Il Ministro Alfonso Bonafede e la Polizia Penitenziaria: Orgoglio e pregiudizio

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Dopo Pietro Ioia anche il Ministro Bonafede ha indossato la gloriosa divisa della Polizia Penitenziaria. In un crescendo Rossiniano, mentre Salvini si cambiava d’abito con la stessa velocità di un Brachetti nella migliore forma, passando dalla divisa dei VV.FF. a quella della Polizia di Stato, il nostro Ministro, per non sfigurare indossava al volo una giacca a vento della Polizia Penitenziaria, rendendo orgoglioso un intero Corpo fino ad oggi dimenticato, lasciato a se stesso, aggredito e vilipeso, umiliato fino a pochi giorni fa da un ex detenuto novello attore di docufiction.
Certo, un senso di orgoglio si è impadronito della maggior parte degli agenti, gli stessi che fino a ieri criticavano aspramente lo stesso Ministro sorridente che, piccato rispondeva ai sindacati sfilandosi la responsabilità, circa l’aver autorizzato ad indossare la divisa ad un ex detenuto, rispondendo con un comunicato che mica lui si occupa di casting!
Peccato che, nel caso dello spettacolarizzato arresto di Cesare Battisti (che sia ben chiaro rimane un criminale che deve pagare per i suoi crimini) si siano violate una serie di regole che noi abbiamo imparato nel corso di questi anni e che abbiamo insegnato a nostra volta ai nostri allievi ovvero che: “Nelle Traduzioni dei detenuti devono essere adottate le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità, nonché per evitare ad essi inutili disagi”.
Peraltro, è imposta agli operatori del settore una regola di condotta vera e propria, la cui inosservanza è sanzionata disciplinarmente.
Forse il nostro Ministro pensa che la maggior parte di noi lo abbiano perdonato per lo sfregio commesso alla divisa da Pietro Ioia e da chi glielo ha permesso, solo per il fatto che abbia indossato la giacca della Polizia Penitenziaria e rilasciando interviste con parole di circostanza e con proclami di affetto e stima verso i baschi azzurri … dimenticando il pregiudizio espresso nei confronti di chi lo ha criticato, con il quale il suo staff ha risposto.
Non riusciamo davvero a capire come, per non ferire il nostro Ministro o il Brachetti delle divise, si ignorino volutamente delle regole che però restano valide per tutti gli appartenenti al Corpo specie per coloro che operano all’interno dei Nuclei Traduzione.
Non osiamo pensare cosa possa avvenire in caso di arresto del latitante storico Matteo Messina Denaro.

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