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Uccise pensionato in casa sua: sconto di pena per aver subito il sovraffollamento in carcere

Polizia Penitenziaria - Uccise pensionato in casa sua: sconto di pena per aver subito il sovraffollamento in carcere


Notizia del 16/07/2017 - PISA
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Una cella sovraffollata vale uno sconto di pena. Un giorno ogni dieci trascorsi in quelle che la legge definisce condizioni «inumane e degradanti». Per il detenuto Samuele Roviezzo, prima nel carcere di Pistoia e poi in quello di Pisa, aver vissuto in meno di tre metri quadrati significa incassare 117 giorni di riduzione su una pena a 15 anni e 4 mesi inflitta per concorso in omicidio. Una sentenza passata in giudicato a fine 2011.

Una storia di marginalità con balordi di paese che pensavano di fare un colpo a casa di un anziano solo perché sospettavano che avesse dei risparmi nascosti. Finì con la morte del pensionato di 84 anni colpito a sprangate. Era il febbraio 2008. Roviezzo, 44 anni, di Monsummano, condannato insieme al fratello e a un complice, fu arrestato quasi subito. Il suo conto con la giustizia è ancora aperto. Durante la detenzione, però, ha lamentato spazi ridotti e un sovraffollamento che, in certi periodi con i fisiologici picchi di ingressi, è stato tra le lacune più marcate del carcere Don Bosco.

Roviezzo aveva ottenuto soddisfazione dal magistrato di Sorveglianza nel 2016. La sua istanza era stata accolta sulla base di quanto previsto dalla normativa che risarcisce i detenuti con sconti di pena se ancora in carcere o con 8 euro se la pena è stata espiata. L’amministrazione penitenziaria aveva contestato la ricostruzione di Roviezzo presentando reclamo al Tribunale di Sorveglianza che aveva dato ancora ragione al detenuto. A quel punto è stata la Procura generale di Firenze a ricorrere in Cassazione contro lo sconto, ma la suprema corte ha detto no: il 44enne ha diritto a quei giorni di liberazione anticipata riparatoria per «la detenzione sofferta nella casa circondariale di Pistoia dal 23 marzo 2008 al 17 aprile 2008 e in quella di Pisa dal 25 marzo 2009 all’11 febbraio 2012».

L’equazione carcere affollato, sconto di pena è ormai un dato acquisito. All’origine ci sono i parametri della Convenzione europea per i diritti dell’uomo. Tutto nasce dalla sentenza Torreggiani, in cui la Corte Europea per i diritti dell’uomo ha condannato l’Italia e dato ragione a 7 detenuti di Busto

Arsizio e Piacenza, costretti a vivere in meno di 3 metri quadri a testa. Un verdetto che è pietra angolare dei numerosi ricorsi arrivati ai Tribunali di Sorveglianza e confermati in Cassazione. Roviezzo è ancora detenuto. Sul conto finale deve scalare quei 4 mesi come indennizzo dello Stato.

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