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Il film Sulla mia pelle e le false accuse ai poliziotti penitenziari (parte prima)

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Finalmente ci sono riuscito. Sono riuscito a vedere il film Sulla mia pelle che racconta la triste vicenda di Stefano Cucchi.
Non avrei voluto vederlo per protesta, per tutti i danni arrecati a questo martoriato Corpo, ma alla fine, invitato da un’associazione di giovani, ho deciso di guardarlo.
Devo dire che il film è molto bello ed emozionante, magistralmente recitato da Alessandro Borghi nel ruolo di Stefano Cucchi.
Aspettavo al varco eventuali richiami negativi alla Polizia Penitenziaria ma, alla fine, devo ammettere che ridà un pò di giustizia e di dignità ai poliziotti penitenziari, assolutamente incolpevoli in questa atroce storia.
Certo è poco, dopo anni di accuse lanciate contro le cattivissime “guardie carcerarie” inizialmente per l’opinione pubblica, Ilaria Cucchi in testa, colpevoli di avere massacrato questo giovane.
Mai nessuno si è scusato con il Corpo di Polizia Penitenziaria per averlo messo alla gogna; durante questi anni ci sono state polemiche infinite, querele, accuse … ma a me piacerebbe vedere, alla fine di questo lungo calvario che probabilmente porterà ad una sentenza di condanna contro alcuni appartenenti all’Arma dei Carabinieri, che Ilaria Cucchi andasse a trovare il nostro Capo del Dipartimento scusandosi pubblicamente per avere accusato nel passato (si capisce il dolore e la rabbia infinite per la perdita del fratello in modo così drammatico) il Corpo di Polizia Penitenziaria di questo misfatto.
Ma, anche se i condannati per la morte di Stefano Cucchi non saranno poliziotti penitenziari, resta valido ciò che dichiarò il nostro Capo del Dap, a quel tempo, Franco Ionta nel corso di una audizione in commissione parlamentare antimafia sull’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria che fu data in pasto ai media dopo la morte del giovane geometra romano: “Non so se la Polizia Penitenziaria c’entri, ma nell’immaginario collettivo resta che Stefano Cucchi è morto in carcere e che è stato picchiato fino alla morte dagli agenti penitenziari. E questo è veramente lacerante”.

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