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Trento: preannunciata protesta anarchica di fronte al carcere per i diritti dei detenuti

Notizia del 26/08/2011 - TRENTO

Trento: preannunciata protesta anarchica di fronte al carcere per i diritti dei detenuti

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Un presidio di area anarchica è annunciato per il 3 settembre alle 15 al carcere di Trento, a Spini, il primo dall'apertura del nuovo istituto, a dicembre. Volantini in proposito sono stati distribuiti ieri davanti alla struttura ai parenti dei detenuti, in quello che è uno dei due
giorni di accesso per i colloqui, insieme al sabato.

"Libertà: la privazione della libertà non 'educa' nessuno" è l'esordio, in cui si paventa un eventuale ritorno al sovraffollamento e una carenza di servizi rispetto alle prospettive iniziali presentate. Si chiude con un invito a detenuti e familiari a fare conoscere le proprie situazioni, con la promessa di farsene carico e sostenere eventuali proteste.

I volantini sono firmati dalla "Assemblea dei parenti, amici e solidali di Stefano Frapporti", operaio edile di Rovereto, cinquantenne, deceduto in carcere poche ore dopo l'arresto nel luglio del 2009. Un suicidio che i familiari contestarono, mettendolo in dubbio, su cui venne aperta e poi archiviata un'indagine. Nel volantino viene riaffermata la volontà di lottare per lui.

La risposta dei vertici del carcere non si è fatta attendere. "Per com'erano i vecchi carceri di Trento e Rovereto avevano ragione, fermo restando che disapprovo le modalità e l'assenza di proposte alternative". Cosi' il direttore della casa circondariale di Trento, a Spini, Antonella Forgione, commenta l'annunciata protesta di area anarchica in programma il 3 settembre al nuovo istituto di pena.

"Disapprovo - prosegue - come hanno cavalcato il caso di Stefano Frapporti. Quanto alla loro nota posizione di un assoluto 'no al carcere' e 'tutti fuori', chiedo cosa propongano in alternativa, quale risposta a chi dei reati è stato vittima. Le istituzioni sono tutte contestabili in un sistema democratico, ma non mi sembra di averli mai visti proporsi per accogliere forme di detenzione alternativa. Così diventano solo strumentali".

Di protesta intanto una c'è stata dall'interno nei giorni scorsi, quando le televisioni sono state spente all'1 di notte, anziché alle 2. ''Il prolungamento dell'orario - ha chiarito Forgione - era stato chiesto da chi, durante il Ramadan, dorme di giorno per sopportare meglio il digiuno e sta più sveglio la notte. Il ritorno dalle ferie di un operatore ha causato il disguido. Non sapeva del prolungamento e ha spento all'1. Un addetto alla vigilanza però l'ha informato non appena si è accorto che i detenuti battevano sulle sbarre e ne ha chiesta la ragione, così il malinteso è finito e le tv sono state riaccese".

Neppure è l'unica delle rimostranze dei detenuti, che protestano ad esempio quando intendono aggiudicarsi all'interno i lavori migliori, i più remunerati e di fiducia, come quello della cucina, tra i più contesi. Un'altra richiesta di questi giorni è nell'usare la palestra, che partirà a fine settembre.

"Certo è che le proteste - ha aggiunto Forgione - me le trovo pure dai sindacati, perché l'aumento delle attività cambia il lavoro degli operatori. E' diverso vedere gente chiusa tutto il giorno in una cella o doverla fare entrare e uscire, accompagnarla, perquisirla, per le attività, ma è fondamentale ed è in questo che c'impegnamo, anche nei periodi di ferie, in cui l'organico è ridotto, come ora. per ragioni esterne è sospesa qualche attività formativa, però una serie di

laboratori proseguono, come quelli di ceramica, di assemblaggio e di digitalizzazione dell'Archivio storico delle acque, finanziato dalla Provincia".

Partite non risolte d'altra parte ce ne sono, spiega Forgione col comandante della polizia penitenziaria, Domenico Gorla. "Una è quella dei rifiuti, che alcuni gettano dalle finestre, giù nei prati delle aree comuni, che non hanno accessi e che dobbiamo provvedere a pulire. E non si riescono a individuare i responsabili. Eppure stiamo pensando anche alla differenziata e ci stiamo muovendo per avere anche un compattatore, così come per ottenere un ritorno economico da carta e cartone".

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