Carceri Campania: i dati sui suicidi

Nelle carceri Campania la questione dei suicidi preoccupa. In Italia dal 2000 al 2019 si sono registrati più di 1.000 suicidi e la regione Campania vanta un primato negativo. I numeri sulle morti volontarie nella nostra Penisola sono impressionanti: si stima che nel corso del 2018 siano avvenuti 63 suicidi e che ogni 900 detenuti presenti uno ha deciso di togliersi la vita. Si parla inoltre di ben 10.423 atti di autolesionismo e 1.198 tentati suicidi, la maggior parte dei quali evitati soltanto grazie al tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria.

Tra le carceri in Campania il carcere Poggioreale di Napoli sembra configurare tra gli istituti penitenziari con numero più alto in assoluto di suicidi. Dei 63 episodi registrati nel 2018 quattro sono avvenuti a Poggioreale.
Si suicidano più spesso i detenuti stranieri che quelli italiani. Attualmente gli stranieri presenti negli istituti penitenziari italiani sono in proporzione molto più numerosi. Se ne contano in Italia circa 20.000.

I tentativi di suicidio in carcere dei detenuti rappresentano anche un problema di sicurezza per gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che, intervenendo, mettono a rischio la loro incolumità. Inoltre il suicidio diventa sia per gli agenti che per gli altri detenuti, come dichiarato dal SAPPE, un forte fattore di stress psicofisico.

Suicidarsi nelle carceri Campania: la situazione negli istituti minorili e femminili

Anche dalle carceri minorili Campania le cronache ci restituiscono episodi di svariati tentativi di suicidio. Hanno provato a togliersi la vita più di una volta all’interno del carcere minorile di Airola. Il peggio è stato evitato sempre per merito degli agenti di Polizia Penitenziaria in servizio.

Nemmeno le carceri femminili Campania sono esenti da casi di suicidio. Uno degli ultimi episodi è avvenuto nel 2018 dove una donna si è impiccata con un lenzuolo tra le mura del carcere femminile di Salerno.

È ancora troppo basso il numero di educatori, psicologi e psichiatri destinati ai detenuti campani. Su più di 7.000 detenuti sono meno di 100 gli educatori e poco più di 40 gli psicologi e psichiatri che lavorano nei 15 istituti penitenziari della regione Campania.

Carceri Campania suicidi: come intervenire

Per diminuire notevolmente il numero di suicidi nelle carceri campane occorre intervenire con tempestività e trovare una soluzione adeguata.

Secondo il SAPPE il problema del sovraffollamento delle carceri e la mancanza di poliziotti penitenziari incide notevolmente sul tasso di suicidi. Gli agenti, infatti, in numero nettamente inferiore rispetto al numero dei detenuti presenti,  non riescono a controllare tutto né a gestire la situazione che prende una piega drammatica, come nel caso del suicidio.
Bisogna quindi anzitutto trovare rimedi concreti a tali questioni ma anche prevedere, per i detenuti, un maggiore accesso alle telefonate, maggiori possibilità di trascorrere momenti con i propri familiari, meno isolamento e più partecipazione ad attività sportive e ricreative.

Il SAPPE ribadisce inoltre la necessità di sospendere la sorveglianza dinamica: con le celle aperte 8 ore al giorno i detenuti vengono spesso lasciati nell’apatia, non lavorano, non studiano, non partecipano ad alcuna attività, e ciò comporterebbe un aumento degli eventi critici.

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