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Carceri di Alessandria: aggressione a Poliziotto Penitenziario al Don Soria e incendio al S. Michele

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Finiscono, ancora una volta, al centro delle cronache le due carceri di Alessandria per altrettanti gravi eventi critici accaduti al loro interno. Ne da notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, per voce del segretario regionale del Piemonte Vicente Santilli: “Il primo episodio è avvenuto dopo la mezzanotte al S. Michele. Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto italiano che ha appiccato un incendio nella cella dov’erano ristretti, nella Sezione I B, dando fuoco al materasso. Per il fumo denso si è reso necessario far uscire per precauzione tutti i detenuti del Reparto e solamente il tempestivo intervento dei poliziotti, con grande senso di responsabilità coraggio e professionalità, ha permesso di evitare più gravi e tragiche conseguenze (due sono stati i poliziotti intossicati portati poi in ospedale). Un grazie di cuore a tutto il personale di Polizia Penitenziaria del carcere San Michele che con professionalità e abnegazione hanno evitato che tutte queste situazioni diventassero ancora più drammatiche”.
Nella tarda mattinata, poi, un nuovo grave episodio si è verificato nell’altro carcere alessandrino, il Don Soria.
“E’ successo che un detenuto libanese di 21 anni, ristretto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, ha proditoriamente aggredito un Agente di Polizia Penitenziaria in servizio. La situazione è grave e servono urgenti interventi. Quel che accade ogni giorno nelle carceri del Piemonte ci preoccupa. Eppure, le nostre denunce rimangono senza risposte ed adeguati provvedimenti. Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – aggrediti da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime “la solidarietà del SAPPE, primo Sindacato del Corpo, al collega aggredito al Don Soria ed al personale di Polizia Penitenziaria che ha gestito con grande professionalità l’evento al San Michele” ma denuncia il clima che si vive nelle carceri del Paese: “Ancora una volta si è vissuta l’ennesima situazione allarmante per il personale della Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici. La situazione all’interno penitenziaria si è notevolmente aggravata rispetto al 2017. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre delle carceri italiane nell’intero anno 2018 sono inquietanti: 10.423 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell’anno 2017, già numerosi: 9.510), 1.198 tentati suicidi sventato in tempo dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria (nel 2017 furono 1.135), 7.784 colluttazioni (che erano state 7.446 l’anno prima). Alto anche il numero dei ferimenti, 1.159 ferimenti, e dei tentati omicidi in carcere, che nel 2018 sono stati 5 e nel 2017 furono 2. La cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.

Fonte: quotidianopiemontese.it

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