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Andrea Paglieta, “Se sono qui lo devo soprattutto ai detenuti che sono intervenuti a mio favore e al personale di Polizia Penitenziaria che mi ha soccorso”

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SULMONA – “Se sono qui lo devo soprattutto ai detenuti che sono intervenuti a mio favore e al personale di Polizia Penitenziaria che mi ha soccorso ma anche agli operatori del reparto di chirurgia dell’ospedale di Sulmona che sono stati bravissimi”. Lo ha affermato questa mattina ai microfoni di Onda Tg Andrea Paglieta, l’agente penitenziario aggredito con olio bollente in carcere da un ergastolano lo scorso mese di giugno, che è intervenuto nella cerimonia di commemorazione delle vittime del dovere, deponendo una corona d’alloro nel piazzale del penitenziario a loro dedicato. Lo sguardo umile, commosso e il pensiero grato per quanti si sono adoperati in quella “mattinata di ordinaria follia” come l’ha definita lo stesso Pagliete. “Sono scese impresse nel cuore e nell’anima che non passano”- ha esordito l’agente che è ancora in convalescenza in attesa dell’idoneità per riprendere servizio. L’agente ha anche perorato la causa del riconoscimento della semi libertà ai detenuti che lo hanno salvato, omaggiati di un attestato di merito che è stato consegnato al margine della cerimonia dal Direttore del carcere Sergio Romice e dalla Presidente dell’associazione Vittime Del Dovere Emanuela Piantadosi. “E’ una procedura che fa capo al gruppo di osservazione trattamentale ma è giusto far sentire oggi il grido di approvazione verso chi, pur avendo sbagliato nel passato, si è rifatto dignitosamente”- ha ricordato il sindacalista Mauro Nardella mentre la Piantadosi sta seguendo l’iter per il riconoscimento dello status di vittima del dovere per l’agente Andrea Paglia. Ma l’appello delle istituzioni è rivolto soprattutto agli studenti del Liceo Fermi presenti oggi alla cerimonia e al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede perché “garantisca la certezza della pena”. Alla cerimonia, guidata da Giuseppe Ninu, hanno preso parte fra gli altri anche l’assessore comunale Anna Rita Di Loreto e le associazioni combattentistiche e d’arma. Non sono mancate emozioni ma anche malori visto che una poliziotta penitenziaria, poco prima che finisse la cerimonia, è stata soccorsa e rifocillata in portineria dai suoi colleghi.

Fonte:onda.tv.it

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