Dai canili al lavoro con la Polizia penitenziaria. Ad Asti la scuola nazionale per cani poliziotto

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Un progetto ambizioso dal 2013, cerca nei canili i cani più adatti a “scovare” droga e offre loro una nuova vita. Angelo De Feo vero scopritore di talenti

A volte la cronaca assume risvolti positivi e lo fa attraverso eccellenze nazionali che partono dal nostro territorio e ci rendono davvero orgogliosi soprattutto se riguardano i nostri amici animali.
Nello scorso weekend i Carabinieri della Compagnia di Saluzzo, hanno controllato locali notturni di intrattenimento giovanile per la prevenzione e repressione delle condotte di spaccio e uso di stupefacenti e della guida in stato di alterazione psico-fisica. Sono stati controllati 9 noti locali pubblici di Saluzzo, dove, nel fine settimana, si registra la maggiore presenza di giovani. Vari i rinvenimenti di droga, segnalati tre diciottenni come assuntori di sostanze stupefacenti alla Prefettura locale.
Ma la vera notizia è che per raggiungere questi risultati affatto scontati, sono state impiegate anche quattro unità cinofile antidroga della Polizia penitenziaria di Asti, in grado di eseguire ricerche di stupefacenti in ogni tipo di ambiente e sulla persona.
Ed è proprio su questa splendida realtà italiana, ma soprattutto astigiana che vogliamo concentrarci.
Nel carcere di Quarto d’Asti ha infatti sede il Centro Addestramento Cinofili Antidroga (Scuola Nazionale) che istruisce e “fornisce” cani antidroga sul territorio nazionale. Certo non una “galera” per cani che dispongono di ampi recinti e verde per correre in libertà, mentre vengono addestrati per essere al servizio dello Stato, ma salvaguardare anche chi si trova ristretto in carcere. A volte infatti chi va in visita ad un detenuto potrebbe portare dello stupefacente prontamente “sentito” dagli animali durante il controllo.
LA STORIA
Il primo corso di Cinofilia nacque nel 2000 e furono formati i primi tre Istruttori Cinofili  del Corpo di Polizia Penitenziaria che, con i loro cani, hanno dato vita al primo distaccamento Cinofili del Corpo di Polizia Penitenziaria presso il carcere di Asti, per poi realizzare il Corso di formazione dei primi 16 conduttori di cani antidroga che hanno dato origine alla nascita dei distaccamenti di Roma, Milano e Benevento.
Numeri sempre in crescita con il coninvolgimento di altre forze di polizia con la creazione di altri distaccamenti: Palermo, Verona, Tolmezzo e Siracusa. Nel 2004 è stato Istituito il Centro Addestramento Cinofili della Polizia Penitenziaria presso la Casa Reclusione di Asti, sede in cui, nello stesso anno e negli anni a seguire, si sono svolti corsi di aggiornamento per le unità Cinofile. Dal 2008 è nato il primo corso di conduttore di cane antidroga con la formazione di 16 conduttori con i relativi cani.
2012 il Centro Addestramento Cinofili di Asti ha formato 8 cani per i conduttori che ne erano sprovvisti in seguito a riforma deliberata dalla prevista commissione di riforma dei quadrupedi non più idonei al servizio operativo. Nello stesso anno è stata assicurata la formazione di ulteriori 22 conduttori di cani antidroga inviati presso i distaccamenti esistenti, in sostituzione del personale che a vario titolo è stato avvicendato dal servizio cinofili.
PROGETTO CON I CANILI
2013
L’Istruttore Cinofilo Assistente Capo Coordinatore Angelo De Feo responsabile del Centro Addestramento di Asti, in seguito alla crisi economica, per evitare tagli drastici a quella che era una risorsa importantissima, propone di rivolgersi ai canili per trovare cani adeguati con minori costi (fino a quel momento i cani erano stati acquistati).
Ho pensato di intraprendere questa avventura, in accordo con la mia Amministrazione, che ha dimostrato una grande lungimiranza. L’interesse era alto, purtroppo i soldi scarseggiavano, cure, vaccini, cibo, prevenzione. Ci siamo guardati intorno e abbiamo iniziato con 6 cani, 4 presi in un canile e due da famiglie che non potevano più tenerli. Venne anche Striscia la Notizia. Quei cani sono ancora operativi, con i soldi che risparmiamo, riusciamo a formare elementi di ottimo livello e allo stesso tempo garantire una esistenza dignitosa a cani che magari hanno vissuto momenti duri e difficili. Sono cani anche molto motivati”.
Nei canili – continua Angelo – ho notato che l’80% dei cani sono di razza. Le persone magari adottano un cucciolo di razza perché è bello ma poi, quando crescono un po’ non riescono a tenerli e li abbandonano, facendo finta di averli trovati”. Nel 2015 i cani sono raddoppiati.
I PROTAGONISTI
Hexen
(pastore olandese), Ciuccio (Pitbull), Billy (Bulldog americano) e Vandal (pastore belga malinois) sono i “fantastici quattro” cani astigiani, i loro “colleghi” sono presso altri reparti e chi va in pensione spesso viene adottato dal proprio conduttore. Un rapporto di fiducia quindi, ma anche di amore
Il lavoro di addestramento è gratificante ma decisamente lungo – spiega Angelo – un primo periodo, che varia da 15 giorni a un mese e mezzo, è riservato a farli abituare a convivere con noi e al nuovo ambiente in cui si vengono a trovare. In seguito, ognuno di essi è abbinato a un conduttore, la persona cioé che li addestrerà. Perché diventino cani poliziotto occorrono dai quattro ai sette mesi di lezioni. I cani vengono addestrati esclusivamente con il gioco e sulla motivazione, un po’ come si fa per i bambini, si chiamano rinforzi positivi: spiegazione, comprensione, richiesta. Se il cane non obbedisce, non viene punito, ma non riceve il premio e viceversa. Solo con questo sistema si giunge ai risultati. Il resto, che a volte si sente, è solo una leggenda metropolitana”.
LA SCELTA DEL CANE
Il cane da destinare all’antidroga ha tra i 10 e i 24 mesi e non ha importanza il sesso. Il maschio dal punto di vista psicologico, dimostra più resistenza agli stress, o alle sollecitazioni sgradevoli, la femmina invece dimostra una maggiore sensibilità e una disposizione d’animo più aperta.
Di solito le forze di Polizia, tendono ad introdurre nel contesto operativo cani di razza, esempio il Pastore Tedesco che oltre ad un buon aspetto estetico sicuramente dimostra essere il più duttile ad ogni tipo di addestramento. Ultimamente in Italia, alcuni corpi di Polizia per il contrasto delle sostanze stupefacenti,utilizzano il pastore belga Malinois, ma non sono da sottovalutare i cani meticci, che, in parecchi corsi si sono dimostrati i migliori in assoluto e i più motivati.
Si comprende che, oltre un lavoro preziosissimo, questi animali hanno trovato affetto, calore, cure, cibo e spazio vitale. Ciuccio, il pitbull (affettuosissimo) recuperato in un canile di Roma, appena ha conosciuto Angelo gli ha teso la zampa. Un gesto che ha segnato il suo futuro.
Oltre ad Angelo ad Asti ci sono altri sette addestratori e ora anche la polizia municipale ha chiesto di formare alcune unità. Al momento ci sono collaborazioni con Torino, Trecate e Alessandria.In tutta Italia i cani adottati e diventati a tutti gli effetti cani poliziotto sono una cinquantina.

Fonte: lavocediasti.it

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