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Carcere, le responsabilità del preposto per la sicurezza sul lavoro

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Il legislatore nel redigere il D.Lgs. n. 81/08 ha voluto indubbiamente colmare una lacuna della normativa previgente andando a definire con puntualità la figura di preposto.

Nello specifico il preposto viene indicato come la “persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa” (art. 2 comma 1, lett. e)).

Contestualmente, il Testo Unico, ha dato maggior valore al ruolo svolto dal preposto, quale soggetto attivo della sicurezza nei luoghi di lavoro, assicurandogli, attraverso un corso della durata di otto ore, una formazione specifica utile ad adempiere in maniera appropriata alle funzioni svolte,  prevedendo, nel contempo, misure afflittive per le violazioni delle norme prevenzionistiche eventualmente commesse. In particolare, mentre nella previgente legislazione le sanzioni comminabili al preposto erano da ricercarsi nelle stesse norme relative ai Datori di lavoro ed ai Dirigenti, il Testo Unico ha ritagliato nel proprio assetto sanzionatorio uno spazio riferito con precisione a tale figura.

L’intervento innovatore operato dal D.Lgs. n. 106/09 (disposizioni integrative e correttive al D.Lgs n. 81/08), ha attenuato il carico di responsabilità penali del preposto, abrogando tutte le sanzioni speciali inizialmente previste a suo carico in materia di cantieri temporanei o mobili, di segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro, di movimentazione manuale dei carichi, di attrezzature munite di videoterminali.

Secondo norma il preposto è punibile, oltre che per le inosservanze degli obblighi generali posti a suo carico dall’art. 19 del Testo Unico, e sanzionate all’art. 56, per le violazioni delle disposizioni in materia di sostanze pericolose ed in caso di esposizione dei lavoratori ad agenti biologici.

La normativa prevede chiaramente una gradualità delle sanzioni che si differenziano nell’entità secondo la gravità della violazione commessa. Andiamo a vedere nello specifico di quali sanzioni si tratta esaminando con attenzione quanto sancito all’art. 56 del D.Lgs n. 81/08 e s.m.i.

E’ comminabile al preposto la sanzione dell’arresto fino a due mesi o dell’ammenda da 438,40 a 1.315, 20 euro per le seguenti violazioni:

• Mancata sovrintendenza e vigilanza sull’osservanza degli obblighi di legge dei singoli lavoratori, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di uso di DPC (dispositivi di protezione collettiva), DPI (dispositivi di protezione individuale), e, in caso di persistenza delle inosservanze, mancata informazione dei diretti superiori (art. 19, comma 1, lett. a));

• Omessa richiesta dell’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e omesse istruzioni ai lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, circa l’abbandono del posto di lavoro o la zona pericolosa (art. 19, comma 1, lett. c));

• Richiesta ai lavoratori di riprendere  il lavoro in una situazione di lavoro con pericolo persistente, grave e immediato (art. 19, comma 1, lett.e));

• Omessa segnalazione tempestiva al datore di lavoro sia delle deficienze delle attrezzature che dei dispositivi di protezione dei lavoratori e, in generale, di ogni situazione di pericolo che si verifichi durante il lavoro (art. 19, comma 1, lett. f));

E’ comminabile al preposto la sanzione dell’arresto fino ad un mese o dell’ammenda da 219,20 a 876,80 euro per le seguenti violazioni:

– Omessa verifica del solo accesso dei lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni a zone che li espongono a grave e specifico rischio (art. 19, comma 1, lett. b));

• Omessa tempestiva informazione ai lavoratori esposti al rischio sul pericolo grave ed immediato (art. 19, comma 1, lett. d));

• Mancata frequenza di appositi corsi di formazione in materia di salute e sicurezza, disposti all’art.37 (art. 19, comma 1, lett. g));

Con riferimento alle previsioni del Titolo IX, “Sostanze pericolose”, il preposto è inoltre punibile con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 438,40 a 1.753,60 euro per la violazione degli articoli: 225 – 226 – 228 (commi 1,3,4,5) – 235 – 240 (commi 1 e 2) – 241 – 242 (commi 1 e 2) – 248 (comma 1) – 254.

Il preposto potrà invece incorrere nella meno afflittiva sanzione dell’arresto fino ad un mese o dell’ammenda da 274,00 a 1.096,00 euro per la violazione degli articoli:

• 229, commi 1, 2, 3 e 5 (obbligo di sottoposizione a sorveglianza sanitaria di lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi per la salute);

• 239, commi 1, 2 e 4 (agenti cancerogeni e mutageni: obbligo di informazione e formazione, di etichettatura di impianti, contenitori, imballaggi contenenti agenti cancerogeni o mutageni in maniera chiaramente leggibile e comprensibile).

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