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Cerimonia di commemorazione dei Caduti dell’Amministrazione Penitenziaria

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Oggi, alle ore 11.00 presso il DAP si è svolta la Cerimonia in ricordo del sacrificio dei Caduti dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Capo del Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria Pres. Dott. Francesco Basentini ha deposto una Corona d’alloro presso la Stele che ricorda il sacrificio dei Caduti dell’Amministrazione Penitenziaria.
Alla Cerimonia era presente anche il Ministro Alfonso Bonafede e i Sottosegretari Jacopo Morrone e Vittorio Ferraresi.
Presente anche una delegazione dell’ANPPe con il Gonfalone della Associazione.

Il messaggio del Ministro Alfonso Bonafede sulla sua pagina Facebook
Ho appena partecipato alla cerimonia in ricordo del sacrificio dei Caduti dell’Amministrazione Penitenziaria. E’ stato un momento molto emozionante che non ha avuto nulla di formale. Ho ringraziato di cuore il Capo del Dipartimento, tutti i lavoratori dell’amministrazione penitenziaria e i parenti dei caduti perché grazie a loro possiamo rafforzare ulteriormente il senso di appartenenza e lo spirito di servizio che devono sempre ispirare il nostro lavoro al servizio della giustizia.
Conoscevo il corpo di polizia penitenziaria da semplice cittadino, prima, poi da parlamentare. Ma solo da quando sono entrato al ministero ho cominciato a conoscere approfonditamente questa realtà. La dignità con cui indossano la divisa non ha pari. Come la dedizione che mettono nel loro lavoro: gli agenti dell’amministrazione penitenziaria sono le prime sentinelle della sicurezza dei cittadini italiani. Con un marcato tratto in più: quello dell’umanità. Quell’umanità è una risorsa preziosa per il nostro Paese.
Tutti loro sono chiamati a convivere con la parte peggiore del Paese con l’impegno di farla diventare la parte migliore. E questo presidio di legalità, che loro interpretano con spirito di servizio, è un motivo di orgoglio per lo Stato. Uno Stato che sanziona, ma al contempo offre una seconda possibilità, che reprime ma che stimola anche a crescere, a invertire la rotta. In questo sta la rieducazione e il reinserimento sociale dei detenuti.
Prendo pubblicamente l’impegno di intensificare gli sforzi per far conoscere il più possibile all’esterno le quotidiane fatiche degli agenti del Dap, perché fuori dagli istituti penitenziari questa parte della loro attività è ignorata. Invece stiamo parlando di un’opera di straordinaria importanza in quanto è basilare per la sicurezza dei cittadini, per il rispetto delle regole all’interno degli istituti detentivi. Per la fondamentale attività di prevenzione dei rischi legati al terrorismo e alla criminalità organizzata.
La memoria dei caduti dell’Amministrazione Penitenziaria, vittime della barbara ferocia della criminalità comune o organizzata, dello stragismo terrorista o di rivolte ed evasioni, ci impone di non venir mai meno all’impegno per liberare il nostro Paese dalla morsa del crimine e dell’illegalità, perché solo onorando questo proposito saremo certi di non rendere vano il sacrificio dei Caduti che oggi commemoriamo.

Le foto della Cerimonia:

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1 commento

  1. L’emergere di un comportamento aggressivo presuppone sempre l’esistenza della frustrazione e, viceversa, l’esistenza della frustrazione porta sempre a qualche forma di aggressione. A Roma ho salvato un uomo da un’aggressione. È bastato controllarmi. L’uomo di retto intendimento e di animo generoso non aggredisce, ma non indietreggia.

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