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Come entrare nella Polizia Penitenziaria: guida a requisiti e prove del concorso

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Tra le tante opportunità di lavoro per le Forze dell’Ordine c’è quella riservata a chi vuole diventare agente – o ispettore – della polizia penitenziaria, detti anche agenti di custodia.
Questi, dipendenti dal Ministero di Giustizia, sono addetti alla sicurezza nelle carceri e alla gestione di tutte le misure cautelative che avvengono al di fuori della struttura penale, come ad esempio il piantone presso gli istituti di sicurezza.
Si tratta di un lavoro importante ma allo stesso tempo impegnativo, che richiede profonda dedizione e capacità di mantenere la calma in determinate situazioni di rischio; se pensate di averne le caratteristiche e di soddisfarne i requisiti, allora sì che potrete iniziare il vostro percorso per entrare nella Polizia Penitenziaria.
Come ogni ambito della Pubblica Amministrazione, anche per entrare nella Polizia Penitenziaria bisogna superare un concorso pubblico che solitamente viene bandito ogni uno o due anni; la selezione è aperta anche ai civili e ci sono dei posti riservati per le sole donne (così da essere assegnate alle strutture carcerarie femminili). Per i VFP1 e VFP4 anche ci sono dei posti riservati e solitamente per chi ha già intrapreso un percorso all’interno delle Forze Armate come volontario è più semplice diventare agente di Polizia Penitenziaria. Quali sono i requisitiche bisogna soddisfare per affrontare la selezione e quali sono gli argomenti da studiare per avere possibilità di superare le prove.
Come entrare nella Polizia Penitenziaria
concorsi polizia penitenziariaCome anticipato l’unico modo per entrare nella Polizia Penitenziaria è quello di partecipare, e superare, un concorso pubblico. A seconda del ruolo per il quale ci si candida ci sono dei requisiti da soddisfare: ad esempio per gli agenti il recente riordino ha stabilito che per partecipare bisogna avere meno di 26 anni (non compiuti), oltre ad essere in possesso del diploma della scuola secondaria di II grado (superiori).
Nel caso in cui si concorra per i posti riservati ai VFP (anche se in congedo) il requisito anagrafico è innalzato a 28 anni.
Per il concorso per vice ispettori, invece, l’età anagrafica è innalzata a 28 anni per i civili e a 30 per i VFP; in entrambi i casi è inoltre necessario avere la fedina penale pulita e dimostrare di avere un controllo emotivo ineccepibile tale da poter limitare la propria impulsività nelle situazioni di emergenza.
Anche per accedere al ruolo direttivo della Polizia Penitenziaria, diventando quindi commissari, è necessario superare un concorso pubblico che in questo caso specifico prevede delle prove molto difficili da affrontare. Per partecipare l’età massima è di 30 anni, mentre come titolo di studio è richiesta una laurea magistrale in uno dei seguenti ambiti disciplinari:

  •  Giurisprudenza;
  •  Scienze dell’Economia;
  •  Scienze Politiche;
  •  Scienze delle Pubbliche Amministrazioni e Scienze Economico-Aziendali.

Leggi: Concorsi in Polizia Penitenziaria: 1500 Agenti attivati entro dicembre, 1300 da scorrimento graduatorie a marzo e 600 da nuovo concorso 2019

Come entrare nella Polizia Penitenziaria: le prove da superare
A seconda del ruolo in cui ci si candida ci sono delle prove da superare.

Intanto è importante sottolineare che viene data molta importanza alle prove fisiche e agli accertamenti psico-attitudinali; d’altronde è un lavoro che in alcuni casi può essere molto stressante sia dal punto di vista fisico che psichico dal momento che ci si trova a passare molte ore in piedi oltre al dover fare anche i turni di notte.
Inoltre, una buona guardia penitenziaria deve essere in grado di relazionarsi e gestire il gruppo di detenuti che gli è stato affidato, mantenendo un buon rapporto con loro ma senza perdere la sua leadership.
Per quanto riguarda le prove culturali, invece, nel concorso per diventare agenti della polizia penitenziaria bisogna sostenere una sola prova scritta, composta da domande a risposta multipla sugli argomenti del programma delle scuole medie.
Ben più articolato, invece, il concorso per vice ispettori della Polizia Penitenziaria strutturato in una prova preliminare con quesiti a risposta multipla su materie come diritto penale, diritto penitenziario, diritto processuale penale, diritto costituzionale e diritto civile.
Ci sarà poi una seconda prova scritta che consiste nella redazione di un elaborato su un argomento tratto dalle suddette materie; al termine di questa ultima prova scritta, poi, i candidati dovranno affrontare un colloquio dove verranno trattate le materie previste dal bando.

Fonte: forzeitaliane.it

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