Cuneo, suicida altro agente di Polizia Penitenziaria

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SAPPE: “DA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E DAP NESSUNA STRATEGIA DI CONTRASTO DISAGIO AGENTI”

A pochi giorni dalla notizia del suicidio di un poliziotto penitenziario di Sanremo, anche a Cuneo un Agente in servizio nel carcere si è tolto la vita questa mattina, impiccandosi. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“Sembra davvero non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, uno dei quattro Corpi di Polizia dello Stato italiano”, commenta Vicente Santilli, segretario regionale SAPPE del Piemonte. “Siamo sconvolti. L’uomo era benvoluto da tutti, molto disponibile ed era sempre a disposizione degli altri. Per questo risulta ancora più incomprensibile il suo terribile gesto.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, non entra nel merito delle cause che hanno portato l’uomo a togliersi la vita, ma sottolinea come, “pur essendo importante evitare strumentalizzazioni, è fondamentale e necessario comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l’attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo posto in essere dal poliziotto. Non può essere sottaciuto ma deve anzi seriamente riflettere la constatazione che dal 1997 ad oggi sono stati complessivamente più di 145 i poliziotti penitenziari che si sono tolti la vita, l’ultimo domenica a Sanremo. Non sappiamo se era percepibile o meno un eventuale disagio che viveva il collega. Quel che è certo è che sui temi del benessere lavorativo dei poliziotti penitenziari l’Amministrazione Penitenziaria e il Ministero della Giustizia sono in colpevole ritardo, senza alcuna iniziativa concreta, Al ministro Bonafade ed ai Sottosegretari di Stato Morrone e Ferraresi chiedo un incontro urgente per attivare serie iniziative di contrasto al disagio dei poliziotti penitenziari”. Capece sottolinea che il suicidio del poliziotto di Cuneo segue di pochissimi giorni un analogo episodio, avvenuto a Sanremo, ed evidenzia: “E’ luogo comune pensare che lo stress lavorativo sia appannaggio solamente delle persone fragili e indifese: il fenomeno colpisce inevitabilmente anche quelle categorie di lavoratori che almeno nell’immaginario collettivo ne sarebbero esenti, ci riferiamo in modo particolare alle cosiddette “professioni di aiuto”, dove gli operatori sono costantemente esposti a situazioni stressogene alle quali ognuno di loro reagisce in base al ruolo ricoperto e alle specificità del gruppo di appartenenza, spesso come in Piemonte in condizioni di lavoro difficili aggravate dall’endemica carenza di Agenti”, aggiunge Capece. “Il riferimento è, ad esempio, a tutti coloro che nell’ambito dell’Amministrazione di appartenenza spesso si ritrovano soli con i loro vissuti, demotivati e sottoposti ad innumerevoli rischi e ad occuparsi di vari stati di disagio familiare, di problemi sociali di infanzia maltrattata ovvero tutto quel mondo della marginalità che ha bisogno, soprattutto, di un aiuto immediato sulla strada per sopravvivere”.
“Il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria non può continuare a tergiversare su questa drammatica realtà”, 
conclude Capece. “Servono soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del Personale di Polizia Penitenziaria. Come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, è necessario strutturare un’apposita direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria. Non si perde altro prezioso tempo nel non mettere in atto immediate strategie di contrasto del disagio che vivono gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria è irresponsabile. Vorrei fare un appello al Ministro Bonafede: se ci sei, batti un colpo!”.

Fonte:ufficiostampasappe

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7 commenti

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    Grasso Eduardo on

    Sono un assistente capo coordinatore in servizio presso la cc.messina gazzi e posso dire con assoluta certezza che la mancanza di personale la fa da padrone il carico di lavoro è insostenibile a volte capita di dover fare fino a 4 posti di servizio e quando va bene sono due prima di tutto ci vuole il personale e poi un po di coerenza il nostro ambiente lavorativo non è certo la scuola o il comune intanto lo stato ci obbliga a lavorare per 35 anni mentre già arrivati a trenta siamo tutti gli appartenenti dei relitti umani corregetemi se sbaglio cordiali saluti

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    VERGOGNATEVI….paese di MERDA , popolo di MERDA , la colpa e di voi tutti POLITICI e SINDACALISTI compresi , assenti e corrotti. Ci preoccupiamo del benessere dei DELINGUENTI e non di UOMINI e DONNE che si sacrificano quotidianamente per tutti compresi Voi e hanno giurato per la legalità e per la Patria….

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    Il malessere profondo dei servitori dello Stato che non si riconoscono in questo Stato indegno dei suoi servitori. Le carceri sono il luogo garante della delinquenza ove, in nome di una ipotetica riabilitazione, di fatto si alimenta la capacità delinquenziale e si usano gli uomini e donne dello Stato, figli d’Italia, a essere carne al macello senza che l’Autorità giudiziaria e la politica se ne preoccupi più di tanto. Vergogna !

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    VORREI DIRE DUE PAROLE A CAPECE E A DEBLASIS VI SIETE MAI INTERESSATI A FARE VISITE IN ISTITUTI PENITENZIARI DOVE VOI STESSI ACCETTATE IL COMPORTAMENTO DEI DIRETTORI DELLE CARCERI CHE MANDANO AL OSPEDALE MILITARE AGENTI SANI CON LA TESTA A VISITA PSICHIATRICA ,SENZA AVER NESSUNA PATOLOGIA PSICHIATRICA SOLO PER RIPICCHE DEI DIRETTORI PER FARLI RIFORMARE DAL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA? E MANDARLI VIA E VOI COSA FATE ? STATE LI A GUARDARE ECCO COSA ACCADE MA ANCHE L’ISTITUZIONE DI DIVERSIFICAZIONE DI SERVIZI ALTERNATIVI DEI COMPITI DI POLIZIA GIUDIZIARIA, MA VOI CHE STATE IN POLTRONA, CREDETE CHE STARE 8 16 ORE CHIUSI IN UNA SEZIONE DETENTIVA FA STRESSARE QUALSIASI TESTA BASTA FINIAMOLA DI FARE TESSERE A GO GO E POI IL PERSONALE DI POLIZIA PEN SI SUICIDA E L’AMBIENTE DEL CARCERE DEVE FERMARE LA STRAFOTTENZA DEI DIRETTORI CHE SE NE FOTTONO DEL PERSONALE DI POLIZIA PEN E POI DOVE SONO I MEDICI INCARICATI? CHE DEVONO CONTROLLARE LO STATUS PSICOLOGICO DEL PERSONALE DI POLIZIA PEN BASTA PRIMA DI MANDARLI AL OSPEDALE MILITARE QUI CI SONO AGENTI CHE DA MESI SONO SOTTO OSPEDALE MILITARE SENZA UNA PATOLOGIA LO SA DOTT CAPECE PER SFIZIO DEL DIRETTORE E DEL COMANDANTE DEL CARCERE CONTROLLATE DOTT. CAPECE CI SONO VOSTRI SINDACALISTI CHE APPOGGIANO I DIRETTORI CONTROLLATE CHE QUESTE SEGNALAZIONI POSSONO EVITARE MORTI IN SUICIDIO CONTROLLATE E ASSURDO CHE PERSONALE VA A VISITA PSICHIATRICA E PER RELAZIONI STUPIDE NON TI FANNO IDONEO

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    INTERVENITE SUI DIRETTORI DELLE CARCERI E SUI COMANDANTI ,CHE TI FANNO RELAZIONI DISCIPLINARI POI RISULTATE SENZA SENSO E ARCHIVIATE, CONTROLLATE CONTROLLATE CONTROLLATE E IMPORTANTE DOTT CAPECE A NOME DI TUTTO IL PERSONALE DI POLIZIA PENITENZIARIA CONTROLLATE QUANTI AGENTI A GRATIS SONO SOTTO OSPEDALE MILITARE DA MESI AL RISCHIO DI ESSERE RIFORMATI CON UNA PATOLOGIA CHE NON ESISTE E SE CE STUPIDA CONTROLLATA DA PROFESSIONISTI PSICHIATRICI CHE SI METTONO A RIDERE PERCHE NON SONO PATOLOGIE DA TENERE IL PERSONALE A CASA PER MESI MA LO STESSO CARCERE CHE FA RELAZIONI NEGATIVE IMPRESSIONANDO GLI OPERATORI DEL OSPEDALE MILITARE E MANDARE UNA FAMIGLIA CHE FINISCE IN MEZZO AD UNA STRADA PER UNO STIPENDIO RIBASSATO , PER RANCORI DEL DIRETTORE E DEL COMANDANTE , DA MESI STIAMO ASPETTANDO VOSTRI INTERVENTI SAPPE MA COSA STATE FACENDO CAPITE CHE BISOGNA ANDARE CARCERE PER CARCERE PER INDAGARE SU QUESTO

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      Perche’ tutti voi del sindacato non proponete la rotazione dei direttori e dei comandanti con cadenza triennale.Sarebbe piu’ equo anche per evitare alcune situazioni di mobbing cammuffato nei confronti dei sottoposti e altresi’ mettere dei figli e figliocci raccomandati nei posti di loro piacimento.Basta !!! QUESTE SITUAZIONI VOI DEL SINDACATO LE SAPETE.E NON FATE NULLA PER IL BENESSERE DEL PERSONALE.

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    ATTENZIONE NEL LAZIO DOTT CAPECE QUESTE SITUAZIONI SIAMO PIENI DI DIRETTORI CHE FANNO ABUSI MANDARE GLI AGENTI DI POLIZIA PEN AL OSPEDALE MILITARE SENZA ESSERE STATI VISITATI PRIMA DAL MEDICO INCARICATO POI CON PATOLOGIE CHE NON HANNO MAI SOFFERTO PER ANNI SI RITROVANO A VISITE PSICHIATRICHE E NORMALE CHE QUALCHE COSA ESCE DI COSE CHE TUTTI NOI NE POTREMMO SOFFRIRE MA NON POSSONO LEDERE L’INCOLUMITA ALTRUI INTERVENITE PERFAVORE DOVETE CONTROLLARE ECCO I SUICIDI UNA FAMIGLIA DISTRUTTA , UNA CONSEGUENZIALE SEPARAZIONE CON LA MOGLIE PER MANCANZA DI SOLDI A FINE MESE UN OSPEDALE MILITARE CHE NON SA COSA FARE CON LA PRESSIONE DEI DIRETTORI SIAMO ARRIVATI NEL ASSURDO! CONTROLLATE CONTROLLATE E NON FIDATEVI DEI DIRETTORI CONTROLLATE LE PERSONE CHE SONO SOTTO OSPEDALE MILITARE SENZA UNA MOTIVAZIONE MANDATI DALL DIREZIONE DEL CARCERE CHE NON SONO MEDICI SENZA PRIMA AVER ESAMINATO LA VALUTAZIONE DI UN MEDICO INCARICATO

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