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Assistenza agli agenti: accordo tra Dap e Ordine degli Psicologi

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Monitorare e verificare periodicamente lo stato psicologico del singolo operatore di Polizia Penitenziaria per fornirgli una forma di ausilio e sostegno nei casi in cui si manifestino sintomi di disagio e di disadattamento. È l’obiettivo che si sono prefissati il Provveditorato regionale del Lazio, Abruzzo e Molise, per conto del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, e l’Ordine degli Psicologi del Lazio con il protocollo d’intesa firmato qualche giorno fa.
L’accordo intende promuovere il benessere organizzativo degli operatori penitenziari e le misure di contrasto del disagio all’interno del contesto lavorativo, al fine di migliorare nel complesso le condizioni di lavoro del personale che svolge le sue mansioni quotidianamente in istituto.

In particolare ogni volta che singoli operatori manifestino sintomi di disagio e disadattamento, sarà attivata una procedura di ausilio e sostegno coordinata dalla rete professionale di counseling psicologico e di psicoterapia messa a disposizione dall’Ordine degli Psicologi. Inoltre, saranno predisposti una serie di seminari con incontri finalizzati a fornire attività professionale di natura informativa e formativa per sensibilizzare gli operatori penitenziari riguardo all’importanza della possibilità di chiedere un aiuto professionale in caso di disagi particolarmente significativi a livello relazionale.
Il protocollo, sottoscritto dal Provveditore regionale Cinzia Calandrino e dal vice presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio Pietro Stampa, avrà validità fino al 31 dicembre prossimo e potrà essere tacitamente rinnovato per un altro anno.
Per l’attuazione delle iniziative previste nell’intesa viene infine istituito un Comitato paritetico composto da tre rappresentanti per ciascuna parte, con il compito di definire contenuti e modalità delle iniziative, monitorare lo stato di attuazione delle stesse e i risultati conseguiti e individuare le misure da adottare per la risoluzione delle problematiche eventualmente evidenziate.

Fonte: gnewsonline.it

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2 commenti

  1. Tutte cazzate…..rispettino i diritti dei poliziotti….. Non ci sarà bisogno di nessun psicologo. Fanno ciò Poi che hanno la coscienza sporca.

  2. Le direzioni dei carceri del lazio si stanno divertendo a mandare i poliziotti a visita psichiatrica, all cecchignola ospedale militare ,basta un piccola discussione con il comandante e i direttori, per divergenze di opinioni stanno riempiendo l’ospedale militare la cecchignola con effettuazione anche dei test, con personale di polizia penitenziaria che non ha certificazioni di patologie psichiatriche e non ha mai presentato una certificazione per problemi mentali, con il rischio di sottoporre il persona le a visita psichiatrica forzatamente, e mandarlo in pensione prima della scadenza dei 60 anni di eta, perfavore intervenite i sindacati se ne stanno fottendo su questa questione, il personale di polizia penitenziaria va visitato prima di essere mandato sotto verifica del ospedale militare perche rischia di essere riformato, con una semplice stress, passeggero, siamo arrivati nel lazio veramente alla frutta vi chiedo di intervenire perche il lavoro all’interno delle strutture penitenziarie in questo modo diminuisce per assenza di agenti mandati al ospedale militare, e sono sani di mente e poi li fanno rientrare vi prego intervenite

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