Carcere Regina Coeli: statistiche e scheda completa

Via: Via della Lungara 29 Cap: 00165

Comune: Roma

Regione: Lazio

Telefono:06680291

Email: [email protected]

Scheda aggiornata il: 8 Giugno 2019

Come si raggiunge con mezzi pubblici
Con autobus n. 64 scendere a Corso Vittorio Emanuele – fermata p.zza Chiesa Nuova – e percorrere tratto a piedi – Con autobus n.23 e con autobus n.280 scendere a Lungotevere Gianicolense di fronte al carcere.
Come si raggiunge in auto
Raggiungere zona di scambio Lungotevere Gianicolense con Lungotevere della Farnesina – L’Istituto si trova di fronte a Ponte Mazzini

STATISTICHE

DETENUTI
Posti regolamentariPosti non disponibiliTotale detenuti
616311026
PERSONALE

Direttore
Rosella  Santoro


Vice direttore
Antonella De Paola


Vice direttore
Laura Fazzioli


Vice direttore
Marco Grasselli


Vice direttore
Luisa Pesante

Polizia Penitenziaria effettiviPolizia Penitenziaria previstiAmministrativi effetiviAmministrativi previstiEducatori effettiviEducatori previsti
4645164946610
COMUNICAZIONI

Telefonate
carte telefoniche Si
modalità di acquisto e utilizzo schede
Gratuita, rilasciata dalla Direzione, con ricarica a carico del detenuto da un minimo di 5,00 ad un massimo di 20,00
videochiamate tramite Skype No

Risse nel carcere Regina Coeli: situazione pericolosa

Nuova rissa nel carcere Regina Coeli tra 15 detenuti, nordafricani da una parte e albanesi dall’altra, che si sono affrontati nel III reparto detentivo con pezzi di legno e spranghe di ferro. Il peggio è stato evitato solo grazie al tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria, anche se comunque alcuni detenuti sono dovuti ricorrere a  cure presso l’infermeria della prigione. Si tratta solo di uno degli ultimi episodi di violenza tra detenuti nel carcere capitolino. Sempre più spesso gli agenti di Polizia Penitenziaria si trovano a dover intervenire per sedare risse che vedono coinvolti, nella maggior parte dei casi, detenuti stranieri.

Il SAPPE lamenta una situazione allarmante e afferma che è necessario far adottare provvedimenti disciplinari e penali nei confronti dei detenuti responsabili dei gravi fatti accaduti all’interno del carcere.

Nell’istituto penitenziario Regina Coeli il numero di agenti di Polizia Penitenziaria è nettamente inferiore a quello effettivamente previsto e le gravi carenze di personale comportano maggiori difficoltà e maggiori rischi per i lavoratori.

Carcere Regina Coeli: più stranieri che italiani

Il fenomeno dell’immigrazione ha comportato un aumento notevole degli stranieri nelle carceri italiane. Basti pensare che si è passati da una media del 15% negli anni 90 a una presenza attuale  di oltre 20mila e 400.

A Regina Coeli, si contano un numero di detenuti superiore al capienza della struttura e la maggior parte di essi sono detenuti stranieri.

Purtroppo la massiccia presenza di stranieri ha avuto un’influenza negativa sull’operato del personale di Polizia Penitenziaria che, quasi ogni giorno, si ritrova a dover intervenire con la forza per mettere fine a risse che avvengono nelle celle o negli spazi comuni.

Sono diversi i casi in cui gli agenti di Polizia Penitenziaria, nel tentativo di porre fine alle risse, hanno riportato ferite e altre lesioni più o meno gravi. Secondo il SAPPE non è più tollerabile una simile situazione. Il personale di Polizia Penitenziaria va tutelato con interventi urgenti. Occorre la salvaguardia dell’incolumità personale durante il servizio.

La soluzione? Meno stranieri e più personale

La soluzione migliore sarebbe, come ribadito dal Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria, far scontare le pene ai detenuti immigrati nelle carceri del loro paese d’origine. In questo modo si potrebbe parzialmente rimediare a tutte quelle risse che avvengono per motivi razziali e alla questione del sovraffollamento.

Inoltre è di primaria importanza far fronte alle gravi carenze di personale, prevedendo nuovi concorsi pubblici e l’assorbimento di graduatorie esistenti. Spesso l’agente di Polizia Penitenziaria si ritrova a dover gestire da solo intere sezioni e quindi centinaia di detenuti. Con un’adeguata quantità di personale, afferma il SAPPE, è possibile favorire e promuovere l’osservazione delle regole e la rieducazione, garantendo allo stesso tempo l’ordine, la sicurezza e la tutela dei poliziotti.

Opportuno sarebbe inoltre prevedere più spazi dediti ad attività sportive e ricreative, oggi praticamente assenti nel carcere Regina Coeli, così da poter tenere impegnati i detenuti che trascorrono il loro tempo spesso senza fare nulla.

Non va meglio nel resto d’Italia. In tutto per circa 58.000 detenuti si contano soltanto 46.000 agenti.

WhatsApp Ricevi news su WhatsApp