Bonafede: lo Stato dovrebbe dire agli agenti penitenziari grazie e scusate per le condizioni in cui vi abbiamo costretto a lavorare

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La situazione di detenuti e agenti penitenziari “e’ stata spesso trascurata”, nonostante “condizioni inaccettabili che mettono in pericolo tutti, perche’ e’ miope guardare il mondo carcerario come una cosa a parte”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, intervenendo alla presentazione del calendario 2018/2019 della Polizia Penitenziaria, affermando che “lo Stato dovrebbe dire agli agenti penitenziari ‘grazie’ e ‘scusate per le condizioni in cui vi abbiamo costretto a lavorare”.
Anche sul fronte della lotta al terrorismo, il Guardasigilli ha voluto ricordare quanto sia “importante il monitoraggio di cio’ che accade nelle carceri” e l’istituzione, con il recente decreto sicurezza, di un pool di agenti che lavoreranno con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Bonafede, quindi, ha messo in evidenza gli “investimenti” del governi per il sistema penitenziario: “ci sara’ un piano straordinario di assunzioni con 1.300 nuovi agenti nel 2019 e 196 milioni di euro per migliorare la vita e il lavoro in carcere”. Il ministro ha infine annunciato la possibilita’ di “far conoscere il carcere alla societa’ esterna” anche grazie al “lavoro di persone dello spettacolo” che potranno realizzare “documentari e progetti” sul tema.

Fonte AGI
Sono stati stanziati 196 milioni di euro per investimenti destinati a “migliorare la vita lavorativa del Corpo di polizia Penitenziaria” ed e’ stato varato un piano straordinario per l’assunzione di 1300 nuovi agenti: lo ha ricordato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede intervenendo alla presentazione del calendario del corpo delle ‘Fiamme azzurre’ nella sede di via di Brava, casa madre del centro di formazione degli agenti penitenziari.
“Le condizioni in cui lavora la polizia Penitenziaria – ha sottolineato Bonafede nel suo intervento – sono inaccettabili e mettono in pericolo sia chi e’ dentro le carceri, sia chi e’ fuori”. Per questo il ministro ritiene che sia “fondamentale” destinare risorse per migliorare le prestazioni lavorative degli agenti e per realizzare il fine rieducativo della pena. Il Guardasigilli ha inoltre ricordato l’importanza dell’attivita’ di sorveglianza sul rischio di radicalizzazione. “Sul terrorismo – ha detto Bonafede – la mappatura e il monitoraggio delle dinamiche nella popolazione carceraria sono fondamentali non tanto per quello che accade nelle carceri ma per quello che non deve accadere fuori”. Bonafede, tra gli obiettivi messi a segno in questi primi mesi di governo, ha ricordato anche il pool di agenti penitenziari che andranno a lavorare coordinati dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, ha poi spiegato di lavorare all’istituzione di commissioni per fare entrare personalita’ del mondo dello spettacolo nelle carceri in modo che possano realizzarsi progetti per comunicare il lavoro che si sta facendo per migliorare le condizioni della detenzione e anche parlare del lavoro che i detenuti svolgono all’interno e anche all’esterno del carcere in collaborazione con gli enti locali. Il ministro ha ringraziato il capo del Dap Francesco Basentini e ha salutato e ringraziato tutto il corpo della polizia Penitenziaria trattenendosi a salutare e a stringere le mani degli agenti nell’auditorium del centro di formazione dei ‘Baschi azzurri’. Tra gli altri era presente il presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi e il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma Giovanni Salvi.

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Fonte:ansa.it

 

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