Campobasso dopo la rivolta in carcere, piano ancora devastato: condizioni al limite ma il Ministero latita

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La puzza di bruciato che penetra nelle narici e arriva dritta allo stomaco, i vetri rotti sparpagliati un po’ ovunque, i servizi igienici ormai fuori uso anche solo per lavarsi le mani. Un quadro desolante che però non corrisponde a una situazione di abbandono. Perché su quel piano evidentemente inagibile ci lavorano ancora. Ci lavorano ancora per almeno sei ore al giorno gli agenti della polizia penitenziaria di Campobasso. E così tra loro c’è chi si chiede come mai dal Ministero non sia ancora arrivato nessuno per la dovuta ispezione.

Sono passati alcuni giorni dalla rivolta dei detenuti ma la situazione all’interno dell’istituto penitenziario di via Cavour non è ancora tornata alla normalità, anzi. Trapelano all’esterno informazioni che descrivono all’interno condizioni al limite. Assolutamente precarie anche per il personale della polizia penitenziaria, costretto appunto a lavorare ogni giorno per almeno sei ore nell’ala detentiva devastata dalla protesta.

Per chi vive e ha visto la struttura dopo la protesta, il piano andrebbe sigillato per ragioni più che concrete. La sommossa scatenata da alcuni detenuti del carcere di Campobasso contro le regole troppo dure e rigide, a detta dei contestatori e non solo, applicate dalla nuova direzione ha lasciato postumi pesanti. L’odore acre dei materassi bruciati è ancora insopportabile, l’ufficio è stato distrutto, i vetri sono tutti rotti, il soffitto è nero, i servizi igienici sono inesistenti. Dicono che non ci sia la possibilità di andare in bagno nemmeno per lavarsi le mani.

Tra il personale della polizia penitenziaria c’è chi invoca l’intervento dell’autorità sanitaria: servirebbe con urgenza un sopralluogo del medico del lavoro e dell’azienda sanitaria regionale, utile magari a dichiarare inagibile il piano dove però oggi la polizia penitenziaria deve ancora operare. Questo, sul fronte igienico-sanitario.

In generale, ci vorrebbe il Ministero, la cui latitanza, registrata almeno finora, porta molti operatori della struttura carceraria a domandarsi come mai nessuno sia ancora stato inviato a Campobasso.

Fonte: riservato.net

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