Gennaio 2017
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Sposa una italiana ma finisce in carcere e inneggia lo stato islamico: espulso egiziano

Polizia Penitenziaria - Sposa una italiana ma finisce in carcere e inneggia lo stato islamico: espulso egiziano


Notizia del 30/12/2015 - RIMINI
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Dopo la strage di Parigi, secondo quanto accertato dagli inquirenti, aveva più volte inneggiato all'Isis sostenendo che, dopo i francesi, sarebbe toccato agli italiani. Abou Seda Mahmoud Hosny Mohammed, 32enne egiziano, era rinchiuso nel carcere riminese dei "Casetti" per alcune rapine e, proprio dalla sua cella, il nordafricano avrebbe più volte fatto proaganda allo Stato Islamico tanto da arrivare a festeggiare apertamente all'indomani degli attentati commessi nella capitale francese. "Li dobbiamo far fuori tutti, prima i francesi e poi anche gli italiani" sono state le urla del 32enne rivolte ai compagni di prigione e davanti al personale della polizia Penitenziaria mimando, anche, il gesto della pistola.

Scarcerato con l'obbligo di dimora, lo straniero è finito nel mirino del personale della polizia di Stato che lo ha costantemente tenuto d'occhio. Ritenenuto una minaccia per la pubblica sicurezza, sono state quindi avviate tutte le pratiche necessarie alla sua espulsione dall'Italia ed è stato espulso in seguito a un’ordinanza emessa dalla Prefettura di Rimini su segnalazione della Questura. L’accompagnamento al Centro di identificazione ed espulsione di Torino dove è stato trattenuto sino alla mattinata del 30 dicembre, quando con un volo di una compagnia aerea egiziana è stato rimpatriato, scortato da personale della polizia egiziana.

L'egiziano, secondo quanto accertato dal personale della Digos, si trovava in Italia fin dal settembre 2004 quando era stato fotosegnalato dalla Questura di Ragusa perché richiedente asilo politico. Tra il 2007 e il 2013 aveva ottenuto la Carta di Soggiorno, in quanto aveva sposato una cittadina italiana, ma il permesso era stato poi revocato vista la carriera criminale del nordafricano e, nel settembre di quest'anno, era stato arrestato dai carabinieri di Rimini per rapina aggravata in concorso. Il suo curriculum lo vede implicato nei reati di rissa, lesioni personali, quando aveva colpito un cittadino pakistano alla testa con una cazzuola; estorsione continuata in concorso ai danni di due fratelli ristoratori, diversi episodi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni aggravate, avendo ferito al braccio un cittadino italiano con un coltello; violazione di domicilio, rapina aggravata e lesioni aggravate.

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