Ariano Irpino, Polizia Penitenziaria scopre bisturi nascosto in parti intime

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Scoperta mentre cerca di introdurre in carcere durante il colloquio un bisturi occultato nelle parti intime: il tentativo messo in atto dalla compagna di un detenuto nell’istituto di Ariano Irpino è stato sventato ieri dalla Polizia Penitenziaria.

Durante i controlli per l’ammissione dei parenti alla sala colloqui, la segnalazione del metal detector ha messo in allarme gli agenti in servizio: una volta escluso un possibile guasto dell’apparecchiatura, il bisturi è stato rinvenuto all’interno di un profilattico avvolto in pellicola trasparente e la donna è stata denunciata.

Non è la prima volta che il personale della Penitenziaria riesce ad impedire i tentativi di introdurre oggetti non consentiti nel carcere di Ariano Irpino, durante i colloqui con i detenuti: dalla sostanza stupefacente confezionata all’interno di polpette al pomodoro, un fatto di alcuni mesi fa, fino al caso avvenuto la scorsa settimana, quando una congiunta ha nascosto un piccolo telefono cellulare vicino alle sue parti intime.

Fonte:gnewsonline

SAPPE: “SI A CONTROLLO CON BODY SCANNER”

Nonostante le esigue risorse di personale, ancora una volta si è riusciti a bloccare questi ripetuti tentativi di introdurre oggetti non consentiti (ed anzi pericolosissimi) o sostanze stupefacenti, come avvenuto nelle scorse settimane proprio ad Ariano Irpino, in carcere. Quindi va dato atto e lustro al personale di Polizia Penitenziaria in servizio che quotidianamente, solo grazie all’esperienza e professionalità, riesce a reprimere e a prevenirne reati d’ogni genere, che si verificano all’intero degli istituti penitenziari. Questo ennesimo rinvenimento di oggetti non consentiti destinati a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di Ariano Irpino a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente oggetti e sostanze stupefacenti in carcere. Nonostante nella maggior parte degli istituti penitenziari si stiano adottando misure di sicurezza basate sulla dinamicità e sulla videosorveglianza, che a nulla servono se non si prevede l’obbligo del lavoro per i detenuti, non ci sono telecamere e altri sistemi di sicurezza che possano intervenire e sostituire la professionalità della Polizia Penitenziaria”.

Capece evidenzia: “quel che è accaduto ad Ariano Irpino ci conferma che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri, come ad esempio i body scanner che potrebbero comunque aiutare molto in termini di prevenzione e contrasto circa l’introduzione di materiale illecito e non consentito nelle carceri”.

 

 

 

 

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