A tu per tu con Stefano Sottile atleta della Fiamme Azzurre: “La mia vita in caserma, il mio lavoro in carcere e i miei salti in liberta’”

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Il 21enne della Polizia Penitenziaria ha stupito salendo a 2.33. “Ho scelto Torino per allenarmi: “frigorifero e tv mi bastano”

Nove salti (più uno) per salire in cima al mondo. Stefano Sottile con 2,33 degli Assoluti di Bressanone, guida la lista stagionale all’aperto dell’alto. Ovvio che la testa, lassù giri un pò.

Come è il dopo?
“Confuso…Domenica per via dell’antidoping, ho lasciato lo stadio alle 22.30. Per fortuna abbiamo trovato una pizzeria aperta, io la mia ragazza Erica Marchetti , la mia allenatrice Valeria Musso e suo marito. Mi hanno accompagnato alla struttura che ospitava le Fiamme Azzurre. Era tutto chiuso. Ho camminato un quarto d’ora per recuperare una chiave”

L’emozione le ha permesso di dormire?
“Bene, anche. Poi il lungo viaggio verso casa. Sempre con Valeria. Papà mi ha recuperato al casello per Borghosesia.

E’ lì nel paese in provincia di Vercelli che è cresciuto?
“Proprio lì, ai piedi delle montagne e vicino ad Agnona, dove mi sono diplomato all’istituto tecnico meccanico”.

Perché ha smesso di studiare?
“Perchè dopo aver vinto il titolo mondiale allievi del 2015 a Calì, in Colombia, sono entrato in Fiamme Azzurre e, nonostante gli inviti di tanti a continuare , ho deciso di dedicarmi all’atletica a tempo  pieno.

Trasferendosi due anni e mezzo fa a Torino….
Per essere seguito da Valeria che già aveva plasmato il talento di Marco Rassinotti. Ci allenavamo al Nebiolo, e per praticità ho deciso di vivere nella Caserma della mia Polizia Penitenziaria, presso il carcere Cotugno. Sono l’unico atleta. Ho una stanza singola. Ho messo una tv e un frigorifero: mi bastano

E gli amici?
“Un pò al campo, un pò a casa, dove torno quasi tutti i weekend. Sto spesso insieme a Luca e Alberto, compagni di vecchia data. Facevano atletica: uno ha smesso . l’altro s’è dato alla mountain bike in discesa”

Quali altri confini ha il suo mondo?
“C’è Erica: stiamo insieme da inizio 2016. Da allieva ha saltato 1,78 poi ha subito un sacco di infortuni. Agli assoluti è stata la prima esclusa dalla finale. Non è facile vederci: lei vive e studia scienze ambientali a Pisa e spesso, si allena a livorno, guidata da Andrea Lemmi, uno che da junior ha fatto 2.25”

In famiglia ha ex saltatori?
“Mio fratello maggiore Davide faceva le prove multiple, col giavellotto era forte. Mia sorella Clara ha smesso presto. Papà Paolo ha un negozio di tappeti e mamma Paola lo aiuta.

Lei come è arrivato così in alto?
“Facevo di tutto e saltare mi metteva paura. Alla prima gara sbagliai 1.05. Ma un giorno, avrò avuto 9-10 anni, al campo di Borgosesia, sono cresciuto da 1.10 a 1.34. Mi sono sentito fortissimo è da lì è diventata la mia specialità preferita”

Interessi e passioni?
“il giavellotto, con un’ammirazione sconfinata per Ian Zelezny: i migliori lanciatori di oggi, tedeschi in testa, sono grossi come macchine, lui era una biciclettina. Poi amo il basket e la pallavvolo, in particolare l’NBA e i Golden State Wariors”

E al di fuori dello sport?
L’informatica da autodidatta, imparando da internet. Poi ascolto musica di ogni genere, ma dei Green Day ho tutto”.

Tornando all’alto: quali sono i suoi modelli? 
MurtazBarshim, il talento più puro. Ha una corsa facilissima, sembra debba saltare  5 cm e arriva a 2,40. Poi Stefan Holm, un nanetto che volava. E naturalmente Gimbo Tamberi per la sua tecnica e sopratutto per il suo carattere.”

 

Pure lei è veloce e dinamico…
“Certo non uso la forza e anche se ho dovuto superare tanti infortuni, allo stacco non rallento. Dicono abbia buoni piedi e che in pedano uso la testa, rimanendo tranquillo. Solo ai recenti Europei Under 23 non ci sono riuscito. Avevo la miglior misura, ho chiuso quarto con 2,20 e le gambe pesanti. Me lo rimprovero ancora”

Prossima fermata?
“Gli Europei a squadra di Bydgoszcz, in Polonia. L’alto maschile è il 10 agosto. Sarà la mia prima nazionale assoluta . Un onore anche se la formula , con un massimo di soli quattro errori non mi piace e la mia programmazione, anche in vista dei Mondiali di Doha, visto che tiro da metà di maggio, prevedeva un paio di settimane di stacco.

Fonte:Gazzetta dello sport

 

 

 

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