Genova, detenuto evade durante permesso premio

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Nel carcere di Marassi un detenuto non è rientrato al termine di un permesso premio. Si tratta del secondo caso nel giro di pochi giorni.

Sarebbe dovuto rientrare nel carcere di Marassi a Genova, al termine di un permesso premio concessogli dal magistrato di Sorveglianza.
Tuttavia, allo scadere del beneficio, il detenuto ha fatto perdere le sue tracce sparendo nel nulla.
Il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece, ha spiegato così quanto accaduto: “Tecnicamente si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto. L’uomo è un detenuto italiano, ristretto nel carcere di Marassi nella V^ Sezione attenuata. Ed è il secondo detenuto che, in permesso, in pochi giorni evade”.
Lo stesso Capece ha richiamato l’attenzione delle autorità aggiungendo che sarebbe opportuno predisporre al ministero della Giustizia “un urgente tavolo tecnico di tutti gli attori in causa” – dalla magistratura all’autorità penitenziarie fino alla polizia penitenziaria – per mettere in campo “una strategia comune” che sia in grado di “rispondere in maniera più incisiva alle esigenze di sicurezza delle strutture e anche del territorio”.

Il sindacato Sappe: “Potenziare la Polizia Penitenziaria”

In altre parole, è inaccettabile che detenuti premiati non rientrino in carcere ma rientrino, invece, “nel loro territorio a delinquere”. Questo, ha concluso Capece, “per una società civile non è ammissibile”. Dello stesso avviso Michele Lorenzo, segretario Sappe della Liguria: “La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli e non può essere messa in condizione di difficoltà se non si assumono gli Agenti di Polizia Penitenziaria”.

Lo stesso Lorenzo ha sottolineato come “il peso specifico della Liguria penitenziaria è notevolmente diminuito, anzi quasi azzerato, da quando è stata accorpata con il Piemonte. Questo vuol dire che le criticità della Liguria non vengono attentamente considerate: sono infatti decine i nostri interventi che non trovano alcun riscontro operativo“.
Il sindacato Sappe prova infine a fare il punto della situazione analizzando la situazione evasioni nel nostro Paese: “Nel primo semestre dell’anno 2019 si sono verificate, nelle carceri italiane, 5 evasioni da istituti penitenziari, 23 evasioni da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semilibertà e 18 mancati rientri di internati. Serve, allora, un potenziamento dell’impiego di personale di Polizia Penitenziaria nell’ambito dell’area penale esterna previa una dotazione organica dei Reparti della Liguria. A nostro avviso è fondamentale potenziare i presidi di polizia sul territorio – anche negli Uffici per l’Esecuzione Penale esterna – potenziamento assolutamente indispensabile per farsi carico dei controlli sull’esecuzione delle misure alternative alla detenzione, delle ammissioni al lavoro all’esterno, degli arresti domiciliari, dei permessi premio, sui trasporti dei detenuti e sul loro piantonamento in ospedale. E per farlo, servono nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria“.

Fonte [ilgiornale.it]

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