Il Dap prossimo venturo. Basentini/dirigenza penitenziaria … c’eravamo tanto amati

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Nel bellissimo film di Ettore Scola C’eravamo tanto amati i tre protagonisti Gianni, Nicola e Antonio, dopo essere stati legati da una grande amicizia nelle fila partigiane, nel dopoguerra si perdono di vista.
Come i tre amici del film di Scola, Basentini, appena arrivato, sembra essersi legato a Buffa e Turrini, per “combattere” l’establishment del Dap.
E, sempre come i tre amici che si erano tanto amati, Basentini ha, successivamente, perso di vista i due dirigenti generali.
Ma andiamo con ordine.
Francesco Basentini arriva al Dap a luglio del 2018.
In quel momento, trova un’amministrazione penitenziaria in mano a due dirigenti generali: Pietro Buffa (direttore generale del personale) e Riccardo Turrini Vita (direttore generale della formazione).
Inevitabilmente, prende cognizione di un Dap così come gli viene raccontato dai due.
Altrettanto inevitabilmente, lascia carta bianca a Buffa sul personale e conferisce, addirittura, l’incarico di Vice Capo Dap pro tempore a Turrini Vita.
Nei mesi successivi, Basentini gira in lungo ed in largo il Dap (palazzo) e tutti gli istituti, uffici e servizi dell’amministrazione penitenziaria.
E si accorge che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria non è affatto quello che gli hanno raccontato Buffa e Turrini.
Così commissaria il Dap.
Si circonda di uno staff composto solo da personale dei ruoli esecutivi (in stragrande maggioranza del Corpo) ed inizia a mettersi in contrapposizione con la dirigenza penitenziaria.
A dicembre arriva Ida Di Domenico ad assumere l’incarico e le funzioni di Vice Capo Dap. Ma anche con Lei non sembra “scattare” il feeling indispensabile tra un capo e il suo vice.
Insomma, Francesco Basentini è sempre più “un uomo solo al comando” …
Per tornare alla metafora cinematografica, non vorremmo dover parafrasare la famosa battuta di Stefano Satta Flores, pronunciata nell’epilogo del film di Scola, per attribuirla a Basentini: “Credevo di cambiare il Dap e invece il Dap ha cambiato me …”
Ad ogni modo, tutto considerato, sembra inevitabile l’avvicendamento di Buffa e Turrini, tenuto conto che i loro due posti dirigenziali sono stati messi ufficialmente a concorso, con domande da presentare entro e non oltre il 3 gennaio 2019.
I concorrenti a quei posti sono ormai arcinoti: De Gesu, Sbriglia, Cantone, Calandrino e gli stessi Buffa e Turrini.
Il modus operandi del nuovo capo Dap, però, lascia presagire una strategia diversa dal solito.
Basentini, infatti, coerentemente con la propria tattica potrebbe optare per dirigenti generali giovani e, soprattutto, senza alcuna esperienza “di palazzo” in modo da non rischiare di essere manipolato da chi è più esperto di lui (… un po’ come avrebbero fatto, appunto, Buffa e Turrini).
Se ciò rispondesse al vero, i candidati più probabili finirebbero per essere Parisi e Fullone.
Con un leggero vantaggio per il primo, considerata una presunta antipatia di Basentini per Fullone reo, sembrerebbe, di aver fatto affermazioni poco convenienti.
Il 3 gennaio sta arrivando e presto assisteremo all’epilogo della telenovela Basentini vs tutti.
“Assisteremo” … perché da quando è arrivato Basentini al Dap anche i sindacati sono stati fatti accomodare nel loggione.
L’unica consolazione è che da lassù, alla fine, si manifesterà il gradimento o meno all’interpretazione degli attori(e) potendo scegliere tra applausi e lancio di uova e pomodori …
E in quel momento, forse, sarà meglio stare in piccionaia che sul palcoscenico!

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2 commenti

  1. Avatar

    Alla fine che ne paga le conseguenze e la Polizia Penitenziaria … dalle aggressioni alle rivolte ecc.. poi non parliamo di vestiario che si va con le pezze al culo

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