2020: chi farà le notti in carcere?

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Esattamente 20 anni fa entrava in vigore il nuovo regolamento di servizio della Polizia Penitenziaria (DPR 15.2.1999 n.82) che, all’art. 21 (impiego nei servizi) comma 4, recitava:

“Il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che abbia superato il cinquantesimo anno di età viene esentato, a sua richiesta, dai servizi notturni e osservazione dei detenuti di cui all’art. 42, salvo inderogabili e comprovate esigenze di servizio”.

Vent’anni fa, sicuramente, l’età media si aggirava sui 30 – 35 anni anche nelle carceri più periferiche dove i cinquantenni erano rari e ci si poteva permettere di esentarne qualcuno dai turni notturni.
Nel frattempo, tra riforme pensionistiche varie e la mancanza di ringiovanimento del Corpo causata dal blocco delle assunzioni, il Corpo di è invecchiato e, in alcune carceri, chi arriva a 50 anni è considerato un giovane, in mezzo agli ultracinquantenni.
E’ chiaro che, arrivando ai 50, si rispolvera questo articolo chiedendo, talvolta timidamente, talvolta con forza, di essere esentati dai turni notturni.
Ma come si fa ad esonerare i cinquantenni e gli ultracinquantenni dal prestare servizi notturni quando ci sono Istituti in cui la percentuale di questa fascia di età può arrivare anche al 70/80 per cento? (leggi Turni di notte: la sindrome del turnista)
Le inderogabili esigenze di servizio non lo permettono, con la conseguenza che il turno notturno viene falcidiato da malattie da parte di quel personale che raggiunti faticosamente i 56, 57, 58, e ormai sempre più spesso, i 59 anni non si sente fisicamente in grado (a causa dei malanni accumulati nel corso degli anni) di prestare turni di servizio notturni, e resta a casa sotto le coperte.
Il risultato è che i giovani rimasti in servizio (parliamo di 48enni, 52enni ecc.) debbono sobbarcarsi 2, 3, 4, financo 5, posti di servizio; e gli assistenti capo,  spesso, coprono turni della sorveglianza generale con tanto, ma tanto, malumore tra il personale.
Mi chiedo se il sindacato, perso tra i mille problemi del Corpo, abbia mai affrontato il problema e, attraverso la politica, abbia mai cercato di modificare un articolo che di fatto è inapplicabile.
Da poliziotto diversamente giovane mi chiedo: ma è normale che un’amministrazione penitenziaria dedichi continuamente attenzione ai detenuti inventandosi gli spruzzatori d’acqua ai passeggi o il silenzio di sette ore imposto per ordine di servizio e,  vista l’età anagrafica del Corpo, non pensi a modificare un articolo del Regolamento di Servizio portando quel limite magari a 58 anni per consentire a chi ci arriva in salute di riposarsi negli ultimi due anni di servizio (se non aumenteranno ancora), tassativamente e senza inderogabili esigenze di servizio?

Vuoi conoscere la situazione di tutti gli istituti penitenziari italiani? Tutti i dettagli nella pagina CARCERI ITALIANE

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2 commenti

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    CARO COLLEGA …TI DICO SOLO IN POCHE PAROLE , CHE NON SONO ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO AD ALLUNGARE LA FASCIA DI ETA’ dai 50 ai 58 , sarebbe totalmente discriminatorio per molti e colleghi . Invece ti dico che poichè siamo stati sempre abbandonati a noi stessi … sarebbe il caso che sia arrivata ora dei tempi maturi ad essere sciolti da questa Amministrazione e passare là dove si è considerati …. quindi se veramente i sindacati vogliono fare qualcosa , è in questa direzione che devono muoversi con la Politica . Vedrai che molte cose si aggiusterebbero , ma c’è …questa volontà ? ….. mi chiedo ?

    veteramente i sinda

  2. Avatar

    Quindi se un diritto non viene correttamente concesso tanto meglio eliminarlo del tutto…bel modo di affrontare il problema!

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