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Roma, saranno i detenuti a riparare le buche e rifare le strisce cancellate

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Il progetto «Mi riscatto per Roma» di Autostrade, ministero della Giustizia e Comune di Roma prevede la formazione di 15 detenuti a bassa pericolosità. Avranno un attestato professionale e la possibilità di essere inseriti nel mondo del lavoro

Quindici detenuti, selezionati tra quelli a bassa pericolosità e pene ridotte, verranno formati in carcere e da Autostrade per l’Italia per due mesi e mezzo, al termine dei quali otterranno un attestato professionale e poi potranno mettersi al lavoro per la manutenzione delle strade della Capitale e dell’area metropolitana, dove svolgeranno interventi di pulizia delle caditoie, riparazione delle buche a caldo e ripasso delle strisce pedonali, in particolare nel Centro storico di Roma.

Dopo la cura del verde, ora tocca alla strade

È il contenuto del protocollo di intenti «Mi riscatto per Roma» firmato da Autostrade per l’Italia, il ministero della Giustizia, Roma Capitale e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per riqualificare le strade della Capitale attraverso il lavoro dei detenuti, presentato martedì mattina nel corso di una conferenza stampa in Campidoglio dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dall’amministratore delegato di Atlantia e Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, dal capo della Polizia penitenziaria, Francesco Basentini, e dalla presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma, Maria Antonia Vertaldi. «Siamo qui per presentare e rinnovare un progetto che avevamo già iniziato in forma sperimentale e in cui abbiamo creduto tantissimo, ovvero la possibilità di poter dare ai detenuti una seconda chance reintroducendosi in società attraverso la ricucitura di quel patto che si è spezzato grazie ad attività in favore della collettività», ha spiegato Raggi. «L’anno scorso la sperimentazione è avvenuta sul verde di Roma, che ha aree verdi per oltre 40 milioni di chilometri quadrati, con lo sfalcio, il taglio dell’erba e il ripristino dei parchi con il duplice risultato di riqualificare queste persone, che hanno svolto un corso di formazione, e dare il via anche a una visione e un rapporto diverso con l’ambiente che li circondava, unito a un grandissimo apprezzamento da parte dei cittadini che ha contribuito a ricostituire un legame. È il segno che questo progetto è riuscito a creare un ponto che secondo la Costituzione è fondamentale per funzione rieducativa della pena»

Segnaletica e pulizia caditoie

Il progetto, ha spiegato la sindaca, «ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso non solo di replicarlo ma di ampliarlo, e stavolta abbiamo deciso di concentrarci sulle strade, in particolare sulla segnaletica orizzontale e la pulizia delle caditoie e dei tombini, che a Roma sono circa 800mila. Riteniamo che questo porti benefici non solo alla città di Roma, ma anche ai romani e ai detenuti in primis, che possono ritornare nella loro città con un rapporto di rispetto».

Gli interventi: si parte dalla zona Rebibbia

I primi interventi interesseranno le strade adiacenti al penitenziario di Rebibbia che, una volta risanate, diverranno il laboratorio di formazione dei detenuti. Autostrade per l’Italia fornirà gratuitamente la formazione tramite capisquadra, dispositivi di protezione individuale, attrezzature e materiali, mentre i cantieri saranno responsabilità del Campidoglio. La collaborazione permetterà di testare delle nuove smart technology utilizzate da Autostrade per l’Italia in collaborazione con Google e Pirelli che con foto geolocalizzate delle buche e pneumatici intelligenti capaci di fornire informazioni sul manto stradale permetteranno di pianificare e gestire al meglio la manutenzione delle strade della Capitale.

Il ministro Bonafede: «Modello da esportare»

«Continueremo ad investire su questo tipo di progetti, è un punto di partenza prestigioso e chiederò agli altri sindaci d’Italia di portare avanti questo tipo di iniziative. Ho intenzione di mettere su una task force proprio per estendere queste pratiche virtuose»: ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Fonte:roma.corriere.it

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