Marzo 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Marzo 2017  
  Archivio riviste    
Trattativa e 41 bis, i verbali di Conso: "Scelsi Di Maggio al Dap perché andava in tv"

Notizia del 15/02/2012 - ROMA

Trattativa e 41 bis, i verbali di Conso: "Scelsi Di Maggio al Dap perché andava in tv"

letto 2331 volte)

 Stampa questo articolo         Condividi

Trecento provvedimenti di 41 bis non rinnovati nel novembre 1993 a detenuti mafiosi per dare un “segnale positivo di distensione” mentre Cosa Nostra continuava a disseminare bombe in tutta Italia. Un proposta avanzata dal vice capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziariaFrancesco Di Maggio, nominato nonostante non avesse i titoli richiesti dalla legge. E nessuno oggi sa spiegare perché la scelta cadde proprio sul magistrato milanese: non lo sa il suo capoAdalberto Capriotti, che se lo trovò quasi imposto come vice, e non lo sa la persona che effettivamente lo nominò, ovvero l’allora Ministro della Giustizia Giovanni Conso.

Per Conso, Di Maggio fu scelto soltanto “perché andava in televisione”. Il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, l’aggiunto Antonio Ingroia e i sostituti Nino Di Matteo e Lia Sava stanno cercando di mettere in ordine alcuni tasselli fondamentali della cosiddetta trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra. In particolare i magistrati palermitani stanno cercando di capire perché nel 1993 vennero lasciati scadere circa trecento provvedimenti di carcere duro, anche per boss mafiosi di primo piano, proprio mentre l’offensiva stragista di Cosa Nostra stava raggiungendo il culmine con gli attentati di Roma, Milano e Firenze.

Quell’appunto datato 26 giugno 1993 era stato siglato dall’allora capo del Dap Adalberto Capriotti, e oltre al consiglio di non prorogare 373 casi di 41 bis conteneva anche la proposta di una riduzione successiva di un altro 10 per cento dei restanti regimi di carcere duro. Proposta motivata così: “Questi provvedimenti – si legge nell’appunto – costituirebbero sicuramente un segnale positivo di distensione”. Capriotti, interrogato dai magistrati il 14 dicembre del 2010 aveva semplicemente risposto di non saperne nulla: “Non ne venni a conoscenza – dice quello che era allora il capo dell’amministrazione carceraria – D’altra parte tra le carte questa mancata proroga, questo elenco che lei dice, fu portato a conoscenza del Ministro”.

Il ministro, ovvero Giovanni Conso, non ha però chiarito per nulla le dinamiche che hanno portato l’amministrazione carceraria a lasciare scadere quei 373 decreti di carcere duro. “Sì, mi pare un po’ strano effettivamente – ha detto l’ex guardasigilli ai magistrati palermitani lo scorso 21 dicembre – siccome si discuteva molto, tutti parlavano, anche i giornali, c’erano continue riunioni eccetera, ciascuno voleva dir la sua, mentre la norma dice che è il Ministro, è un potere del Ministro, potere/dovere del Ministro prorogare o non prorogare”.

Dall’ interrogatorio di Conso non si riesce soprattutto a capire per quale motivo come vice di Capriotti venne scelto Francesco Di Maggio. All’epoca del suo arrivo al Dap, infatti, Di Maggio, che è deceduto nel 1996, aveva la qualifica di magistrato di tribunale distaccato all’Onu, mentre per essere nominato all’amministrazione carceraria occorre almeno essere magistrato di corte d’appello. L’ostacolo venne superato grazie alla nomina di Di Maggio a consigliere di Stato. I magistrati però vogliono capire se c’era una volontà specifica esterna al ministero della giustizia che spingesse per l’arrivo di Di Maggio al Dap.

Conso ha ribadito di avere fatto la scelta in piena autonomia: “L’ho scelto io e ho fatto una scelta anche legata alla disponibilità delle persone”. Ma quando i pm palermitani gli hanno chiesto le motivazioni che lo hanno indotto a scegliere proprio Di Maggio, che non aveva alcuna competenza specifica per quel delicato ruolo all’amministrazione penitenziaria, l’ex guardasigilli si è limitato a dire “era una persona che andava un po’ in televisione, diciamo così, quindi era combattivo, attivo, esternava, era un esternatore e mi era parso molto efficace”. Una giustificazione che non è ritenuta credibile agl’inquirenti palermitani.

Tra l’altro dalle dichiarazioni dell’ex guardasigilli emerge un altro rebus: ovvero quello relativo al pesante scontro avuto dallo stesso Conso proprio con Di Maggio. A riferire dell’alterco tra il guardasigilli e il vice capo del Dap era stato Capriotti che così aveva riassunto quell’episodio: “Ho assistito a violentissima lite, sempre per ragioni di ufficio, fra Conso e questo Di Maggio e io mi misi di mezzo perché Di Maggio, oltre a dargli del tu, lo insultava e insomma io non potevo permetterlo, e per la mia posizione e perché Conso era il nostro ministro, era il nostro ministro e questo non si può fare”.

Conso però stranamente non ricorda nulla di quell’episodio. “Non credo che si sarebbe neanche permesso – dice Conso ai magistrati – né io l’avrei permesso di farmi insultare, avrei replicato, però ciascuno interpreta a modo suo, uno come Capriotti tutto ligio, tutto eeh… l’altro (Di Maggio) che era un esuberante, c’era anche nel loro modo di comportarsi e di valutarsi a vicenda, diverso, quindi non… a me non… a questi limiti no, che ci sia stato da parte di un impulsivo come era Di Maggio magari una battuta: eh ma lei magari Ministro non capisce questa cosa… be’, non vuol dire che è stato un alterco, ecco…”.

Sia Capriotti che Di Maggio vennero nominati ai vertici del Dap in sostituzione di Nicolò Amato, che poco prima era stato pesantemente minacciato in una lettera inviata da anonimi familiari di detenuti al presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro e alle autorità competenti. In quella missiva Amato era indicato come un dittatore che aveva a suo servizio degli squadristi, ovvero i secondini delle carceri. Amato infatti era probabilmente inviso ai detenuti per il suo atteggiamento intransigente e per le proposte d’intensificare il regime di 41 bis dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio. E nessuno lo avvisò mai delle minacce contenute in quella lettera.

www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/trattativa-verbali-conso-scelsi-maggio-perche-andava/191510/

STATISTICHE CARCERI REGIONE LAZIO
Statistiche carceri Regione Lazio







Le ultime foto pubblicate


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 


 

Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Concorso per 540 allievi di Polizia Penitenziaria: domanda entro l’8 maggio

2 Gli Agenti penitenziari assolti dal caso Cucchi citano in giudizio tre Ministeri: Giustizia, Difesa e Interno

3 Fuorni. Bomba in carcere, si indaga. Oggi la protesta dei Poliziotti Penitenziari

4 Travolta e uccisa una ciclista: Poliziotto penitenziario indagato per omicidio stradale

5 Intimidazioni alla Polizia Penitenziaria: forate le ruote delle auto del Corpo a Cagliari

6 Torino, agente penitenziario si porta a casa il rame dei condizionatori

7 Prato, agente di Polizia Penitenziaria insegue scippatore e lo fa arrestare

8 Igor il russo, l''ex compagno di cella: E'' diventato Ezechiele dopo la conversione

9 Arrestato di nuovo boss Concetto Bonaccorsi: era evaso da permesso premio dal carcere di Secondigliano

10 Palermo, i familiari di Francesca Morvillo lasciano la fondazione Giovanni Falcone


  Cerca per Regione






Tutti gli Articoli
1 Servizio di polizia stradale: la penitenziaria è la più temuta tra le forze dell''ordine!

2 Ecco le nuove insegne di qualifica dopo il riordino delle carriere

3 Un anno fa ci lasciava Nicola Caserta

4 Lorenzo Cutugno: in memoria dell''Agente di Custodia ucciso dalle BR l''11 aprile 1978

5 Riordino delle carriere: buono l’esito delle consultazioni dei sindacati e dei Co.Ce.r. presso le commissioni parlamentari

6 Francesco Di Cataldo: in memoria del Maresciallo Maggiore degli Agenti di Custodia ucciso dalle BR a Milano il 20 aprile 1978

7 Riordino: una proposta per le nuove insegne di qualifica della Polizia Penitenziaria

8 Riordino delle carriere. Analisi della situazione dei Sovrintendenti

9 Riordino delle carriere: arriva l’ok anche del Consiglio di Stato

10 Salvatore Rap: in memoria dell''Agente di Custodia ucciso durante la rivolta nel carcere di San Vittore del 21 aprile 1946