Aggressione al carcere di Cassino. Detenuti colpisce agenti. Trauma cranico per un agente

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Ancora un fatto violento all’interno delle carceri laziali. 

CassinoMaurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, racconta quanto avvenuto questa mattina nel carcere di CASSINO: “Poco fa un detenuto italiano di circa 30 anni, tossicodipendente con problemi psichici e sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere, appena giunto in istituto ha aggredito il personale di Polizia Penitenziaria senza ragione alcuna. Due poliziotti sono stati inviati al Pronto Soccorso: uno ha un trauma cranico, avendo ricevuto una testata in pieno volto, e l’altro, a seguito di calci e pugni, ferite varie e una forte contusione alla mano. Registriamo, dunque, l’ennesimo episodio di violenza nei confronti di personale appartenente al Corpo in servizio nel Lazio. I detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono…”.
Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, esprime solidarietà ai poliziotti contusi e denuncia: “La situazione si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi. I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Le evasioni sono state 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semilibertà, 18 da licenze concesse a internati. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.
CAPECE e SOMMA sollecitano Ministro e Capo DAP a intervenire: “Questa di Cassino è l’ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di un detenuto ai danni di due uomini appartenento alla Polizia penitenziaria. A loro va la nostra vicinanza e solidarietà nonché un ringraziamento particolare per l’intervento che nonostante le conseguenze riportare ed incuranti di qualsiasi pericolo ha permesso di bloccare il detenuto violento. La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria del Lazio”.

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