Movimento 5 Stelle a Bonafede: dotare Polizia Penitenziaria dei dispositivi sicurezza

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Lo stesso Movimento 5 Stelle, On.le Valentina CORNELI, interroga in parlamento il Ministro Bonafede (anch’egli 5 Stelle) per sapere se, dopo la trentina di rivolte nelle carceri, ritenga il caso di dotare Polizia Penitenziaria dei dispositivi sicurezza e degli equipaggiamenti in dotazione quali, ginocchiere, parastinchi, giubbotti da ordine pubblico, guanti rinforzati, caschi u-boot, pistole taser e sfollagente, al fine di poter contrastare le possibili nuove rivolte in relazione al sovraffollamento delle carceri.

Legislatura: 18 – Seduta 318 del 18/03/2020

  • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Atto Camera Interpellanza 2-00679 presentato da CORNELI Valentina Movimento 5 Stelle

richiesta al Ministro della Giustizia, per sapere
– premesso che:

Le rivolte

la protesta, partita dal carcere di Salerno ben presto ha interessato molti altri istituti penitenziari della penisola; infatti, ci sono state rivolte a Salerno, Modena, Roma, Napoli, Milano, Foggia e alcuni disordini si sono verificati anche nel carcere di Teramo, dove al momento sono detenuti circa 430 carcerati su di una capienza massima di 250;

i detenuti hanno protestato principalmente contro le restrizioni imposte dal Governo in merito agli incontri con i famigliari e hanno chiesto interventi per fermare il contagio da Covid-19 visto il sovraffollamento delle carceri italiane;

da un primo bilancio si evince che durante o in seguito alle proteste esplose il 7 marzo sono morti 12 detenuti, vittime riconducibili ad abuso di farmaci sottratti alle infermerie durante i disordini, sono rimasti feriti 41 agenti della polizia penitenziaria, sono evasi circa 70 detenuti dal carcere di Foggia, ad oggi quasi tutti rintracciati, sono stati distrutti circa 600 posti letto, sono stati sottratti psicofarmaci per un valore di circa 150 mila euro e le strutture carcerarie hanno subito danni per oltre 35 milioni di euro;

con le rivolte scoppiate il 7 marzo si è evidenziata in maniera eclatante la carenza organica della polizia penitenziaria, che ha il gravoso compito di tutelare e garantire la legalità e l’ordine all’interno degli istituti penitenziari italiani; il numero degli agenti penitenziari risulta inoltre insufficiente sia a far fronte al sovraffollamento delle carceri che ad arginare in sicurezza rivolte come quella dell’8 marzo;

le rivolte iniziate il 7 marzo hanno evidenziato, inoltre, la carenza degli equipaggiamenti in dotazione alla polizia penitenziaria; infatti, in alcuni casi questi si sono trovati sprovvisti degli equipaggiamenti necessari ad affrontare i rivoltosi, quali, ginocchiere, parastinchi, giubbini da ordine pubblico, guanti rinforzati, caschi u-boot, pistola taser e sfollagente e sono stati costretti a fronteggiare e sedare le rivolte a mani nude;

Il piano di mobilità

in data 12 marzo 2020 il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) del Ministero della giustizia ha emanato la circolare n. 86119 relativa al nuovo piano di mobilità e all’assegnazione di nuovi agenti di polizia penitenziaria negli istituti italiani;

come si evince dal documento stesso il numero dei nuovi agenti penitenziari risulta comunque insufficiente a colmare le carenze organiche dei vari istituti; ad esempio, nel carcere di Teramo a fronte di una richiesta di circa 68 unità sono soltanto 3 le unità destinate all’istituto;

in data 13 marzo 2020 il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia informava i direttori degli istituti penitenziari di Lazio, Abruzzo e Molise della possibilità di nuove rivolte negli istituti di queste tre regioni;

In servizio anche se a contatto con contagiati

in data 13 marzo 2020 il Dap con la nota n. 87186 ha comunicato a tutto il personale della polizia penitenziaria che questo rientra a tutti gli effetti nel personale dei servizi pubblici essenziali e in quanto tale ad esso non si applicano le misure previste all’articolo 1, comma 2, lettera h), del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6; pertanto, gli operatori di polizia penitenziaria devono continuare a prestare servizio anche nel caso in cui abbiano avuto contatti con persone contagiate o che si sospetti siano state contagiate;

I DPI

solo in seguito alle rivolte il Dap ha provveduto a inviare i dispositivi di protezione individuale, circa 100 mila mascherine e guanti, già tutti esauriti e non sufficienti a coprire tutto il personale della polizia penitenziaria, che quindi ad oggi si trova sprovvisto di mascherine ffp2, guanti, gel disinfettante e ogni altro dispositivo di protezione personale necessario per fronteggiare il diffondersi dell’epidemia da Covid-19;

La diffida del Sappe e lo stato di agitazione

l’adozione della circolare n. 87186 ha portato il Sappe, Sindacato autonomo amministrazione penitenziaria a diffidare il capo del Dap per violazione al principio di correttezza e buona fede e dell’articolo 32 della Costituzione;

l’adozione della circolare in questione ha portato a uno stato di agitazione nel personale di polizia penitenziaria che, se da un lato deve svolgere il proprio compito in quanto rientrante nei lavoratori essenziali, dall’altro non vede assunta alcuna misura a tutela della salute dello stesso, delle relative famiglie e dei detenuti :

La richiesta dei dispositivi per la Polizia Penitenziaria

– sapere se
il Ministro interrogato sia a conoscenza della problematica esposta in premessa e quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di dotare la polizia penitenziaria dei dispositivi di protezione personale necessari per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19;

se ritenga necessario l’invio di ulteriori unità aggiuntive, al fine di porre rimedio alla carenza di organico della polizia penitenziaria;

se ritenga necessario adottare iniziative per aumentare la dotazione dei dispositivi di sicurezza e degli equipaggiamenti in dotazione alla polizia penitenziaria, quali, ginocchiere, parastinchi, giubbini da ordine pubblico, guanti rinforzati, caschi u-boot, pistola taser e sfollagente, al fine di poter contrastare le possibili nuove rivolte in relazione al sovraffollamento delle carceri.

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Giovanni Battista De Blasis

Nato a Roma il 26 agosto 1958 già Sostituto Commissario Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria. Laureato in giurisprudenza, un master in scienze criminologiche ed uno in scienze penitenziarie e dell’esecuzione penale. Giornalista pubblicista. Autore di pubblicazioni tecnico-giuridiche, professionali, saggistiche e satiriche. Avvocato praticante. Manager per i servizi di mediazione. Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Vice Presidente e Direttore del Comitato Scientifico dell’Accademia Europea Studi Penitenziari. Segretario Generale Aggiunto del Sappe e Vice Presidente Vicario dell’Anppe.

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