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Categoria: carenza personale

“In Italia il rapporto tra agenti e detenuti è di uno a 80: situazione insostenibile sul piano dell’organizzazione del lavoro e della sicurezza” «Siamo costantemente oggetto di violenze fisiche. Lavoriamo senza dignità. Oggi, nelle carceri italiane, il rapporto tra agenti e detenuti è di uno a 80. Una situazione insostenibile sul piano dell’organizzazione del lavoro e sul piano della sicurezza. Lo Stato non può continuate a trattarci così, pensando più al benessere dei detenuti che del personale». Sono racchiuse in queste parole di Vicente Santilli, segretario regionale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, le motivazione della protesta organizzata stamane, 9…
Feriti un sovrintendente e quattro agenti di polizia penitenziaria ora ricoverati in ospedale Una decina di detenuti ha aggredito il personale di sorveglianza all’I.P.M. di Catania ferendo un sovrintendente e quattro agenti, che sono stati trasportati al policlinico “Vittorio Emanuele” dove tuttora sono ricoverati. Secondo quanto si è appreso, il motivo scatenante sarebbe stato la mancata concessione di un permesso ad uno dei detenuti che ha poi aggredito gli agenti. Proprio in questi giorni a Bicocca c’è un’ispezione in corso disposta dal ministero della Giustizia. La commissione, guidata da un magistrato, è stata informata dell’accaduto. Che i numeri degli agenti penitenziari siano insufficienti è ormai…
Detenuto in fuga dalla casa di reclusione di Isili. Secondo quanto riferito dal sindacato Sappe, l’evasione si è verificata questa mattina. L’uomo, originario dell’Emilia Romagna, era al lavoro nei campi e, si è dileguato facendo perdere le sue tracce. Le ricerche sono in corso. Solo poche settimane fa un altro detenuto era riuscito a lasciare il penitenziario di Mamone Lodè. “I poliziotti di Isili non sono più nelle condizioni di assicurare la vigilanza dei detenuti, visto che sono assegnati ai capi d’arte”, si legge in una nota del Sappe. Evaso da Mamone e catturato, il ministro Bonafede ringrazia gli agenti…
Un detenuto magrebino ha cercato di evadere scavalcando il muro di cinta dei cortili di passeggio. E, cosa ancora più grave, per tentare l’impresa ha avuto la complicità di altri reclusi, che hanno cercato di ostacolare l’intervento dei poliziotti. I pochi agenti in servizio, però, sono riusciti a raggiungere e catturare il fuggitivo, che aveva già raggiunto la porta carraia del penitenziario. Il detenuto è stato posto sotto sorveglianza, ma ha dato in escandescenza, procurandosi ferite e lesioni sul corpo, oltre a generare caos nel reparto di detenzione in cui vengono ospitati i nuovi detenuti. Come accade da tempo, torna…
Agente penitenziario aggredito ad Avellino. Selfie dei detenuti dell’Alta sicurezza a Benevento.La denuncia del Sappe: «Aumento di episodi di violenza nelle carceri campane. Inutili le censure. A Benevento i detenuti si scattavano dei selfie. Agenti penitenziari aggrediti ad Avellino e a Napoli». E’ vero che i selfie hanno sdoganato anche gli ambienti più formali, ormai persino ministri e cardinali non si sottraggono alla pratica dell’autoscatto, ma che dei detenuti in regime di massima sicurezza usino i cellulari per immortalare la propria quotidianità, come la più innocente delle comitive di studenti in gita, beh, non può che stupire. L’episodio paradossale è accaduto…
Nascosti tra i vestiti e gli alimenti ogni settimana spediti dai familiari, consegnati da agenti infedeli e addirittura celati nei pannolini dei neonati. Sofisticati e sempre più piccoli, sette centimetri per due, sottocosto, recuperati sul web, occultati nelle suole delle scarpe modificate per l’occasione. A Napoli, a Torino, a Orvieto, ad Alessandria, a Roma, a Spoleto. E l’elenco potrebbe continuare. L’ultimo telefonino sequestrato nel carcere di Bellizzi, in Campania, spinge il sindacato autonomo della polizia penitenziaria a lanciare l’allarme su un «problema non più differibile», come certificano i dati del ministero della giustizia. Nel 2017 si contano 337 cellulari e…
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A seguito di una complessa attività di indagine del reparto di polizia penitenziaria di Viterbo, stamani, all’interno della casa circondariale, sono stati sequestrati due telefoni cellulari di ridotte dimensioni, rispettivamente di 5 e 7 centimetri, funzionanti e comprensivi di scheda sim e cavo caricabatterie. Tali apparecchi, che molto probabilmente sono frutto di ricettazione, erano in uso a due detenuti di nazionalità italiana, provenienti dalla capitale e di elevato spessore criminale, che in un altro istituto avevano intrapreso iniziative simili. I mini telefoni cellulari funzionanti e in perfetto stato, sono stati sequestrati e messi a disposizione della…
L’8 gennaio 2013, la sezione II della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso una sentenza (poi passata alla storia come Sentenza Torreggiani) che stigmatizzava il sistema penitenziario italiano. Con la sentenza in parola, che era già stata preceduta da un’altra analoga del 2009 in ordine al caso Sulemanovic (un detenuto del carcere romano di Rebibbia che aveva condiviso per quattro mesi una cella di 16,20 mq. con altri 5 detenuti), la CEDU ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (rubricato “proibizione della tortura”), che sancisce il divieto di pene e trattamenti disumani e…
“Da quasi un anno circa 300 allievi agenti di polizia penitenziaria, risultati idonei da concorso, attendono di entrare in servizio. Un blocco dello scorrimento delle graduatorie dalle ricadute davvero gravi, se si pensa che la polizia penitenziaria è, tra le forze dell’ordine, il corpo che concentra la più alta percentuale di carenza di personale. Un dato acclarato dai fatti e dalle oggettive condizioni di difficoltà che vive il personale in servizio nelle carceri. Sbloccare la graduatoria rappresenterebbe perciò un passo importante per arginare i molteplici episodi di violenza avvenuti a scapito dei pochi agenti in servizio e migliorarne le condizioni…
“Nell’ultimo anno il sovraffolamento nelle carceri del Lazio ha raggiunto percentuali da capogiro ed è diventata una vera e propria emergenza che provoca quotidianamente problemi di sicurezza ai danni degli agenti di Polizia Penitenziaria. In particolare gli istituti penitenziari di Velletri e di Roma sono ormai al collasso con l’aggravante di una significativa carenza di personale. Una condizione più volte denunciata dai sindacati di Polizia Penitenziaria a cui però non è mai arrivata una adeguata risposta. Fatti di cui il Ministro della Giustizia Bonafede non possiamo credere non sia a conoscenza. Ma sapere non basta, è urgente intervenire. Per questo…
Oggi, 13 luglio, 2018, la senatrice della Lega Stefania Pucciarelli è stata in visita al carcere della Spezia, accompagnata dal segretario spezzino del SAPPe (Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria) Emanuele Frasca, che le ha illustrato quelli che il sindacato ritiene gli aspetti negativi dell’istituto della Spezia. “Il Sappe, durante il colloquio avuto con la senatrice, ha avuto l’opportunità di rappresentare la quotidianità del lavoro della Polizia Penitenziaria della Spezia. Abbiamo rappresentato – commenta FRASCA – che per scelte scellerate dagli Uffici competenti oggi il carcere spezzino deve fronteggiare circa 10 detenuti con seri problemi psichiatrici (provenienti da altri Istituti) e…
Carenza di personale alla casa circondariale di Fuorni: il parlamentare salernitano Edmondo Cirielli porta il caso in Parlamento e presenta Interrogazione al Ministro. “Nella casa circondariale di Fuorni, a Salerno, il numero del personale di Polizia Penitenziaria in servizio è pari a 230 unità, con una carenza di 64 agenti, secondo quanto previsto dalla pianta organica, in base alla quale il penitenziario salernitano dovrebbe essere dotato di 394 unità; da tempo i sindacati degli agenti di custodia denunciano, inascoltati, la grave carenza organica di Polizia Penitenziaria, costretta a lavorare in condizioni di estrema difficoltà, tra turnazioni massacranti e straordinari non…
Non ci lascia mai indifferenti l’apprendere la notizia del suicidio di un detenuto, soprattutto perché, in un modo che forse solo noi agenti della Polizia Penitenziaria possiamo comprendere, ci sentiamo responsabili. Siamo i loro referenti, a volte i loro confidenti e quindi ci si domanda se non potevamo fare di più; se non potevamo prestare maggiore attenzione e comprendere quello stato di logoramento; se si poteva evitare la tragedia. Ma l’apprendere la notizia del suicidio di un collega colpisce ancora di più, ti segna, ti fa riflettere e purtroppo i casi vanno aumentando anche se non se ne parla e…
Da pochi giorni c’è stato il cambio al vertice del DAP, cosa ci riserverà il destino non lo sappiamo, purtroppo però sono sotto gli occhi di tutti le macerie lasciate dalla superficiale gestione precedente. Possiamo dire, con fatti alla mano, che i danni compiuti dal vertice del DAP, ( Presidente SANTI CONSOLO, dottor BUFFA e, perché no, dottor DI GREGORIO) in accordo con il più deleterio (per noi) Ministro della Giustizia (ORLANDO) sulle carceri Italiane, a partire dalle piante organiche, sono stati peggio di quelli causati daù una bomba atomica. Certo i dirigenti e i funzionari radical chic, che fanno parte…
La definiscono da tempo una situazione “incandescente” e tornano a lanciare l’allarme proprio qui, alle porte del carcere leccese. Sovraffollamento e carenza di personale: i temi sul tavolo sono sempre gli stessi. Carte alla mano, Sappe, Sinappe, USPP ,Cgil, Cisl e Uil illustrano i tagli all’organico che si sono succeduti negli anni. Soltanto negli ultimi 5, 185 unità in meno. Il tutto in piena collisione con il numero dei detenuti: ad oggi circa 1000. Sono 200, in aggiunta, i detenuti psichiatrici accolti nelle varie sezioni della struttura e nel reparto di osservazione inaugurato di recente. Anche questo motivo di battaglie sindacali. L’aut…
Meno 60 agenti penitenziari in otto anni. Questo il succo del report che ieri i sindacati di nove sigle hanno consegnato nelle mani del sindaco Annamaria Casini. La carenza di organico resta uno dei principali problemi del supercarcere sulmonese, che ospita 456 detenuti di massima sicurezza, fra ergastolani e collaboratori di giustizia. Reclusi che fanno del carcere peligno un istituto di primo livello, destinato a diventare il più grosso d’Europa con la fine entro 18 mesi dei lavori del nuovo padiglione, che ne ospiterà ben 700. Gli agenti in servizio, invece, restano sotto organico da tempo, fermandosi a quota 250 sui…
70 detenuti in più e molti agenti in meno”: l’allarme del SAPPe sul carcere della Spezia Il segretario regionale Michele Lorenzo e il segretario della Spezia Emanuele Frasca hanno visitato la struttura sottolineando anche che necessita di un ammodernamento. “Abbiamo trovato – commenta il SAPPe – un istituto che presenta non poche carenze strutturali, come ad esempio la mancanza di automazione dei cancelli o l’assenza della sala regia indispensabile per il controllo totale dell’istituto. Aumenta di non poco la criticità dell’istituto la presenza di un elevato numero di detenuti, quasi 220 a fronte di una capienza ottimale di 151 posti.…
Voleva assolutamente evitare che venisse applicato contro di lui il decreto di espulsione previsto al momento della conclusione della pena detentiva, che stava scontando nel carcere Villa Andreino di La Spezia. È questo il motivo che ha spinto un detenuto di nazionalità marocchina ad appiccare un incendio all’interno della sua cella, durante la mattinata. Il rogo sarebbe stato alimentato grazie a dell’olio e si sarebbe diffuso in maniera abbastanza rapida nel piccolo ambiente, costringendo i compagni di cella del responsabile a cercare scampo all’interno del bagno. Rapido l’intervento del personale del carcere di La Spezia, che ha domato le fiamme…
Movimentata perquisizione in carcere, ieri mattina, ad Orvieto. Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno infatti esaminato e perquisito ogni anfratto del carcere umbro trovando, in una cella, un telefono cellulare. A darne notizia è Fabrizio Bonino, Segretario Nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “L’apparecchio è un mini telefono cellulare, delle dimensioni di circa 7×3 cm, occultato nelle mutande di un detenuto napoletano, completo di caricabatterie e sim card. Nonostante la gravissima carenza di organico che sta portando al collasso l’istituto di Orvieto, nonostante le gravi carenze dimostrate dalla direzione, il personale di Polizia Penitenziaria non molla e…
Non passa un giorno o quasi senza che poliziotti, carabinieri, finanzieri o agenti della municipale non ‘incappino’ in uno spacciatore. Che si tratti di controlli programmati o pattugliamenti nelle note zone del mercato di droga a cielo aperto, come il Novi Sad per citarne uno, il fiuto delle forze dell’ordine non fallisce, permettendo di assicurare alla giustizia piccoli pesci dello spaccio o importanti narcotrafficanti. Ed essendo spesso e volentieri ‘ricchi’ di precedenti alle spalle, per loro si aprono indubbiamente le porte del carcere. Supera il dato nazionale, dell’uno su tre, il numero di detenuti finiti dietro le sbarre per spaccio…
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