Gennaio 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Gennaio 2017  
  Archivio riviste    
Suicidio nel carcere di Milano Opera, Ispettore Greco: vogliamo più dignità per noi agenti di Polizia Penitenziaria

Polizia Penitenziaria - Suicidio nel carcere di Milano Opera, Ispettore Greco: vogliamo più dignità per noi agenti di Polizia Penitenziaria


Notizia del 19/02/2015 - MILANO
Letto (5629 volte)
 Stampa questo articolo


Un detenuto che si suicida o che muore è «una sconfitta per tutti». Per lo Stato, innanzitutto. Per il sistema carcerario, che ha fallito il suo compito di rieducazione. E anche «per noi agenti penitenziari». «Perché», spiega aLettera43.it Alfonso Greco, Ispettore nel carcere milanese di Opera e Segretario Regionale del Sappe, «spesso ci si dimentica che siamo persone».

A un lavoro di per sé «usurante» - «non è che si sorrida all'interno delle carceri», spiega l'ispettore - si aggiungono la carenza di organico e stipendi base che «partono dai 1.200, 1.300 euro». Poco importa se con gli straordinari, quando e se arrivano, «porto a casa anche 1.800 euro al mese. Significa che ho trascorso 60 ore alla settimana dietro le sbarre».

Il problema è che sono fantasmi: sia i carcerati, sia gli agenti. Un universo che è meglio non vedere, di cui è meglio non occuparsi.
«Si parla di noi solo in occasione di queste tragedie, senza considerare minimamente il lavoro quotidiano che svolgiamo faccia a faccia coi detenuti», continua Greco. «Siamo psicologi, educatori. E spesso l'unica interfaccia che i detenuti hanno con il mondo esterno, l'unica umanità con cui si confrontano».

Non si dice, per esempio, che sono stati quattro i suicidi sventati all'interno di Opera nel 2014. O di cosa significhi «prendere sputi in faccia e feci addosso».

Opera è un carcere tutto sommato ben gestito. Perché questo suicidio?
Credo che sia stato dovuto alla depressione, o ai sensi di colpa. Non certo a causa di violenze o soprusi. Ci metto le mani sul fuoco.

Quali sono le condizioni all'interno dell'istituto?
Sono da 23 anni in Polizia Penitenziaria e fortunatamente non ho mai affrontato emergenze. Detto questo, la situazione di Opera è abbastanza buona. Si tratta di una struttura di reclusione, dove non c'è via vai. Per questo è possibile portare avanti programmi con i detenuti. Ma sia chiara una cosa.

Cosa?
La vita a Opera non è meno dura di quella in altre strutture. Non sono certo tutte rose e fiori, sembra piuttosto un girone infernale.

Quanti agenti ci lavorano?
Siamo circa 600 per 6.300 detenuti circa.

Uno su dieci...
Sì, ma va considerato che nel regime aperto, a parte un agente al blocco, lavorano solo tre colleghi per 100 detenuti.

Il nuovo sistema di videosorveglianza non alleggerisce il vostro lavoro?
Non è positivo. Viene meno l'osservazione del detenuto e con essa il sentore che possa farsi del male. E poi perdiamo il controllo. I soprusi tra carcerati, per esempio, avvengono più facilmente nei corridoi.

Stipendi bassi, carenza d'organico, stress possono giustificare i commenti apparsi in Facebook dopo il suicidio del detenuto romeno?
Assolutamente no. È vero siamo inguaiati. Al sistema mancano 7 mila agenti. Il nostro lavoro è usurante, gli stipendi sono bassi.

Quanto bassi?
Di base non si va oltre i 1.300 euro. E gli straordinari sono retribuiti con ritardo. Per non parlare dei ricorsi che siamo costretti a fare perché il dipartimento non paga. Ora ci tocca persino pagare gli alloggi di servizio.

Cioè?
La stanza che occupiamo nelle caserme. Ci fanno pagare pure quella.

La rabbia c'è dunque.
Sicuramente, ma voglio ricordare che non siamo dei giudici.

Cosa intende?
Non siamo lì per giudicare i detenuti. Né tantomeno per maltrattarli. Le persone che sono rinchiuse in carcere ci sono state affidate affinché noi le tuteliamo, difendendole, quando necessario, dagli altri carcerati.

Eppure i casi di violenza all'interno delle carceri non sono una novità.
In ogni corpo esiste chi sbaglia. Non significa che siamo tutti così. E poi va distinto il maltrattamento dal contenimento.

Una differenza sottile.
Non proprio. Tra picchiare un detenuto e cercare di renderlo inoffensivo nei confronti di se stesso ce n'è di differenza. Se una persona tenta di uccidersi, io intervengo sedandola, immobilizzandola. Questo è contenimento.

Cosa non funziona secondo lei nel sistema penitenziario?
Occorre puntare di più sulla rieducazione. E per questo servono pene alternative. Un tossicodipendente deve essere affidato a una comunità, per esempio. Noi per quanto ci impegniamo non siamo in grado di gestire la situazione.

Poi?
È assurdo che un processo duri 10 anni. Così come è assurdo che in carcere finiscano dei disperati che rubano pannolini per i figli. Non solo non è giusto, ma pesa sui contribuenti. E poi sa che c'è?

Cosa?
Che in prigione come all'esterno, i poveri restano poveri e i ricchi ricchi.

In che senso?
Non parlo di differenza di trattamento. Voglio dire che un poveraccio non riceve visite, è dimenticato, il suo livello culturale è bassissimo. E se non è seguito è più difficile che venga reinserito nella società.

E così aumenta la possibilità che torni a delinquere.
È così. La recidiva si abbassa notevolmente se il detenuto è normoinserito.

Cosa chiede al ministro della Giustizia Andrea Orlando?
Dignità, solo maggiore dignità per noi agenti di Polizia Penitenziaria.

lettera43.it

 

STATISTICHE CARCERI REGIONE LOMBARDIA
Statistiche carceri Regione Lombardia







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legislativo del Riordino delle Carriere

2 Decreto Milleproroghe, Sappe: Buona notizia via libera a 887 assunzioni nella Polizia Penitenziaria

3 Caso Cucchi: Poliziotti penitenziari chiederanno risarcimenti milionari ai Carabinieri

4 Detenuti di Poggioreale rifiutano le celle aperte: vissute come una minaccia alla propria incolumità

5 Tre detenuti evadono dal carcere di Firenze Sollicciano, Sappe: la responsabilità è dei colletti bianchi, evasione annunciata

6 Bonus 80 euro: quando e come saranno stanziati dopo ennesimo slittamento

7 Agente Penitenziario sorprende i ladri in casa che lo aggrediscono: ricoverato al pronto soccorso

8 La latitanza dorata del detenuto evaso da Rebibbia catturato dal NIC della Polizia Penitenziaria

9 Poliziotti e detenuti ripareranno insieme le auto della Polizia Penitenziaria

10 Due Poliziotti feriti nel carcere di Regina Coeli: aggrediti da detenuti magrebini infastiditi dalle perquisizioni


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Le foto dei tre detenuti evasi dal carcere di Firenze Sollicciano

2 Circolare del GOM: togliete le foto da Facebook, è in atto una schedatura dei Poliziotti

3 Ufficiali medici nel Corpo di Polizia Penitenziaria?

4 La sospensione delle ordinarie regole di trattamento penitenziario (art. 41-bis)

5 Diventa anche tu Capo del DAP!

6 Clamorosa evasione dall''istituto … dal carcere ... insomma quello lì, come si chiama?

7 Il Ministro Orlando dichiara cessata l''emergenza sovraffollamento delle carceri, ma i dati lo smentiscono

8 C’era una volta la sentinella

9 Orlando e Consolo: pubblicate i dati reali del sovraffollamento

10 Italicum, Porcellum, Mattarellum e Consultellum