Ferragosto in carcere per i poliziotti penitenziari che aspettano i soldi dello stipendio accessorio da più di un anno e mezzo

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FERRAGOSTO IN CARCERE, SAPPE: “NON SIA INIZIATIVA ESTEMPORANEA: NON SI VIVE DI SOLE PROMESSE”.
DENUNCIA A BONAFEDE E SALVINI: “i poliziotti penitenziari aspettano i soldi dello stipendio accessorio da più di un anno e mezzo”

 

“L’iniziativa del Ferragosto in carcere ha un senso se ci si occupa anche delle criticità operative delle donne e degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Per questo mi auguro che le varie delegazioni che stanno girando nelle carceri del Paese vadano a vedere come e dove lavorano i nostri poliziotti, lo stato delle Caserme, la qualità del vitto nelle mense di servizio e del vestiario in uso…”. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “La situazione nelle carceri si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi. I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Le evasioni sono state 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semilibertà, 18 da licenze concesse a internati. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.

Ma il SAPPE denuncia che da più di un anno al personale di Polizia Penitenziaria non è retribuito il fondo incentivante, che per le forze dell’ordine si chiama FESI, fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali.

“I poliziotti penitenziari non percepiscono questa parte accessoria dello stipendio da gennaio del 2018! … a breve saranno due anni!”, denuncia Capece. “Parliamo di centinaia, se non migliaia, di euro guadagnati e mai retribuiti. Soldi che mancano alle famiglie! Il Sappe, dopo aver scritto più volte alle amministrazioni competenti per sollecitare il pagamento delle spettanze, ha inviato una nuova nota di sollecito al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Ministro della Giustizia e al Ministero dell’Economia e delle Finanze affinché vengano accreditati al più presto i soldi necessari al pagamento degli stipendi accessori del personale”.

“Ed il grave è”, conclude Capece, che si appella al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ed a quello dell’Interno Matteo Salvini, “che, qualora non si provveda ad accreditare i fondi entro il mese di settembre, c’è il rischio concreto che il personale non potrà percepire le spettanze prima di febbraio/marzo del 2020. E questo sarebbe inaccettabile!”

Roma, 15 agosto 2019

fonte: comunicato stampa Sappe

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