Carcere Trento: non ci sono più soldi, chiusa la mensa per la Polizia Penitenziaria

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Nuova tegola sul carcere di Spini di Gardolo.
Prima la rivolta della casa circondariale di Spini di Gardolo, che ha messo a dura la struttura del carcere provocando milioni di euro di danni che pagheranno i contribuenti italiani, adesso la mensa che di fatto è chiusa perché nessun fornitore viene pagato e quindi nessuno si fida nemmeno più a consegnare gli alimenti.
Il pane fresco per esempio non si vede sui ripiani della mensa da un bel pezzo.
Per  questo il personale di Polizia Penitenziaria  deve  portarsi il pranzo da casa naturalmente a proprie spese. Sembra un film horror, ed invece è la situazione dentro il carcere di Trento che doveva essere un vero modello nel suo genere.
Gli alimenti e le forniture che arrivano a singhiozzo ed in modo proporzionale ai pagamenti e i lavori da fare per ristrutturare una carcere devastato dopo l’ultima rivolta.
Una sequela di appalti e sub appalti vari che negli anni ha portato al fallimento di aziende che dovevano fornire la mensa del carcere (ce ne fosse solo una trentina) e dove nonostante l’incalzare dei sindacati il ministero
della giustizia
 è rimasto assente e in silenzio.  

mensa  carcere Tutto parte dal Triveneto e dall’Emilia Romagna. Poi però investe anche il Trentino.
L’appalto ristorazione delle case circondariali del Triveneto ed Emilia Romagna sta creando infatti numerosi disagi alle mense dei penitenziari anche in Trentino: alle lavoratrici della ristorazione mancano infatti le retribuzioni da dicembre 2018 a febbraio 2019.
L’appalto è gestito dal consorzio Unilabor Società Consortile con sede a Roma, aggiudicato in data 01 aprile 2017 fino al 31 dicembre 2018, rilevato dalla precedente gestione della Jd Service Italia ora in fallimento.
Il Consorzio ha subappaltato da tale data alla Sybaris Srl, che nel marzo del 2018 aveva problemi a retribuire le lavoratrici e con i fornitori.
In data 1 aprile 2018 il Consorzio ha affidato la gestione alla Food & Facility srl con sede a Roma.
Dall’agosto 2018 si sono verificati nuovamente problemi e le retribuzioni di agosto e settembre 2018 sono state pagate dopo che la Uiltucs del Trentino, dopo vani tentativi bonari rivolti alla Food & Facility nonché al consorzio Unilabor, responsabile in solido ex art 29 D.Lgs 276/2003, in data 11 ottobre 2018 ha azionato tramite richiesta intervento R.U.P. (responsabile dell’appalto del Provveditorato di Padova) ex art.30 Dlgs 50/2016 comma 6 la procedura per la verifica dell’insoluto nonché, in assenza di riparazione nei 15 giorni successivi, il pagamento da parte del Ministero.
Immediatamente il Ministero ha dato avvio alla procedura richiedendo in ogni struttura operativa le copie delle buste paga non retribuite.
Tale intervento ha fatto sì che in data 12 ottobre 2018 le lavoratrici hanno ricevuto dall’azienda un anticipo della retribuzione di agosto e in data 22 ottobre il saldo, mentre, la retribuzione di settembre, è arrivata in data 24 ottobre.

Quando pareva rientrata l’emergenza, in dicembre 2018 non sono state erogate le 13sime e solo in data 28 gennaio è stato pagato il rateo di competenza di Food & Facility, mentre la quota di 13sima di competenza della Sybaris (gennaio 2018-marzo 2018) non è stata erogata. Ad oggi, inoltre, mancano interamente le retribuzioni dal dicembre 2018 a febbraio 2019.
Si verificano, naturalmente, anche problematiche relative agli approvvigionamenti nelle strutture operative ove comincerebbero a giungere evasioni parziali di ordini e addirittura mancanza di pane fresco.
In concreto se le aziende non pagano chi fornisce la mensa la merce comincia a scarseggiare e quindi la mensa rimane bloccata. Sembrerebbe che l’appalto, con originaria scadenza al 31 dicembre 2018, è stato prorogato al Consorzio perché al bando di aggiudicazione temporanea nessuna azienda non ha manifestato interesse dato lo scarso ritorno in termini economici.
Le OO.SS nazionali, stante la situazione che coinvolge più regioni, sono intervenute presso il Consorzio, la Food & Facility e verso il Ministero della Giustizia inviando numerose missive di richieste di incontro, ad oggi purtroppo rimaste inascoltate.
Per cercare di sbloccare la situazione a sostegno delle richieste sindacali in data 25 febbraio 2019 è stato proclamato, nonché effettuato, uno sciopero dell’intera giornata a cui naturalmente hanno aderito la totalità dei lavoratori coinvolti causando la chiusura delle mense interessate.
In risposta alla sciopero il Provveditorato di Padova ha nuovamente attivato la procedura di pagamento diretto e ha richiesto a tutte le amministrazioni di raccogliere e inviare le buste paga delle lavoratrici.

Fonte: lavocedeltrentino.it

 

 

 

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