Ancora sul maneggio di denaro pubblico da parte della Polizia Penitenziaria

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In relazione all’articolo del Rag. Gerardo Canoro, pubblicato nella rubrica “Mondo Penitenziario” del numero 262, abbiamo ricevuto questo interessante contributo da parte del Rag. Angelo Polizzi, Capo dell’Ufficio Contabilità della Casa Circondariale di Varese che riguarda e in un certo modo completa la questione del maneggio di denaro pubblico da parte della Polizia Penitenziaria.

 

Egregio Direttore

in relazione all’articolo a firma del rag. Gerardo Canoro sul “maneggio di denaro pubblico da parte della Polizia Penitenziaria”  apparso nella rivista POLIZIA PENITENZIARIA,  n.262 del 28 giugno 2018,  vorrei apportare il mio contributo nel tentativo esperito di fornire, comunque, una soluzione, senza pretesa di esaustività, ai dubbi legittimamente avanzati dalla Polizia penitenziaria che quotidianamente ha “maneggio di denaro” ed alle approfondite perplessità avanzate dall’Estensore dell’articolo.
La Direzione della C.C. di Varese, nell’ottica di fornire un apporto alla soluzione dell’annosa vicenda  aveva avanzato proposta ai Superiori Uffici di nomina, con proprio ordine di servizio, di un Sub Agente Contabile o Contabile Secondario, ex art. 192 R.D. 23.5.1924 N. 827, individuando nello specifico un Assistente di Polizia che opera presso l’Ufficio conti correnti e che di fatto aveva maneggio di denaro per conto dei detenuti (decade, saldo conti, domandine ecc.).
Il Subagente doveva rendeva il conto al Contabile dell’istituto che lo parificava nell’ambito del proprio conto giudiziale, da rassegnare agli Organi di riscontro contabile esterno.
La richiesta avanzata, non certo per convinzione ma per …buttare il classico sasso nello stagno non veniva accolta dal D.A.P..
Dapprima la materia veniva ampiamente disaminata e ponderata dall’Ufficio Studi e ricerche presso l’Ufficio del Capo di del D.A.P. è quindi disciplinata dalla circ. min. 0071262 del 24.2.2014, pervenutaci per il tramite della provveditoriale n. 2014/8109 del 26.2.2014.
In sintesi nella anzidetta si stigmatizzano (anche) i canali di ricezione del  Peculio  dei  detenuti, individuati come segue:

  1. dall’ingresso in Istituto;
  2. dai colloqui;
  3. a mezzo posta;
  4. dal Bilancio dallo Stato.

Tra l’altro, da nessuna parte si intravede la possibilità di ricevere il denaro per il tramite di altri canali, ovvero dei cosiddetti Totem e non esiste nessuna corrispondenza, anche soltanto informativa, che ne legittima tale modalità e non si capisce come potrebbe applicarsi l’art. 667 del Regolamento di contabilità carceraria (chi rilascerebbe la quietanza dei fondi  per i detenuti inseriti nella cassa-Totem?)  ed ancora, il rispetto dell’art. 653 che disciplina l’esistenza delle uniche due casse dell’Istituto (contabile o corrente e di riserva).
L’Ufficio ministeriale interpellato ha definito in maniera estensiva l’art. 689 del regolamento di contabilità carceraria, ampliandolo a tutto il denaro “raccolto”, dalla Polizia Penitenziaria che dovrà essere versato tempestivamente nella cassa dell’Istituto  (giornalmente od a brevi periodi).
L’Ufficio Studi e Ricerche, inoltre, da un verso dava atto alla Direzione che il provvedimento formale emanato “…appare finalizzato a migliorare ed ha disciplinare tali aspetti…”  e dall’altro (giustamente) asseriva che non “…si può prescindere dal fare delle considerazioni in ordine ai profili di responsabilità contabile che ricadono sul Personale…”  ed ancora “…applicabile solo ed esclusivamente alla figura professionale del Contabile…” .
Quindi, con la stessa logica invocata, si ribadiva che correttamente il maneggio di danaro debba essere effettuato esclusivamente dai “profili professionali” dei Contabili che ne rendono conto secondo vigente normativa.
In estrema sintesi, il D.A.P. ha di fatto derubricato il maneggio di denaro che spesso di fatto tiene in funzione la Polizia pen. introducendo la fattispecie di titolo di collaborazione istituzionale (!?! ) che si concretizza con la mera “…attività di collaborazione tra le Aree di Istituto…” e con la appropriata e diretta conseguenza che “…il denaro raccolto …debba essere versato con immediatezza al contabile…” come del resto previsto dal citato ex art. 689 (del Regolamento di contabilità carceraria) e con la diretta conseguenza che se non esiste il maneggio non ne deriva il diritto alla corrispondente indennità.
La proposta avanzata, poteva essere l’uovo di Colombo che comunque rendeva luogo ad una soluzione alla problematica fornendo un profilo di legittimità ad una situazione, comunque, esistente e di fatto in quasi tutti gli Istituti e che “ingiustamente” si subisce e/o sopporta con atavica rassegnazione.
L'”illegittimità” o meglio la mancata condivisione dell’ O.S. è dettata non tanto nella sostanza bensì da un vuoto normativo che si è venuto a creare con la riforma del Corpo degli ex Agenti di Custodia, ora Polizia Penitenziaria. Difatti, mentre dapprima il reg. AA. CC. demandava alcune funzioni contabili agli Agenti di Custodia (vedi agente portinaio, addetto ai colloqui, scritturale ai conti correnti), oggi nella normativa attuale sembrerebbe che tali funzioni non possono essere affidate alla Polizia Penitenziaria.
Nulla quaestio, convengo in toto con l’analisi normativa dell’Ufficio ministeriale ma nel contempo non mi sembra irriverente avanzare il dubbio: quanti Istituti nella realtà operano rispettando l’anzidetta prassi, limitandosi a prelevare momentaneamente e quasi occasionalmente il denaro dei detenuti per poi consegnarlo velocemente nell‘unica cassa dell’istituto?
Quanti, invece, utilizzano i fondi raccolti per pagare, saldo conti, domandine e/o quant’altro, consegnando invece al Contabile la cosiddetta “decade”  che riepiloga le movimentazioni finanziarie effettuate e creando nello specifico una ulteriore “cassa contabile” !!!!?!!!
Pur tuttavia il sasso ha prodotto, secondo il mio punto di vista, gli effetti voluti ovvero ha individuato la risoluzione (possibile) alla vicenda e nei fatti l’Ufficio Studi e Ricerche ha fornito, forse involontariamente, l’appianamento alla problematica in analisi.
Invero, se diamo per assunto l’impossibilità che funzioni contabili vengano ascritte alla Polizia Penitenziaria nulla vieta che le anzidette di subagente contabile possano essere affidate ad (altro) Personale delle Funzioni Centrali, tra l’altro già individuato dalla circolare n. 0059879 del 15.2.2005 Dir. Gen. Bilancio e Contabilità (qualifiche funzionali ex aree: B – posizione economica B3 e C -posizione economica C1e C2) liberando in tal modo Risorse lavorative a vantaggio del carente organico della Polizia pen. e/o comunque sgravandola di compiti e mansioni non genuinamente spettanti.
Ecco in questo modo attuata la quadratura del cerchio: secondo il Dipartimento il Poliziotto penitenziario non deve e quindi non può avere funzioni contabili in quanto compiti non istituzionali e detti devono essere ascritti ed affidati a Personale ed altri Operatori all’uopo incaricati dalla vigente normativa e dai corrispondenti profili professionali.
Quindi, ottimizzando e/o sicuramente implementando le Risorse Umane esistenti e principalmente aumentando gli organici del Personale amministrativo all’uopo preposto si otterrebbe il duplice obiettivo: da una parte  il rispetto della normativa comunque vigente in materia contabile e dall’altra la considerazione ed il rispetto delle funzioni squisitamente istituzionali delle diverse Figure della galassia penitenziaria che svolgerebbero, in tal modo, i propri compiti e le proprie mansioni, ognuno  nell’ambito e nel rispetto dei propri inquadramenti lavorativi.

Rag. Angelo Polizzi
Capo dell’Ufficio Contabilità Casa Circondariale di Varese

Leggi l’articolo del Rag. Canoro

Il maneggio di denaro pubblico da parte della Polizia Penitenziaria. Un problema ancora non risolto

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3 commenti

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    Daniele serino on

    Buongiorno….quindi in teoria se ho capito bene quello che ho affrontato io nel mese di agosto dove tutte le figure (ragionieri..capo cassa ecc) erano in ferie e dove io assistente capo 27 anni di servizio ho dovuto sopperire lavorando all’ufficio valori e casellario gestendo i soldi dei nuovi giunti i soldi dei colloqui dei liberanti in più ogni giorno andare fisicamente in posta x i telegrammi raccomandate rimborsi vaglia ritiro dai libretti e depositi soldi dei detenuti rimborsi Inps accrediti domiciliari ecc ecc….gestendo contemporaneamente più casse…..era incostituzionale…. cioè se ho capito bene in nessun caso dovevo fare tutto questo.,…da precisare che dal dieci di agosto fino a fine mese ho gestito fisicamente nel più grande cc campano la cifra di 180.00 euro.,…

  2. Avatar

    Che il maneggio di denaro da parte della polizia penitenziaria non era più contemplato era chiaro sin dalla riforma del 90 .. purtroppo i dirigenti , per comodità di gestione (la polpen e’ sempre in servizio) hanno continuato a seguire le disposizioni degli agenti di custodia. . qualcuno addirittura con la pretesa che la gestione delle “decadi ” e pure la gestione degli oggetti di valore doveva essere di pertinenza del comandante (sic!)

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