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Categoria: diritto

Nella categoria dei delitti contro la Pubblica Amministrazione, la corruzione (artt. 318 e ss. codice penale) è un reato plurisoggettivo e, più precisamente, bilaterale a concorso necessario: del reato di corruzione rispondono tanto il corrotto (pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, quest’ultimo per effetto della norma estensiva di cui all’art. 320 c.p.: trattasi, dunque, di reato proprio) che il corruttore (privato cittadino – art. 321 c.p.). Specificatamente la corruzione si verifica nel momento in cui un privato e un pubblico funzionario si accordano affinché il primo corrisponda al secondo un compenso (non dovuto!) per un atto in vario modo…

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La concussione è un tipico reato proprio, in quanto può essere commesso esclusivamente da un pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio, cioè si parla di un esercente di una pubblica funzione. La fattispecie delittuosa può descriversi come una estorsione qualificata dalla natura del colpevole. Non è necessario che l’azione compiuta dal soggetto attivo del reato sia legittima o illegittima, lecita o illecita, potendo il requisito essere integrato anche attraverso la prospettazione del compimento di un atto doveroso, connotandosi questo di illegittimità quando sia impiegato come mezzo per conseguire fini illeciti (Cass. pen., Sez. VI, 12 luglio 2001, n.…

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Nessuna “compromissione” di diritti: la videosorveglianza nella cella del boss Giuseppe Madonia e’ una misura legittima. La Cassazione ha annullato senza rinvio la decisione del tribunale di sorveglianza di Bologna di accogliere il reclamo del detenuto, sottoposto al 41 bis, secondo il quale i suoi diritti erano stati “lesi” dai controlli effettuati dall’amministrazione penitenziaria “tramite videosorveglianza continua” con una “telecamera nella cella di pernottamento con inquadratura verso il locale bagno”. I giudici bolognesi avevano osservato che “lo strumento di controllo” non rispondeva ai “necessari requisiti funzionali” per essere ammissibile: si trattava infatti di una “telecamera funzionante a bassa risoluzione e,…

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Il reato di malversazione a danno dello Stato è perseguibile d’ufficio con competenza del Tribunale collegiale, contenuto tra i delitti dei Pubblici Ufficiali contro la Pubblica Amministrazione, ed è previsto e punito dall’art. 316 bis del codice penale, che disciplina: “Chiunque, estraneo alla pubblica amministrazione, avendo ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunità Europee contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere od allo svolgimento di attività di pubblico interesse, non li destina alle predette finalità, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni [32quater]”. La norma sanziona quei comportamenti illeciti che derivano dalla regolare percezione del…

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