Analisi ragionata sulle linee guida del Capo Dap

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Leggendo il documento stilato dal Capo del Dipartimento ho sentito la necessità di effettuare una recensione e di pronunciarmi su alcuni temi affrontati.
E’ innanzitutto rassicurante, seppur scontato, vedere che ha captato i principali problemi dell’amministrazione, cioè la sua condizione generalmente complessa e disarticolata.
Andando al punto 2 del testo si parla dell’importanza della comunicazione a partire dal personale direttivo degli istituti, passando per i provveditorati fino ad arrivare al Dipartimento.
Beh qui è necessario fare una pausa e chiedersi se non sia necessario aprire magari un indirizzo di posta elettronica in cui i dipendenti possano scrivere direttamente al Capo del Dipartimento perché negli istituti, quando vengono fatte presenti mancanze e necessità alle Direzioni, la risposta è sempre e solo una: “Non ci sono i soldi!” Peccato che fonti ufficiose affermano che quest’anno non sono stati utilizzati la bellezza di milioni di euro che erano a disposizione per l’ammodernamento degli istituti. Eppure ci sono colleghi che prestano servizio presso i centralini degli istituti con telefoni vecchi o aggiustati alla bella e meglio o addirittura comprati a loro spese perché dopo mesi dalla richiesta di sostituzione visto che la risposta era sempre la mancanza di fondi hanno deciso di darsi da fare per crearsi in modo autonomo gli strumenti adatti per il proprio mestiere.
Tralasciamo le condizioni delle nostre divise e delle dotazioni; vogliamo parlare dei metal detector?
In quanti istituti sono realmente funzionanti?
E le fotocopiatrici messe a disposizione per le ragionerie?
Se va bene ce ne sono due che sono da condividere almeno con una decina di uffici. Idem per le condizioni delle scrivanie, delle sedie e dei computer. L’ergonomia è solo una parola, un miraggio.           Evidentemente si preferisce investire sulla sanità che deve curare continui mal di schiena e o mancanza di vista dei dipendenti. Questo sempre perché, alla richiesta di avere nuove dotazioni al fine di poter lavorare meglio e con maggior efficienza, la risposta è sempre un diniego motivato dalla mancanza di fondi.
Ma allora la domanda sorge spontanea: ma non sarà che si vince un premio se si agisce all’insegna del risparmio? Perché altrimenti non si spiega per quale motivo ci fate lavorare in condizioni pietose.
Conviene di più fornire gli strumenti per lavorare correttamente e rispettando il principio del benessere del personale; e parliamo del benessere fisico non di quello psicologico che tanto ci abbiamo rinunciato; anche perché è maggiormente dispendioso pagare la malattia che ha come conseguenza il blocco dei lavori che sono consegnati sempre in ritardo e che inoltre sono effettuati con metodi sempre più obsoleti data la mancanza di tecnologie adeguate. E per vedere bene queste condizioni, caro Capo del Dipartimento, dovrebbe fare come fanno i Garanti dei detenuti: arrivare a sorpresa, senza che nessuno abbia avuto il tempo di organizzarle un picchetto richiamando in servizio colleghi a riposo pur di dimostrare che il personale c’è.
Non è un vanto far sembrare meglio quello che non è ed i direttori invece di tenere a farsi belli, ad avere le foto sui giornali, ad essere citati in tv, dovrebbero essere infervorati quando si tratta del benessere del personale, delle condizioni inidonee in cui si lavora.
Ma giustamente la priorità è sempre data ai detenuti che hanno avuto l’adeguamento stipendiale e che prendono i soldi della beneficenza.
Arrivando al punto 4, la Polizia Penitenziaria, il più importante, non ho da fare grandi critiche, sono tutte bellissime parole quelle spese nei nostri riguardi: l’importanza di agevolare strumenti per stimolare l’impegno e il senso di appartenenza, le tecniche di autodifesa, la carenza di personale, i gruppi di intervento operativo per affrontare gli eventi critici, il creare condizioni di benessere e agio psicologico ed i corsi di formazione più sintetici e centrati. Non voglio nemmeno soffermarmi su concetti come meccanismo premiale o job expertise perché nella nostra amministrazione va avanti chi sa sempre dire di sì non chi è meritevole; e cercare di accontentare il personale è l’ultima delle priorità; sono concetti che sfiorano il fantascientifico.
Rimane solo un commento forse un po’ scontato da fare: saranno solo belle parole oppure ci sarà una concreta realizzazione?
Noi, vogliamo i fatti!

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Chiara Sonia Amodeo

4 commenti

  1. Avatar

    E allora lasciamo sto cazzo dì amministrazione!! Nn ce lo meritiamo!! Oppure conviene anche a voi signori sindacalisti che tutto rimanga com’è???

  2. Avatar

    Non posso fare altro che confermare, anzi vi sono talmente tante problematiche che mi viene difficile ricordarle. Una però la ricordo: non mi è mai successo di assistere ad un traferimento di un Direttore senza che questi sia stato sostituito. Mi riferisco alla situazione foggiana. Chi dirige? Chi Comanda? Boh! la confusione è sovrana. Comunque spero di andare via il più presto possibile, dove non lo so ed è questo che mi preoccupa

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    È proprio vero si risparmia dove non si dovrebbe….. Perché si sta rifacendo il concorso di polizia penitenziaria e affrontare altre spese? non si potevano fare scivolare le graduatorie visto che ci sono tantissimi idonei come da bando? Con 9.00.non si entra e si riprova il concorso!!!!! Assurdo ogni concorso milioni di partecipanti… Fate qualcosa

  4. Avatar

    Il problema è che non esiste, secondo me, una figura capace di gestire e richiedere quanto dovuto agli organi superiori. Domanda : perché i Carabinieri quando manca anche un elemento della banda musicale fanno uscire immediatamente il bando? Ecc. ecc.
    Gradirei una risposta.

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