Categoria: giustizia minorile

Il 10 novembre è entrato in vigore il decreto legislativo che istituisce l’Ordinamento Penitenziario Minorile (D.Lgs 2 ottobre 2018, n. 121 – G.U. 26 ottobre 2018, n. 250 ). Grazie a esso è stato colmato un vuoto normativo che durava da più di 40 anni. La normativa regolamenta l’esecuzione esterna e le misure penali di comunità, definisce le regole a proposito di interventi educativi e quelle in materia di organizzazione degli Istituti penali per minorenni. La riforma, resa ancora più necessaria da quando, una modifica delle norme di attuazione del codice di procedura penale, intervenuta nel 2014 per adeguamento alle…

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Riprendendo l’egregio articolo di Ciro Borrelli su questa Rivista, n. 267 del dicembre 2018 “Dal 10 novembre è in vigore l’ordinamento penitenziario minorile (d. lgs 121/ 2018 )”, occorre ricordare come la legge 26 luglio 1975 n. 354 introduceva un sistema organico di “Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà” che riguardava i detenuti di ogni età, con la riserva  dell’emissione di una specifica legge per quelli minorenni, prevista nell’art. 79, secondo cui “le norme   della  presente legge  si applicano anche nei confronti dei minori di anni diciotto sottoposti a misure penali, fino a quando…

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Riprendendo la tematica del bullismo – già da me affrontata nell’articolo “Il bullismo minorile”, nel numero 229 del giugno 2015 della Rivista Polizia Penitenziaria Società Giustizia e Sicurezza – si deve osservare come gli atti di bullismo minorile, specialmente quelli in ambito scolastico, costituiscono un serio allarme sociale che coinvolge tantissime famiglie preoccupate per la serenità e l’equilibrio psicologico dei loro figli, autori di tali atti oppure, con maggior frequenza, vittime degli stessi. Certamente siffatti deprecabili comportamenti si sono sempre verificati per il passato, ma ciò che li rende particolarmente odiosi, attualmente, destando una giustificata e grave inquietudine nella collettività,…

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Nascosti tra i vestiti e gli alimenti ogni settimana spediti dai familiari, consegnati da agenti infedeli e addirittura celati nei pannolini dei neonati. Sofisticati e sempre più piccoli, sette centimetri per due, sottocosto, recuperati sul web, occultati nelle suole delle scarpe modificate per l’occasione. A Napoli, a Torino, a Orvieto, ad Alessandria, a Roma, a Spoleto. E l’elenco potrebbe continuare. L’ultimo telefonino sequestrato nel carcere di Bellizzi, in Campania, spinge il sindacato autonomo della polizia penitenziaria a lanciare l’allarme su un «problema non più differibile», come certificano i dati del ministero della giustizia. Nel 2017 si contano 337 cellulari e…

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