Carcere di Taranto al collasso. La segreteria regionale Sappe della Puglia chiede l’intervento del Sindaco e del Prefetto

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Da tempo il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria,  denuncia la drammatica situazione del carcere di Taranto, il più affollato della nazione con 600 detenuti per  300 posti disponibili.

Purtroppo al  sovraffollamento dei detenuti si aggiungono diversi altri fattori che fanno ritenere che  la situazione sia giunta al capolinea anche per colpe di chi, a nostro parere, gestisce il carcere.

Infatti non ci risulta alcun intervento da parte di chicchessia per mettere freno  alle tante assenze per malattia determinate dallo stress derivante  da carichi di lavoro massacranti  con un poliziotto che nelle ore serali deve gestire quasi 200 detenuti ristretti in tre sezioni detentive lunghe ognuna oltre 50 metri, con tutta una serie di incombenze e senza la possibilità di poter consumare, il più delle volte,  nemmeno un pasto durante tutto il turno di 8 / 9 ore.

Senza dimenticare che tra questi detenuti ci sono quelli ad alta sorveglianza appartenenti alla malavita organizzata, i detenuti per motivi abbietti, ma soprattutto la miriade di detenuti affetti da patologie psichiatriche,   tra cui spiccano alcuni che passano la giornata  a distruggere suppellettili e a minacciare ed  aggredire il personale.

Come è possibile lavorare in queste condizioni abbandonati a se stessi, tanto che se un poliziotto si sente male, non può avere nessun soccorso immediato ?

La chiusura dei manicomi ha scaricato nelle carceri tutti i pazzi che sono in giro,  con le ASL che dovrebbero controllare questi soggetti H24 con medici e personale specializzato, ma che nei fatti, lasciano tutto il peso della gestione ai poliziotti penitenziari.

Poiché a Taranto non è più umanamente possibile lavorare,  molti poliziotti benchè abbiamo famiglie ed affetti in città, hanno chiesto  di andare via, tra il disinteresse   dell’amministrazione penitenziaria che aspetta solo che accada l’irreparabile per intervenire,  e scaricare sui poveri poliziotti eventuali colpe.

Ormai il carcere di Taranto è pronto ad esplodere in qualsiasi momento poiché non è possibile che si possa governare un carcere così grande ed importante con 7 / 8 poliziotti nelle ore serali e notturne, (ricordiamo 600 detenuti)  che costringono a tenere tanti cancelli aperti  quasi fosse un autostrada.

Vogliamo rappresentare che se esplode il carcere di Taranto il problema non è più soltanto di un amministrazione irresponsabile e superficiale, ma sarà anche di ordine e sicurezza pubblica, poiché  le conseguenze potrebbero ricadere sull’intera cittadinanza, per cui si invita no il signor Prefetto ed il signor Sindaco ad agire con urgenza utilizzando tutti i canali  istituzionali in maniera seria e corretta,  poiché siamo stanchi  delle passerelle dei politici che a ferragosto, in attesa del pranzo con gli amici, passano qualche ora all’interno del carcere.

Non sono riusciti a far breccia in  un muro di gomma impenetrabile  nemmeno gli onorevoli dei 5 stelle  che lo scorso mese di ottobre visitarono il penitenziario del capoluogo  jonico rimanendo atterriti e molto preoccupati per quello che succedeva in un presidio che dovrebbe essere a tutela delle Istituzioni e della sicurezza dei cittadini.

Poiché il SAPPE, che è il sindacato che rappresenta  oltre il 40% dei poliziotti di Taranto, non ritiene che fare queste denunce  sia allarmismo, ma informazione  responsabile su quello che accade in un luogo molto pericoloso che dovrebbe avere il massimo della sicurezza,  chiede che il signor Prefetto ed il   signor Sindaco della città di Taranto si rechino  a visitare il carcere nelle ore pomeridiane o serali di un giorno qualsiasi,  per rendersi conto che quello che denunciamo non è allarmismo, ma  solo la pura e cruda verità,  che l’amministrazione  penitenziaria cerca  di nascondere  irresponsabilmente.

fonte: Comunicato stampa Segreteria Sappe Puglia

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