati. Uno dei quattro detenuti, una volta in ospedale dove era stato portato per essere medicato - conclude il dirigente - ha tentato di afferrare per il collo un medico donna, venendo bloccato in tempo utile dalle guardie penitenziarie".

I NUMERI DEL DUE PALAZZI. Il direttore del carcere Salvatore Pirruccio enuncia quindi i dati del Due Palazzi: 758 le persone recluse, mentre un anno e mezzo fa erano oltre 900 prima dello "svuotacarceri". Originariamente il penitenziario di Padova era stato costruito per ospitare un detenuto per cella, ovvero 350 in tutto, mentre attualmente sono almeno un paio per stanza. 617 sono gli europei, 108 gli africani, 13 gli asiatici e 20 gli americani. Il numero ottimale di agenti sarebbe di 431, in realtà ce ne sono 326, di cui effettivi in servizio, (al netto di ferie, malattie ecc.) ogni giorno, 278, compreso anche il personale addetto ai servizi amministrativi. Le celle rimangono aperte dalle 8 alle 20 e all'interno della sezione detentiva i reclusi sono liberi di muoversi e incontrarsi.

SINDACATO AGENTI E POLITICI. "Se anche non c'è stato alcun inneggiamento ad Allah o all'Isis durante la rivolta - replica Giovanni Vona, rappresentante Veneto del Sappe - è la solita messa in scena all'italiana per cui si vuole sempre sminuire tutto". Vona ha confermato il coinvolgimento di 30-45 persone nei tafferugli avvenuti al quarto piano dell'istituto di pena, spiegando che i detenuti "avevano addirittura cercato di sfondare un cordone di agenti per aprire un cancello e coinvolgere nella protesta anche i detenuti degli altri blocchi". Per far luce sull'accaduto c'è stata anche la visita in carcere, lunedì, dei consiglieri regionali Piero Ruzzante (Pd) e Antonino Pipitone (Idv). Italia dei Valori e Lega Nord hanno presentato due distinte interrogazioni parlamentari sul tema ai ministri Orlando e Alfano.

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