Polizia Penitenziaria: è ora che anche i vertici dell’Amministrazione provengano dal Corpo

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Lo scorso mese di novembre si sono tenuti una serie di incontri istituzionali, aventi oggetto la Polizia Penitenziaria, che hanno visto interagire il SAPPE con le più Alte cariche istituzionali dello Stato. Martedì 12 novembre scorso, a Palazzo Chigi, abbiamo incontrato il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Nel mio intervento, ho chiesto al Presidente Conte tre interventi prioritari su tutti: Assunzione al più presto di nuovo personale attraverso lo scorrimento delle graduatorie, Provvedimenti urgenti per arginare le aggressioni al personale e Accoglimento delle proposte di miglioramento dei correttivi al riordino delle carriere.

All’incontro erano presenti anche Fulvio Baldi, Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Francesco Basentini, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Gemma Tuccillo, Capo del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità. Durante il confronto, che si è svolto in un clima di cordialità e con spirito estremamente costruttivo, tutte le sigle sindacali hanno rappresentato al Premier e al Guardasigilli le criticità del settore. Il Ministro della Giustizia e i suoi collaboratori hanno registrato le segnalazioni dei rappresentanti sindacali. Bonafede ha poi voluto ribadire l’attenzione particolare con cui segue le attività della Polizia Penitenziaria che svolge un “ruolo delicatissimo non solo all’interno degli istituti ma anche fuori dalle carceri”. Considerato il troppo breve tempo a disposizione dei sindacati per rappresentare tutte le problematiche del Corpo, il Presidente Conte ha preannunciato una nuova convocazione, onde permettere di riprendere il confronto.

Mercoledì 13 novembre, invece, il SAPPE è stato convocato al Senato della Repubblica. In mattinata, siamo stati ascoltati dalle Commissioni riunite I e IV (Affari costituzionali e Difesa) sul tema del ‘nuovo’ riordino delle carriere. Successivamente, nel pomeriggio, siamo stati ascoltati dai componenti la 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica in merito ai disegni di Legge nn.876 e connessi (Vittime del Dovere).

Nel merito di quest’ultimo provvedimento abbiamo espresso la nostra ampia condivisione, considerato che meritoriamente vuole sanare una discrasia esistente tra le vittime che hanno pagato un tributo pesantissimo per la difesa dello Stato e di tutti i cittadini. Argomento purtroppo molto sentito dai poliziotti penitenziari, che hanno pagato e pagano un alto tributo in termini di aggressioni, contusioni, ferimenti.

Martedì 19 novembre, il SAPPE è stato convocato alla Camera dei Deputati. Come già avvenuto al Senato della Repubblica, siamo stati ascoltati dalle Commissioni riunite I e IV (Affari costituzionali e Difesa) sul tema del ‘nuovo’ riordino delle carriere ed abbiamo ribadito con chiarezza e fermezza la posizione del SAPPE.

Anche qui abbiamo manifestato la nostra insoddisfazione per il riordino delle carriere approvato nel 2017 e, purtroppo, anche questi correttivi non ci sembra vadano nella direzione del miglioramento.

Con altrettanta fermezza, abbiamo stigmatizzato una lettera aperta firmata da decine e decine di dirigenti – molti dei quali diventati ciò con la legge Meduri che, è bene ricordarlo, nulla previde per il personale del Corpo di polizia penitenziaria – con la quale rivendicano il diritto (sic!) a poter beneficiare del “riordino delle carriere” delle Forze di Polizia.

Molti dei firmatari della missiva sono ex collaboratori dei direttori di istituto, spesso impiegati in mansioni di segreteria (perché era quello il compito previsto per i Cip, collaboratori di istituto penitenziario), i quali, grazie alla legge Meduri, sono diventati dirigenti e oggi godono dei benefici delle Forze di Polizia, senza essere poliziotti. Eppure, vogliono continuare ad edificare le loro carriere sulle spalle della Polizia Penitenziaria, agganciandosi però agli istituti normativi della Polizia di Stato nelle more della firma del loro primo contratto.

Esaltano la terzietà, l’equilibrio e l’imparzialità dei vertici degli istituti penitenziari a vantaggio di una “conduzione rispondente a princìpi di equità ed umanità”, però al contempo ed incoerentemente i dirigenti penitenziari vogliono continuare a stare a capo di un Corpo di polizia a cui non appartengono e che hanno condotto allo sbando, spesso anche a causa di una fuorviante deriva ideologica.

Più che essere noi “parte di una deriva securitaria” sono loro parte di una deriva ideologica che vorrebbe eliminare le carceri e la polizia, lasciando i delinquenti in giro per le strade. Ad ogni buon fine, abbiamo lasciato alle Commissioni un documento che esprime nel dettaglio le osservazioni del SAPPE al testo in esame (lettera che riportiamo di seguito). Di tutti e tre gli importanti appuntamenti istituzionali sono disponibili i video sul nostro blog  www.poliziapenitenziaria.it.

Noi auspichiamo che il Ministro della Giustizia Bonafede continui a porre attenzione alla crescita del Corpo di Polizia Penitenziaria e condivida con noi l’esigenza, ormai avvertita da tutti, di addivenire al più presto all’unificazione della dirigenza, con possibilità di transito dei dirigenti penitenziari in altre amministrazioni, qualora non volessero entrare a far parte del Corpo; tale modifica ordinamentale dovrebbe prevedere anche l’istituzione dei ruoli tecnici dei medici, degli psicologi, dell’area socio pedagogica e amministrativo contabile.

È giunto il momento che i Vertici dell’Amministrazione provengano dal Corpo di Polizia Penitenziaria!

 

 

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About Author

Donato Capece

Nato ad Albano di Lucania il 23 marzo 1947 già Commissario Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria. Laureato in lettere e in giurisprudenza, un master in scienze criminologiche, uno in studi penitenziari ed uno in metodologia e tecniche della creatività. Giornalista pubblicista. Autore di pubblicazioni tecnico-giuridiche e professionali. Avvocato praticante. Manager per i servizi di mediazione. Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Presidente dell’Accademia Europea Studi Penitenziari. Segretario Generale del Sappe e Presidente dell’Anppe.

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    Dopo aver ascoltato le audizioni, mi sembra chiaro un atteggiamento di totale chiusura verso una eventuale crescita del Corpo, visto pure con sospetto e pregiudizio. Anche dall’audizione del MInistro mi sembra altrettanto chiara una retromarcia che è peggio del ritorno al passato. Dopo tanti anni si è stati messi nella condizione di fare delle scelte e oggi si va verso una scelta uguale a quella di tanti anni fa. Un medioevo eterno.

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