Il Sappe esprime solidarietà al Professor Palma

Nei giorni scorsi il SAPPE (in particolare il blog di questa Rivista, disponibile all’indirizzo www.poliziapenitenziaria.it) si è trovato, suo malgrado, al centro di una sgradevole polemica mediatica.
Faccio riferimento alla notizia che il Garante nazionale delle persone private della libertà avrebbe presentato una querela contro ignoti per alcuni commenti apparsi nella pagina Facebook della Rivista “Polizia Penitenziaria – Società, Giustizia & Sicurezza”.
Su quella pagina era stato pubblicato un articolo, ripreso da un quotidiano, che parlava del “Rapporto sul regime detentivo del 41bis” redatto dalla citata Autorità di Garanzia e controllo.
Tantissimi sono stati i commenti critici, tra i quali diversi – inaccettabili! – che indirizzavano al Professor Palma inqualificabili minacce e volgari insulti.
Proprio a seguito delle numerose segnalazioni che ci sono arrivate, la Redazione, verificato il non condivisibile ed inappropriato contenuto, ha deciso di rimuovere il post.
Al riguardo la Rivista “Polizia Penitenziaria – Società, Giustizia & Sicurezza” ha preso pubblicamente le distanze dai contenuti dei commenti al post, evidenziando che gli stessi rispecchiavano esclusivamente l’opinione di coloro che li hanno scritti.
In quel contesto, è stata espressa stima ed apprezzamento nei confronti del Professor Mauro Palma, che la redazione della Rivista e il Sappe ritengono essere personaggio di alto profilo umano e professionale.
Quel che mi dispiace è che vi è stato chi ha preso spunto da quei vergognosi commenti, come pretesto per puntare il dito contro il primo Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria, il SAPPE, che alcuna responsabilità ha avuto ed ha in questa sgradevole polemica mediatica.
Parlo di taluni esponenti di associazioni varie che gravitano ed operano a vario titolo in questo particolare settore dell’esecuzione penale (la c.d. Comunità detentiva), che hanno preso la palla al balzo per criticare il SAPPE che, ripeto, altro non ha fatto se non ripubblicare sulla pagina Facebook di questa Rivista un articolo di altro organo di informazione.
Ad ogni modo, e per sgombrare il campo da ogni equivoco, Noi abbiamo pubblicamente rinnovato stima ed apprezzamento nei confronti del Professor Mauro Palma, anche se continueremo a denunciare il clima che si vive nelle carceri del Paese, che spesso vede i poliziotti penitenziari soccombere alle violenze di frange violente di detenuti.
C’è chi, forse, non vorrebbe che questo si dicesse, ma la situazione penitenziaria si è notevolmente aggravata rispetto al 2017.
I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre delle carceri italiane nel 2018 sono inquietanti: 10.423 atti di autolesionismo (rispetto a quelli dell’anno 2017, già numerosi: 9.510), 1.198 tentati suicidi sventati in tempo dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria (nel 2017 furono 1.135), 7.784 colluttazioni (che erano state 7.446 l’anno prima). Alto anche il numero dei ferimenti, 1.159, e dei tentati omicidi in carcere, che nel 2018 sono stati 5 e nel 2017 furono 2.
E va anche detto che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri sono passate alla vigilanza dinamica ed al regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria.
E va detto, ancora, che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, guidato da Francesco Basentini, non è stato ancora in grado di mettere in campo efficaci strategie di contrasto a questa spirale di sangue e violenza.
Perciò, sarebbe davvero apprezzabile se fosse proprio il Professor Palma a recepire questo nostro grido d’allarme, sollecitando anch’egli le Autorità competenti ad assumere provvedimenti immediati per frenare la spirale di violenza che, purtroppo, caratterizza le nostre carceri.

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Informazioni sull'autore

Donato Capece

Nato ad Albano di Lucania il 23 marzo 1947 già Commissario Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria. Laureato in lettere e in giurisprudenza, un master in scienze criminologiche, uno in studi penitenziari ed uno in metodologia e tecniche della creatività. Giornalista pubblicista. Autore di pubblicazioni tecnico-giuridiche e professionali. Avvocato praticante. Manager per i servizi di mediazione. Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Presidente dell’Accademia Europea Studi Penitenziari. Segretario Generale del Sappe e Presidente dell’Anppe.

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