E alla fine, le video conferenze hanno portato nuovi carichi di lavoro

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Le video conferenze sono nate, soprattutto, per l’esigenza di evitare il turismo giudiziario specie per i detenuti Alta Sicurezza, e quindi di risparmiare denaro sfruttando la tecnologia; allo stesso tempo si volevano evitare numerosissime traduzioni risparmiando notevolmente sui costi di gestione e sul personale dei Nuclei Traduzione e aumentando quindi (in teoria), gli standards di sicurezza.
Tutto bello e condivisibile, ma nei fatti come funziona in carcere?

Intanto per ogni detenuto impegnato in video conferenza, ovvero per ogni saletta video, necessita la presenza continua di un Sovrintendente o un Ispettore.

In alcuni carceri, e in certi giorni, possono essere impegnati contemporaneamente anche 5/6 ispettori, mattina e pomeriggio, e ciò con grandi difficoltà da parte di chi deve programmare i servizi in quanto molte udienze in video conferenza non sono programmabili se non con un breve anticipo.

Questo comporta gravi scompensi nella redazione dei servizi, specie in quegli Istituti dove il numero degli Ispettori è carente, e pesanti lamentele da parte degli assistenti capo che si trovano, di fatto, vista l’assenza degli ispettori impegnati nella salette video, a coordinare reparti detentivi con 200/250 detenuti.

Con tutto il rispetto possibile per i nostri assistenti capo, che sono persone di valore, non si può sottacere il fatto che viene sacrificata la sicurezza delle sezioni detentive e dei colleghi sull’altare delle video conferenze (ma il nostro Capo Basentini le sa queste cose?) e quindi un servizio nato per sgravare gli NTP del carico di lavoro delle traduzioni e che di fatto (ad esempio in Sicilia) non vede partecipi gli ispettori in servizio al NTP in quanto non si capisce perché non possano essere impiegati, gravando tutto sugli ispettori del SAT e degli Uffici, comporta un conseguente aggravio di lavoro sugli assistenti capo e disfunzioni nei reparti e  negli uffici.

In questo grave momento per la Polizia Penitenziaria, con la carenza di personale, con il piano ferie in atto e con la necessità che gli ispettori vengano impiegati a coordinare i reparti detentivi, con i tribunali che non sempre inviano cancellieri per supportare le udienze, non si vedono soluzioni al problema per restituire serenità al personale che, a causa di tale nuovo servizio, viene lasciato da solo in sezione senza l’autorevole presenza degli ispettori.

Prima di parlare di costruire nuove carceri forse sarebbe il caso di conoscere i veri problemi che ogni giorno mettono a dura prova l’organizzazione del lavoro nelle carceri.

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