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Buon 2019 a tutti gli appartenenti all’Amministrazione Penitenziaria

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Cari colleghi, come finire l’anno al meglio se non tirando le somme del 2018 e con dei buoni propositi per il 2019?
Ci sono stati numerosi cambiamenti nell’amministrazione quest’anno e tutti noi abbiamo recepito e accettato ognuno di esso.
Tanto per dirne qualcuna siamo stati al centro dell’attenzione mediatica con l’uscita del film sul caso Cucchi, siamo stati etichettati come aguzzini e poi scagionati grazie ad una confessione postuma dei reali responsabili ma siamo ancora in attesa delle scuse da parte della signora Ilaria Cucchi che per anni ci ha offeso e incriminato ingiustamente. Siamo stati vittime di numerose aggressioni da parte dei detenuti, ci siamo ritrovati coinvolti in rivolte e sommosse in vari istituti ed ovviamente questo ha fatto meno rumore anzi diciamo che non ne ha fatto per niente e nel silenzio, come sempre, abbiamo agito, tutelando l’ordine e garantendo l’esecuzione dei nostri compiti istituzionali.
Siamo stati spettatori dei cambiamenti avvenuti nei vertici, a cominciare dal nuovo Governo fino ai nostri più vicini superiori nei quali confidiamo per cambiamenti e miglioramenti.
Ma, soprattutto, siamo stati in prima linea ogni giorno nel saper gestire e mantenere la sicurezza presso tutti gli istituiti di pena d’Italia ed in prossimità delle festività natalizie è necessario rivolgere alcune parole a tutti gli appartenenti a questa amministrazione.
Innanzitutto a coloro che quotidianamente indossano con orgoglio la divisa del Corpo, che credono nel proprio operato, che trascorreranno la sera di Natale in servizio, che festeggeranno il Capodanno in carcere.
Agli eroi di ogni giorno ai quali non è sempre assicurata la propria incolumità.
A loro va un sentito “grazie” e l’augurio, nonostante la turnazione, di poter trascorrere del tempo serenamente con le proprie famiglie; di poter scartare con i propri bimbi i regali il giorno di Natale, di poter giocare a tombola con i parenti e di poter godere dell’atmosfera festosa di questo periodo dell’anno.
Un pensiero speciale poi, non può non andare alle famiglie di tutti i colleghi che purtroppo non ci sono più, che hanno lasciato prematuramente questo mondo, agli orfani e alle vedove dei colleghi che hanno prestato servizio in questa amministrazione; ai genitori di chi per propria scelta, sopraffatto dalla bruttezza della vita, ha deciso di mettere fine ai suoi giorni.
A tutti loro auguro delle serene feste ed una vita il più rosea possibile.
A noi tutti, uomini e donne della Polizia Penitenziaria che quotidianamente affrontiamo le difficoltà che sono proprie solo di questo particolare mestiere, che operiamo in un luogo di privazioni e sofferenze va l’augurio più sentito di buone feste.
E per quanto riguarda i buoni propositi che dire?
Mi auguro che nessun collega sia più vittima di aggressioni, che i turni di servizio siano meno massacranti, che siano messi a disposizione maggiori fondi per l’incremento del personale e per la manutenzione degli istituti, che i nostri superiori si rendano conto che siamo noi le fondamenta di questo Corpo e che si affidino più a noi, che il mondo esterno ci riconosca e ci apprezzi per quello che siamo e per il servizio che quotidianamente forniamo con fierezza e dignità.
Sono forse speranze troppo utopistiche?
Sembrano delle richieste da letterina a Babbo Natale?
Può darsi, ma a Natale è concesso sognare un po’ di più e quindi non è giusto privarsi di questa opportunità soprattutto perché come diceva Nelson Mandela “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso” e noi sappiamo bene che l’arrendevolezza non appartiene al nostro Corpo.

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