Bonafede: “Sovraffollamento carcerario si risolve con incremento posti detentivi”

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Il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha svolto in commissione Giustizia del Senato la sua relazione sulla situazione carceraria, sulla magistratura onoraria e sull’organico della magistratura e dell’amministrazione

Con riferimento alla situazione penitenziaria Bonafede ha precisato che “al 16 luglio 2019 la popolazione carceraria è di 60.320 detenuti su 46.782 posti disponibili, per un tasso di sovraffollamento del 128,94%” chiarendo che “lo spazio minimo accettabile per l’ordinamento italiano risulta maggiore anche rispetto a quasi tutti gli altri Paesi Ue”.

Nel corso delle comunicazioni il Ministro ha, inoltre, ricordato il “continuo monitoraggio della situazione dei detenuti da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”.

Parlando del numero dei detenuti stranieri, il Guardasigilli ha precisato che la percentuale di questi ultimi nelle strutture italiane si attesta – al 31 maggio 2019 – al 33, 53% del totale.  “Da questo dato emerge la rilevanza che in chiave deflattiva può svolgere la strategia tesa a ridurre quanto più possibile il numero di detenuti stranieri, con il loro trasferimento, in modo da fargli scontare la pena nel Paese d’origine, grazie alla sottoscrizione di trattati o accordi bilaterali”.

Rispetto alla questione dell’edilizia penitenziaria, il Guardasigilli ha spiegato che “per affrontare la situazione del sovraffollamento in modo credibile, occorre puntare all’incremento dei posti detentivi e non su scorciatoie comode, come quella rappresentata dai provvedimenti svuotacarceri, che eludono il problema senza mai risolverlo, a detrimento del principio della certezza della pena. Entro il 2019 sono previsti mille posti disponibili in più nelle strutture penitenziarie italiane”.

In questa direzione, ha aggiunto il Ministro, “si sta perseguendo un serio piano di rilancio dell’edilizia giudiziaria, come dimostra il significativo stanziamento delle risorse fortemente voluto dal Governo”. Sono previsti anche interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e il riutilizzo di strutture demaniali dismesse. Per innalzare il livello di benessere della popolazione carceraria, è stato previsto il progetto dei video-colloqui attraverso la piattaforma Skype e quello di ‘Mi riscatto per’ per la rieducazione e il reinserimento sociale e lavorativo”.

A proposito di Icam (Istituti a custodia attenuata) “non vi è un problema sovraffollamento”, ha osservato il Ministro, “ma piuttosto, il nodo critico riguarda la distribuzione sul territorio. Vi sono 30 milioni in bilancio per la realizzazione di 3 nuovi Icam, di cui uno a Bagnoli”.

Il Guardasigilli ha, inoltre, elogiato il ”fondamentale lavoro svolto dagli agenti della Polizia Penitenziaria, anche in ottica di prevenzione di rischi legati al terrorismo e alla criminalità organizzata”.

In merito alle politiche assunzionali, Bonafede ha ricordato l’impegno del ministero sugli investimenti per potenziare gli organici della magistratura e del personale amministrativo: “Non esistono riforme a costo zero. Il Governo ha scelto di fare uno sforzo enorme e senza precedenti sulle risorse e sul personale. Nel 2019 sono stati assunti 338 nuovi magistrati già immessi nella funzione e si sono conclusi ulteriori due procedure concorsuali”.

Affrontando, poi, il tema della riforma della magistratura onoraria il Ministro ha ricordato l’impegno del ministero per rispondere alle esigenze della categoria: “Il ddl ha già avuto l’ok della Ragioneria dello Stato e ora inizierà l’iter parlamentare in Senato. Il provvedimento consente di restituire piena dignità a una componente fondamentale del sistema giustizia”.

Fonte: gnewsonline

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2 commenti

  1. Avatar

    Tutto per i detenuti agli Agenti e chi ci lavora nulla,il vuoto.😥😥😥che tristezza,che delusione.

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      Non Piangere sai bene che il compito per chi lavora negli istituti penitenziari è quello di garantire la sicurezza all’interno di essi e la sicurezza dei ristretti “Utenti”. Non si può polemizzare sulle scelte politiche nella risoluzione dei problemi che affliggono la giustizia in Italia, e nella risoluzione dei problemi legati agli istituti penitenziari ormai al tracollo. E’ importante che qualcuno lo faccia. Qualora si palesassero mancanze in tal senso c’è uno strumento fondamentale e democratico con cui si può porre rimedio . Il diritto di voto.

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