Burnout della Polizia Penitenziaria

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 2012

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Notizia del 02/02/2012 - PADOVA

Uno Bianca: Occhipinti esce dal carcere in semilibertà per lavorare

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E’ iniziata domenica la semilibertà per Marino Occhipinti, uno dei sei componenti della banda della Uno bianca condannato all’ergastolo per l’assalto al furgone portavalori del 19 febbraio 1988 a Casalecchio (Bologna), costato la vita alla guardia giurata Carlo Beccari, e recluso nel carcere Due Palazzi di Padova dal 29 novembre 1994.
 
Quattro giorni fa ha lasciato la cella che divideva nella sezione penale con altri due detenuti ed è stato trasferito nella palazzina dei semiliberi, perciò non potrà più avere contatti con gli altri carcerati. Lunedì ha cominciato a lavorare per la «Cooperativa Giotto» di Padova, per la quale prestava servizio dal 2001 ma da dietro le sbarre (dove collabora anche con il giornale dell’istituto «Ristretti orizzonti»).
 
«E’ assunto con contratto nazionale collettivo di lavoro e regolarmente retribuito —aveva detto Nicola Boscoletto, presidente della Giotto, lo scorso 9 gennaio, quando il presidente del Tribunale di sorveglianza di Venezia, Giovanni Maria Pavarin, aveva accolto la richiesta di semilibertà presentata dall’avvocato Milena Micele —.
 
Ha iniziato confezionando manichini di cartapesta per l’alta moda, poi è passato al call center con mansioni di telemarketing, quindi al Cup di Usl 16 e Azienda ospedaliera (proprio in queste ore tornato ai detenuti, ndr) infine al centralino di alcune ditte. Nell’ultimo periodo ci ha aiutati a organizzare i turni di lavoro: è versatile e sempre pronto a rimettersi in gioco».
 
La Giotto, nata nel 1986 per curare la progettazione e la manutenzione dei parchi e dal 1991 attiva anche nel recupero dei detenuti e nei servizi ai disabili, alle 7.30 va a prendere con il pullmino Occhipinti al Due Palazzi, al quale l’ex poliziotto della sezione Narcotici della Squadra mobile di Bologna, oggi 47enne, torna alle 20, per cenare e dormire. Occhipinti, che prese parte a una rapina su un totale di 103, causa di 24 morti e 102 feriti, per poi dissociarsi, continua a sbrigare mansioni di segreteria.
 
Se è riuscito ad ottenere la semilibertà è per «il comportamento irreprensibile» mantenuto sempre in carcere. «Oggi mio figlio è un’altra persona», conferma la madre Graziella Baldi. Ma l’associazione dei parenti delle vittime della Uno bianca non è d’accordo: «Perdono? Mai. Occhipinti è stato zitto per sei anni sull’operato dei complici: se avesse parlato, tanti si sarebbero salvati. Doveva restare in cella».
 


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Come eravamo
 Foto dall'album "Agenti di Custodia"

Questa iniziativa ti appartiene
Descrizione: 1 CORSO MONTENOTTE ALLIEVI SOTTUFFICIALI DEL CORPO DEGLI AGENTI DI CUSTODIA A CAIRO MONTENOTTE. PROVENIENTE DAL 18° CORSO PIAVE ALLIEVI AA. CC..
Anno: 1967
Autore: Pietro Mendicino
Album: agenti di custodia,cairo montenotte,top foto,speciali,scuole,uniformi storiche
È partito un progetto ambizioso "La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

Chiediamo a tutti i poliziotti penitenziari e ai loro familiari, di inviarci quella foto che ognuno di noi ha in qualche cassetto e che ritrae un momento di vita dei nostri colleghi.

Le foto non devono essere necessariamente "professionali" o con inqadrature particolari, vanno bene anche quelle di semplice vita quotidiana, perché proprio nella loro spontaneità, siccome hanno ritratto quei momenti semplici e reali, fanno parte della nostra Storia.

Se hai una foto nel tuo computer che riguarda la Polizia Penitenziaria, inviacela attraverso questa pagina oppure scrivendo un'email all'indirizzo: staff@poliziapenitenziaria.it.

Inviaci anche le vecchie foto degli Agenti di Custodia. Insieme alle più recenti, costituiranno una importante documentazione per ricostruire la nostra Storia e per rinsaldare lo spirito del nostro Corpo di Polizia Penitenziaria.

Grazie a tutti voi!


 
 





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