Bonafede come Vujadin Boskov?

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Vujadin Boskov, il serbo, indimenticato allenatore di calcio che a cavallo degli anni 80 allenò  Ascoli, Sampdoria, Roma, Napoli e Perugia, diventando in breve tempo idolo indiscusso di tutti gli sportivi a prescindere dal tifo, era diventato celebre per quel suo modo di parlare fuori dagli schemi, sempre ironico,  a volte tagliente; con quelle sue frasi lapalissiane ovvero dalle conclusioni ovvie e scontate come : rigore è quando arbitro fischia!  – oppure – questa partita la possiamo perdere, vincere o pareggiare. –

Io credo che il nostro Ministro, amichevolmente appellato Fofò, non passerà alla storia italiana per essere stato un politico illuminato ma piuttosto per le sue frasi ovvie e scontate alla Vujadin Boskov come questa: per risolvere il problema del sovraffollamento? Costruiamo nuove carceri. – oppure – ristrutturiamo le caserme dismesse per farne carceri.

E’ del tutto evidente che se hai le celle affollate una delle soluzioni, la più ovvia, è quella di costruire nuove carceri e quindi ottenere più posti letto dove trasferire i detenuti per deflazionarne altre. Ma queste frasi ovvie non tengono conto del fatto che per fare funzionare un carcere occorre il personale e quando parlo di personale non mi riferisco solo a quello di Polizia Penitenziaria: ci vogliono i ragionieri, gli educatori, gli psicologi, gli impiegati amministrativi, gli elettricisti, i medici, gli infermieri, che attualmente sono carenti ovunque.

Infatti, il nostro Ministro parla continuamente di costruire nuove carceri perché non ritiene politicamente corretto (o conveniente dal punto di vista del consenso) perseguire altre strade come l’amnistia o l’indulto; nemmeno i trattati bilaterali con gli stati extraeuropei per fare scontare la pena alla massa di detenuti stranieri nel loro paese sembra una strada facile, forse a causa della farraginosità burocratica o dei mille ostacoli del diritto internazionale o dell’incapacità politica di questo Governo; più facile è forse strombazzare questo con proclami che non avranno alcun seguito (come i 600.000 rimpatri promessi).

Riuscire a far scontare la pena ad un buon numero di detenuti extracomunitari definitivi nel loro paese sarebbe davvero la soluzione al sovraffollamento carcerario senza pensare a costruire nuove carceri e spendere milioni di euro in questa impresa; sicuramente questa operazione andrebbe accompagnata da una somma di denaro per ogni detenuto estradato al proprio paese, che non dovrebbe scandalizzare, perché lo Stato comunque risparmierebbe nelle spese di mantenimento che, sicuramente, in Italia molto più alte.

Quindi preghiamo il Ministro Bonafede di risparmiarci le sue frasi alla Boskov e i suoi proclami sdolcinati nei confronti dei poliziotti penitenziari e di concentrarsi di più sui problemi della giustizia malata e delle carceri, magari visitandone di più e ascoltando i suggerimenti provenienti dalla base, perchè rigore è quando arbitro fischia!!!!

 

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    Qualche precisazione in merito a quanto riportato nel pezzo credo vada fatta. In primis ritengo che l’amnistia o, peggio ancora, l’indulto siano degli incentivi a delinquere e rappresentino la resa dello Stato; pertanto da cittadino e, maggiormente, da poliziotto penitenziario non posso che esserne fermamente contrario. Anzi mi chiedo come simili scellerati provvedimenti possano essere invocati da un sindacato di categoria. In merito ai 600000 rimpatri, essi furono promessi in campagna elettorale da Selfini, quello che fu accolto come il Messia non appena indosso’ impunemente quanto ignobilmente il nostro maglioncino (stendiamo un velo pietoso sull’accoglienza che gli fu riservata dai soliti noti in giacca e cravatta – giammai in uniforme – a favore di telecamera). Ma andiamo avanti: i trattati bilaterali sono difficilissimi da portare a termine, anche perché nessuno stato vuole sul proprio territorio i malviventi. Forse, l’unico modo per superare tale problematica sarebbe scucire ingentissimi e costanti finanziamentii in favore dei paesi di destinazione , cosa particolarmente difficile stante la grave crisi economica che affligge da oltre un decennio la nostra nazione (ne avete sentito parlare?). Ultima considerazione: con il ministro Bonafede stiamo assistendo – finalmente – a nuove assunzioni (seppure non sufficienti), all’acquisto di nuovi mezzi e, vedasi l’ultima festa del Corpo nonché l’istituzione dei nuclei presso la DNA e la proposta di inserirci nelle Procure come aliquote di P.G., al tentativo di valorizzare la Polizia Penitenziaria. Quindi direi, caro Nuvola Rossa, di riservare ad altri – piu’ meritevoli – le sue sconclusionate invettive. P.S. Boskov nel suo settore é stato un vincente e il suo modo di esprimersi denotava un’ironia e una sagacia fuori dal comune; avvicinare il suo nome per tentare di mettere alla berlina altri é un’ operazione quanto meno infelice

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