Bufera a Parma: ex detenuto chiamato a fare il professore per gli allievi agenti penitenziari della Scuola di Formazione

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Nuova protesta del Sappe, il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria. Sotto accusa la presenza alla Scuola di Parma di un ex detenuto. Sale in cattedra per insegnare. In sostanza, fa lezioni agli agenti che frequentano il 177° corso di formazione. L’incontro è sullo sport.

 

«È sconcertante che un ex detenuto venga scelto come docente a un corso di Polizia. Davvero non c’erano atleti incensurati per parlare di sport e dei sani valori di etica e comportamento? Perché, ad esempio, non sono stati chiamati le atlete e gli atleti del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre del Corpo? Sono campioni nello sport, campioni valorosi nel paralimpico, campioni di etica e comportamento, di senso dello Stato ed onestà». A denunciarlo è Donato Capece, segretario generale del Sappe.

«Mi sembra una decisione gravissima avere chiamato come docente alla Scuola di Polizia penitenziaria di Parma un ex detenuto. Auspico che ciò non rimanga senza conseguenze per chi ha consentito tutto ciò». Scegliere un ex detenuto «per parlare agli allievi Agenti di Polizia è una scelta sbagliata e grave. È stato un errore invitarlo. Pensavamo di aver già visto il peggio quando l’ex Ministro della Giustizia Andrea Orlando coinvolse Adriano Sofri. E cioè il leader di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere (ma da tempo in libertà) quale mandante dell’omicidio Calabresi. Era tra gli “esperti” chiamati da Orlando per riformare il sistema penitenziario italiano, incarico rigettato dopo la denuncia e le proteste del Sappe».

«Ma oggi vedo che si continua a calpestare il senso dello Stato e delle istituzioni, consentendo che un ex detenuto faccia lezione ad allievi Agenti di Polizia penitenziaria a Parma. Le persone oneste, con la fedina penale pulita, sono esempi. Le atlete e gli atleti del Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre del Corpo di Polizia Penitenziaria sono esempi. Auspico che il Ministro Bonafede ne chieda conto ai vertici della Direzione della Scuola di Polizia di Parma ed assuma con urgenza i necessari provvedimenti».

Fonte:secolod’italia.it

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