Il fantacalcio del Dap

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Il mese di giugno rappresenta per gli amanti del calcio quello in cui si programma la nuova stagione calcistica e per gli appassionati del fantacalcio il travestirsi da direttori sportivi per accaparrarsi i giocatori dal mercato e per poi partecipare con la propria rosa al nuovo campionato.
Quest’anno, tra l’altro, il tutto coincide anche con l’affascinante campionato del mondo ed è per questo che, nello spazio mensile riservatomi dalla rivista, come avvenuto per altre circostanze, mi dedico a immaginare un ipotetico fantacalcio riservato alla nostra Amministrazione Penitenziaria in generale.
Gli esperti del settore consigliano di stabilire prioritariamente il modulo da seguire: quindi tocca capire se la rosa che andremo ad impostare sarà articolata (ad esempio) con il 3-4-3 che consente di avere più giocatori offensivi possibili, oppure il 4-3-3 (ma solo se si decide ci sia il cd. modificatore difesa) o se riteniamo di avere in squadra giocatori che non ci trasmettono massima fiducia nel risultato da conseguire, allora meglio optare per un 4-4-2 o un più risicato 5-3-1-1. Ed è chiaro che in base al modulo prescelto e con cui si vuole schierare la propria squadra, si scatenerà l’asta (solitamente interessa la mobilità di dirigenti, funzionari e organici di poliziotti).
Come costruire una squadra vincente?
Si parte dai ruoli e quindi dal portiere.
Quale l’identikit del nostro ipotetico pipelet?
Nel gergo fantacalcistico quella del portiere è una scelta fondamentale per non rendere inutili i bonus guadagnati dai giocatori di movimento.
Nel fantadappismo il nostro portiere, infatti, vivrà più sui minus che riesce a evitare che non sui più rari bonus (nel vero pallone si tratta di un rigore parato, la porta inviolata ecc, nel nostro campo riuscire a districarsi in maniera lodevole da attacchi, proteste e segnalazioni di vario genere dalle organizzazioni sindacali a tutela degli interessi dei colleghi), ragion per cui, con i risultati dell’ultimo torneo, il nostro numero uno non può che viaggiare ad una media insufficiente considerato che è quasi un miracolo trovare un estremo difensore che strappi una media fantacalcistica del 6 e che i numerosi gol subiti dal nostro baluardo (non si provi a sostenere il contrario)  lo hanno ancorato tra il 4 e il 5. Nel nostro caso, gran parte delle fortune del nostro portiere dipendono dalla difesa che si trova davanti e, considerata la scarsa attitudine difensiva dimostrata dalla squadra, prima di prendere una decisione sul nuovo numero uno, le opzioni da percorrere sono sostanzialmente due: o prendere il “grande nome”, ma poi sarebbe da chiedersi chi potrebbe essere questo grande nome e se il nostro Dap riesce a trasmettere il fascino e le emozioni giuste al nuovo portiere per far difendere la propria porta o, infine, prendere due promettenti e giovani pipelet che non temano il confronto con un sistema particolare quale quello della nostra Amministrazione Penitenziaria.
Quindi o puntare su un Donnarumma o un Handanovic oppure prendere un Meret ed un Cragno che sembrano due pedine in pronta rampa di lancio in linea con le attese di rinascita dello stesso Dap.

Ruolo Difensori

Creare una buona rosa difensiva (indipendentemente da come la si intende schierare) necessita di interventi di mercato che comportano una spesa di un certo tipo.
Prendere un giocatore (nel nostro caso, un dirigente amministrativo che sia in grado di garantire risposte e programmazione utili al sistema, assist e gestione affidabili) come – ad esempio – lo juventino Alex Sandro che resta in assoluto il pezzo pregiato di ipotetiche difese impermeatizzate, tenendo comunque conto degli intoppi che di sovente si registrano all’interno del nostro mondo ed in linea con quanto avviene con quello che è paragonabile al vero turn over calcistico.
Qui occorrerebbero due nuovi terzini aggressivi, che potremmo metaforicamente inquadrare come i milanisti Conti e Rodriguez o come Dalbert dell’Inter. Quindi gente che abbia voglia di garantire grinta e qualità al reparto, dando modo di dare solide basi nel pacchetto arretrato alla nostra futura squadra dipartimentale.
Ed il regista difensivo? Qui occorre individuare un centrale solido, dalla media voto costante, meglio se pericoloso sulle palle ferme (e quindi sulle tante pratiche irrisolte e che lo stesso Dap mal si governa nel risolverle): per intenderci un De Vrij (neo interista) sarebbe l’ideale, ma anche un più attempato Chiellini o l’ex Sassuolo Acerbi potrebbero far parte della categoria.

Per i Centrocampisti

Qui l’asta comincia a farsi seria, e anche la strategia diventa importante.
Innanzitutto occorre capire se si può optare su un centrocampo intercambiabile oppure affidare le chiavi del reparto a “giocatori” in grado di calarsi nelle vesti di veri e propri leader.
Il primo centrocampista deve essere una sorta di quarto attaccante, l’ala di turno o il trequartista non inserito nella lista tra i giocatori più offensivi (un Perisic o un Bonaventura tra quelli già conosciuti, oppure Douglas Costa e Calhanoglu tra i nuovi arrivi). Ma può essere anche un centrale a cui piace inserirsi e cercare la porta (quindi, il nostro ipotetico dappista dovrebbe tendere ad essere propositivo e non compassato come quelli dell’ultimo decennio), per rendere l’idea un Hamsik o un Nainggolan, da sempre tra i migliori centrocampisti delle ultime stagioni.
Anche il secondo centrocampista deve avere un certo fiuto del gol (per noi intraprendenza, pragmatismo e autorevolezza), può essere uno di quei giocatori che nelle aspettative iniziali parte un filo dietro i top player, ma poi si dimostra essere molto valido. Per intenderci un Kessié, il prossimo Milinkovic-Savic (divenuto un forte top-player), un compassato ma sempre valido Borja Valero, il bianconero Khedira, ecc. Sono questi giocatori (dirigenti dappisti) molto importanti perché solitamente sono chiamati ad avere un rendimento più costante rispetto alle ali (nel nostro team da identificare con chi tratta questioni attinenti alle pratiche dei colleghi, come la mobilità, progressioni di carriera etc.) e che spesso (purtroppo) alternano voti alti a prestazioni sottotono.
Se non si riesce a prendere un top player, meglio puntare su una rosa “lunga” e amalgamata e non su giocatori da tempo in rosa (gente da anni saldamente seduta sugli scranni del dipartimento) e oramai privi delle giuste motivazioni (tante le pratiche irrisolte). Per non parlare della necessità di avere in squadra un “medianaccio” dal gol facile: in breve, coloro che segnano, a volte anche tanto, ma prendono un sacco di rossi e gialli, rischiando di diventare un boomerang (vero, De Rossi?), come nel nostro caso risultano essere quei dirigenti (e direttori d’istituto) in grado solo di creare spaccato tra le risorse umane a disposizione con scelte scellerate ed in barba alle stesse. Utilissimi a completare il reparto sono gli elementi dal 6,5 “facile”, quelli identificabili con la media dei responsabili dell’area sicurezza (Commissari) che fa il paio con le difficoltà del momento nel riconoscere solidità alle proprie idee, corroborate da organici ridotti e da un sistema che difficilmente ne agevolerà l’attività a cui si è destinati. In tal senso, ci si potrebbe accontentare di ragionatori di centrocampo (i Jorginho e i Cristante del caso).

Per finire gli Attaccanti

L’attacco è ovviamente la zona del campo più importante del gioco, quella che che deve garantire a tutte le realtà amministrative più bonus e dove solitamente l’asta impazzisce.
Puntare subito sui top player: è stato dimostrato che il prezzo di un giocatore tende a salire dopo le prime chiamate, per poi scendere sul finale dell’asta.
Negli anni è risultato sempre difficile trovare un bomber in grado di far impazzire di gioia sia i dappisti che quelli delle singole realtà penitenziarie. Dzeko, Belotti, Mertens. Non hanno ancora trovato elementi simili in tema di nostra amministrazione.
Difficile capire su chi puntare di più. Gli Higuain e gli Icardi, sono continui da più anni, noi a stento riusciamo a trovare un’ipotetico attaccante da massimo dieci reti a stagione.
Allora sotto con le scommesse e pronti a ricercare un nuovo Ciro Immobile, gran protagonista del torneo appena andato in conclave.
Strappare un top player è quasi d’obbligo se si vuole avere sogni di gloria, ma serve accompagnarlo ad altre punte di qualità con tanti bonus in tasca. Orbene, come nel fantacalcio, tocca fare bene i conti in tasca e, considerato che di solito gli straordinari non trovano puntualità nei pagamenti, stesso discorso per le missioni, identica soluzione per le strutture e per la penuria del vestiario e degli automezzi, allora non ci resta che dedicarci ad un fantamercato rivolto al risparmio e che darà ad ognuno degli amanti del pallone, la possibilità di orchestrare come meglio crede la propria squadra dappista.
Nella mia, dispiacerà non poter puntare sul compianto Massimiliano Forgione, che sul mercato avrebbe avuto un valore inestimabile, tanto quanto costa un Neymar o un Cristiano Ronaldo.

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