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Categoria: nic

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Il Garante si è recentemente espresso sulla richiesta di verifica preliminare, presentata dal Ministero della Giustizia, in ordine ad un nuovo progetto di videosorveglianza in mobilità in dotazione del personale della Polizia Penitenziaria. Il Garante ha espresso parere positivo sul disciplinare proposto, invitando tuttavia il Ministero ad adottare cautele aggiuntive. Verifica preliminare. Sistema di videosorveglianza in mobilità in dotazione al personale della Polizia Penitenziaria – 5 aprile 2018 Registro dei provvedimenti n. 196 del 5 aprile 2018 IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Nella riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini,…

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Sarebbe stata Bologna, città in cui in passato spacciava droga, la prima tappa dopo l'evasione di Ben Mohamed Ayari Borhane, il tunisino di 43 anni detenuto a Opera, considerato pericoloso e radicalizzato, fuggito la notte tra il 17 e il 18 maggio e catturato ieri sera a Palermo. Dal capoluogo emiliano sarebbe poi andato in Sicilia. Spostamenti effettuati in treno. E' quanto emerge dai primi accertamenti, mentre continuano le verifiche per accertare di quali appoggi abbia goduto e dove si sia procurato il passaporto falso che aveva con sé. Nei prossimo giorni, Borhane, che ora è rinchiuso nel carcere Pagliarelli…

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Sospesa e interdetta dall'esercizio della professione per dodici mesi perché accusata di aver procurato sostanze stupefacenti ai detenuti del carcere di Eboli. L'ordinanza cautelare di sospensione a carico di una psicologa è stata emessa dal gip di Salerno su richiesta del procuratore Corrado Lembo, ed è stata eseguita dagli agenti del Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria al termine di un'articolata attività investigativa compiuta dal Nucleo regionale di Napoli in raccordo operativo con il Nic. Le indagini hanno portato alla luce l'esistenza di episodi di introduzione e procacciamento di hascisc ed eroina all'interno del carcere favorendone così il consumo proprio…

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Ben Mohamed Ayari Borhane, il detenuto tunisino del carcere di Opera considerato a rischio radicalizzazione, evaso la notte tra il 17 e il 18 maggio dall'ospedale Fatebenefratelli di Milano, dove era stato portato per accertamenti, è stato catturato. E' avvenuto a Palermo ad opera degli agenti del Nic, il Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria. Stava per imbarcarsi per la Tunisia. Borhane, che era monitorato fin dal 2014 per la sua inclinazione a predicare la Jihad, in carcere si era autoproclamato imam. Le operazioni di indagine seguite alla sua fuga, coordinate dal capo del pool antiterrorismo di Milano, Alberto Nobili,…

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Cellulari e droga in carcere, affidata la consulenza sulle intercettazioni telefoniche e ambientali. Ieri, in tribunale, era fissata l'udienza a carico dell'assistente capo della Polizia Penitenziaria Rinaldo Neccia, 48 anni di Piglio, e di altre tre persone, tutte albanesi. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri del Nucleo investigativo di Frosinone sarebbero stati compiuti atti di corruzione per consentire, a chi era dietro le sbarre, di comunicare con l'esterno. In un caso, reato contestato all'albanese Gojart Leba, anche lui a giudizio, di gestiredirettamente dal carcere il mercato della prostituzione. A Neccia, difeso dall'avvocato Nadia Patrizi, sono contestati cinque episodi di corruzione tra luglio e ottobre 2016. Il primo per l'introduzione…

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Non voglio morire in carcere». Una frase che Mohamed Ben Borhane Ayari, il detenuto tunisino ad alto rischio radicalizzazione evaso dal Fatebenefratelli, ripeteva spesso. Aveva accumulato condanne definitive per circa 30 anni legate allo spaccio di droga, e il fine pena era previsto nel 2032. Nella notte tra giovedì e venerdì ha detto di aver ingerito una lametta da barba, è stato trasferito sotto scorta da Opera all’ospedale milanese e da lì è fuggito. Le indagini del Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria, coordinate dal capo del pool anti-terrorismo Alberto Nobili e dal pm Ilaria Perinu, stannoseguendo diverse piste. L’uomo, in Italia da circa 15 anni, non avrebbe…

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Alcuni giorni fa aveva detto di aver ingerito una lametta, ma la visita al Fatebenefratelli aveva rivelato la bugia; così Mohamed Ben Borhane Ayari se n’era tornato in carcere a Opera. Ora quel precedente recentissimo fa pensare quasi a un sopralluogo in ospedale per il piano concretizzato ieri notte: il tunisino, che ha compiuto 43 anni il 10 maggio, ha probabilmente messo in atto la stessa recita, ma stavolta, dopo aver chiesto di andare in bagno alle tre guardie carcerarie che l’avevano scortato in pronto soccorso, è riuscito a uscire dalla finestra basculante, a superare il muro di cinta dell’istituto clinico in pieno centro a Milano e a sparire nel nulla. LAa sua foto…

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Il nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria ha arrestato Gioacchino Cammarata, il detenuto ammesso al lavoro esterno e con fine pena 28 maggio 2038, evaso il 12 maggio dal carcere di Bollate (Milano). Cammarata, che è considerato vicino a famiglia mafiosa di Milena, è stato trovato a casa di una sua conoscente e ora si stanno cercando soggetti che possano avergli prestato aiuto. Fonte:tgcom24

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Maggio, un mese con due ricorrenze rilevanti. Ad iniziare con la Festa del lavoro, una data importante da celebrare che, tra meno di 20 giorni, proseguirà con una cerimonia evocativa e capace di richiamare alla memoria l’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità. Un momento di raccoglimento sulle note del “Silenzio di ordinanza” e la commemorazione al ricordo delle 17,58 di quel disgraziato sabato del 23 maggio 1992, in quel luogo disgiunto dal resto dal mondo e in cui una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un attraversamento idraulico sotto la sede autostradale che darà l’innesco alla più efferata…

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Si è costituito dopo 48 ore presso il carcere di Lodi Mohamed El Madoui, 22 anni, il detenuto originario del Marocco evaso dall'istituto il 5 maggio, durante l'ora d'aria. L'esito della vicenda si è avuto grazie alle attività investigative e di interlocuzione svolte dal Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria e dal Nucleo regionale di Milano, coordinate dal pm di Lodi, Alessia Menegazzo. Fonte:bresciaoggi.it

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Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria unitamente al personale del Nucleo Investigativo Regionale di Milano, nell'ambito di un ampia attività info-investigativa volta al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, ha arrestato due soggetti e sequestrato una vasta piantagione di sostanza stupefacente, diverse armi tra cui un fucile d'assalto AK-47S e uniformi ed equipaggiamenti appartenenti alle forze di polizia. I due soggetti, identificati in DZOLIC Dejan, nato a Milano il 06.02.1992, di origine balcaniche e ESSAM Abdel Razek Mohamed nato in Egitto il 01.09.1993, serbavano una piantagione di cannabis indoor, nello specifico all'interno di un capannone sito nel…

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“D’Alessio deve sapere che se anche se sto al 41bis comando lo stesso e posso sempre far fare una brutta fine alle persone” sono le parole choc che il boss della camorra casertana Augusto La Torre ha pronunciato nel corso di un colloquio in carcere avuto con il fratello Antonio, che il gip Maria Gabriella Pepe, nell’ordinanza di misura cautelare, ha definito una “minaccia velata” nei confronti del pm della Dda Alessandro D’Alessio, titolare di molte inchieste contro i La Torre. Una indagine che nasce nel 2015 quando dopo 25 anni si prospetta la possibilità per il boss di Mondragone di uscire dal carcere.…

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Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, nelle prime ore della mattinata di oggi, in esecuzione del provvedimento di custodia cautelare in carcere, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla D.D.A di Napoli, al termine di una incessante attività investigativa ha catturato, con i Carabinieri della Compagnia di Mondragone, nella provincia di Caserta, Benevento e di Torino, 4 soggetti del clan attivo in Mondragone. Nello specifico l’attività investigativa, iniziata nel 2015 a Mondragone, vista la possibile imminente scarcerazione di Augusto LA TORRE, poi non verificatasi, ha cristallizzato le condotte criminose di 4 indagati accusati di detenzione illegale di armi comuni da…

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Nel 2015, la Direzione Generale del Personale e della Formazione, intervenendo per l'ennesima volta a chiarimento della vicenda relativa ai presupposti per maturare l'indennità per servizi esterni al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, ha dato dei chiarimenti in ordine all'interpretazione da dare alla precedente lettera circolare del 2014. Purtroppo, al di là delle buone intenzioni della Direzione Generale, la nota del 2015 ha si chiarito alcuni punti controversi e tuttavia, non avendo ripreso l'elencazione né avendo riproposto tutte le considerazioni esplicitate nella circolare del 2014, pare abbia nuovamente concorso a generare nuovi dubbi interpretativi. Conseguentemente, appare necessaria una nuova…

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L'operazione "Cometa" dimostra che la droga si insinua ovunque: nei parchi che ogni cittadino "vive" (o vorrebbe vivere a pieno) e anche tra le celle del carcere di Santa Maria Maggiore, dove due detenuti erano riusciti a mettere in piedi un piccolo ma concreto giro di stupefacenti grazie all'uso nascosto di cellulari. E' da quelle telefonate e da quegli sms che, a novembre 2016, è scattata un'inchiesta che all'alba di mercoledì, tra le province di Venezia e Napoli, ha portato 5 persone in carcere. Ad altre 2 è stato notificato l'obbligo di dimora e a un'altra, infine, il divieto di…

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Un infermiere in servizio nel carcere "Panzera" di Reggio Calabria e' stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale in esecuzione di un'ordinanza del gip su richiesta della Dda, per associazione mafiosa e danneggiamento mediante incendio aggravato dal metodo mafioso. Pasquale Manganaro, 51 anni, di Melito Porto Salvo, secondo le indagini svolte dal Nucleo investigativo di Reggio, è ritenuto responsabile di comportamenti illeciti all'interno del carcere in favore di elementi di spicco della cosca Iamonte, egemone a Melito. Per l'accusa, era il "tramite" degli affiliati detenuti con l'esterno. Un'opera di raccordo, la sua, definita "instancabile e selettiva" dagli investigatori e perfezionata…

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Continuano ininterrottamente i controlli dei Carabinieri sulla città di Bitonto per prevenire e reprimere reati in genere, a pochi giorni dalla tragica sparatoria tra gruppi rivali nella quale è stata uccisa la vedova 83enne Rosa Tarantino ed un giovane è rimasto ferito. Ieri pomeriggio i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari congiuntamente a quelli della locale Stazione CC e del 11° RTG CC. Puglia, hanno eseguito una perquisizione domiciliare nei confronti di un 56enne di Bitonto, agente di Polizia Penitenziaria in pensione, trovandolo in possesso, senza alcun titolo autorizzativo, di un vero e proprio arsenale, consistente in:…

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Da Parma fino a Caserta e nel piccolo centro di Casapesenna: il patrimonio enorme accumulato dal boss Michele Zagaria era nelle mani delle mogli dei fratelli del capoclan dei Casalesi. Francesca Linetti, la moglie di uno dei fratelli Zagaria, Pasquale, percepiva dai 2.500 euro ma lo "stipendio" poteva arrivare anche 3.500 euro al mese o poteva scendere anche a 1.500 euro. E non mancavano scaramucce fra cognate, liti per accaparrarsi lo stipendio più alto. AGGIORNAMENTO DIA e NIC della Polizia Penitenziaria smantellano struttura del casalesi utilizzata per recapitare lo stipendio ai detenuti La storia Si era trasferita da…

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Da Parma, Cremona, fino a Caserta e nel piccolo centro di Casapesenna: il patrimonio enorme accumulato dal boss Michele Zagaria era nelle mani delle mogli dei fratelli del capoclan dei Casalesi. A queste conclusioni sono giunte le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli diretta da Giuseppe Linares, basate su accertamenti patrimoniali, intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori. AGGIORNAMENTO DIA e NIC della Polizia Penitenziaria smantellano struttura del casalesi utilizzata per recapitare lo stipendio ai detenuti E questa mattina, la Dia di Napoli e del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria stanno eseguendo un’ordinanza di custodia…

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Un algerino che si era proclamato imam e che nel corso dei suoi sermoni istigava al jihad, è stato fermato dagli uomini del Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria nel carcere di Nuoro. L'indagine è stata coordinata dal pm Danilo Tronci della procura distrettuale di Cagliari. L'uomo ha 56 anni e si chiama Belgacem Drabilia: proprio questa mattina doveva essere scarcerato dall'istituto di Badu 'e Carros ma invece di uscire è stato fermato dagli uomini della Penitenziaria al termine di un'indagine finalizzata proprio a contrastare i fenomeni di radicalizzazione e proselitismo all'interno delle carceri. Dalle indagini è emerso che l'imam,…

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