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Il Sappe in piazza per rivendicare la nostra dignità sociale

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Sono stati tantissimi i poliziotti penitenziari che hanno partecipato alle manifestazioni organizzate su tutto il territorio nazionale dalla Segreteria Generale del SAPPE per dire “BASTA!” alle continue aggressioni che si verificano nelle carceri del Paese contro i Baschi Azzurri.
Davanti alle più rappresentative carceri del Nord, Centro e Sud Italia, le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria, iscritti e non al nostro Sindacato a dimostrazione della trasversalità del malessere che caratterizza i Baschi Azzurri del Corpo, hanno partecipato all’iniziativa del SAPPE che ha posto al centro delle manifestazioni il legittimo diritto a chiedere più tutele per chi opera nella prima linea delle sezioni detentive e la richiesta di essere dotata di adeguati strumenti (come, ad esempio, il taser) per garantirsi l’incolumità fisica.
Le manifestazioni territoriali nelle varie Regioni d’Italia si sono simbolicamente concluse davanti alla sede del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in Largo Luigi Daga a Roma, dove abbiamo sollecitato l’adozione di adeguati provvedimenti per garantire la tutela e l’incolumità fisica delle donne e degli uomini del Corpo.
Il sovraffollamento è tornato a livelli allarmanti, il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e servono provvedimenti urgenti.
Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, le telecamere ed i sistemi anti intrusione ed anti evasione spesso non funzionano, le aggressioni contro i poliziotti penitenziari – che non hanno alcuno strumento di difesa – sono all’ordine del giorno e questo è gravissimo.
I vertici del ministero della Giustizia e del DAP non possono ulteriormente ritardare l’assunzione di urgenti e concreti provvedimenti per fronteggiare questa grave emergenza. Auspichiamo allora che il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ed il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini si attivino concretamente per dare un netto cambio di passo sulle politiche penitenziarie del Paese.
Nelle carceri c’è ancora tanto da fare: lo diciamo e ribadiamo da tempo.
C’è tanto da fare ma senza abbassare l’asticella della sicurezza e della vigilanza, senza le quali ogni attività trattamentale è fine a se stessa e, dunque, non organica a realizzare un percorso di vera rieducazione del reo.
Abbiamo già predisposto una nota che riassume le ragioni della protesta del SAPPE, nota che sarà inviata alle Autorità istituzionali e ministeriali e che costituirà uno dei punti di confronto e di rivendicazione sindacale prioritario.
Non molliamo la presa, dunque!
Ma vi è un altro, nuovo, fronte di rivendicazione sociale che ci vede e ci vedrà impegnati in senso movimentista: quello sul fronte del rinnovo contrattuale.
Per il rinnovo del contratto 2019/2021 risultano infatti stanziati nella Legge di bilancio 2019 1.100 mln di euro per il 2019, 1.425 mln. di euro per il 2020 e 1.775 mln. di euro per il 2021.
A conti fatti, ciò significherebbe un aumento medio, calcolato su un reddito annuo di circa 32.600 euro lordi (parametro Ispettore Capo), di 31 euro lordi nel 2019, 40 euro (31+ 9) lordi nel 2020 e 47 euro (31+9+7) lordi nel 2021.
Per i decreti correttivi del riordino delle carriere risultano invece stanziati 70 mln. di euro a fronte di non meno di 100 mln. di euro necessari per sanare le sperequazioni e compensare il mancato riconoscimento delle anzianità pregresse nelle qualifiche dei diversi ruoli.
Siamo dunque molto (ma molto) lontani dalle promesse elettorali di centinaia di euro di aumento netto mensile e di un nuovo riordino delle carriere!
Il SAPPE, d’intesa con altri Sindacati del Comparto Sicurezza, solleciterà una modifica nel corso dell’iter in Parlamento e fin d’ora si mobilita per far sentire alta la voce dei poliziotti penitenziari che non si rassegnano a vedere tradite le aspettative e gli annunci elettorali.
SCEGLI IL SAPPE. COME SEMPRE DALLA PARTE GIUSTA: LA TUA!

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