Il servizio della Polizia Penitenziaria: la riuscita del lavoro di squadra si ottiene con dedizione ed esperienza

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In qualsiasi realtà lavorativa la collaborazione e la condivisione delle informazioni sono elementi essenziali per migliorare la performance del servizio.

Il Corpo della Polizia Penitenziaria ha diversi ruoli tra i suoi operatori, tutte figure essenziali ed indispensabili per le proprie specificità.

Quando la squadra funziona, il lavoro di tutti determina un frastuono tale che parla da solo e ad emergere non sono le singole persone ma il sano gruppo lavorativo.

Ogni giorno si deve prestare attenzione allo spirito di collaborazione e il mio auspicio è che tale importante dedizione trovi sempre maggiore spazio nelle realtà lavorative dove, per le circostanze, si concentrano operatori appartenenti a diverse professionalità di settore.

Per ciascuno di noi il lavoro occupa gran parte della giornata e quanto accade contribuisce a colorare, modificare, influenzare il proprio carattere e, talvolta, ad interferire anche con la propria indole.

Per questo, si deve riflettere su ogni cosa che accade durante la giornata lavorativa affinché si possa sempre crescere e migliorare.

Sono molte le teorie che promuovono la messa in atto di tutti gli elementi base per l’attuazione del lavoro di squadra. Ma, come già detto, tale obiettivo, per poter essere realizzato, merita tanta, ma davvero tanta, dedizione ed esperienza.

L’errore più grande è quando, in un contesto di lavoro, si lascia spazio a preconcetti errati e superflui che, inevitabilmente, compromettono l’equilibrio. In tale peculiare ambito è essenziale una presa di polso di parte di chi ne ha la responsabilità al fine di eliminare ogni parola superflua che non sia costruttiva per il lavoro.

Rimango sempre affascinata quando incontro persone, in ruoli di concetto e di coordinamento, capaci di ascoltare il contesto lavoro sia nelle parole che nel linguaggio del corpo: personalità rare che riescono, con la loro esperienza, ad azzerare ogni sfaccettatura che, se trascurata, può potenzialmente dar luogo ad una  mutazione negativa del contesto lavoro.

Sono sempre entusiasta quando sul posto di lavoro vengono alimentati i buoni propositi; la condivisione delle informazioni; la messa in atto delle capacità di ciascuno. Un modus operandi che, se ben alimentato e supportato con costanza, contribuisce a migliorare il contesto lavoro e far lavorare per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Sono sempre dell’idea che qualsiasi obiettivo si può raggiungere quando il gruppo viene motivato nello svolgimento delle proprie azioni, soprattutto in un’ottica in cui ad ogni ruolo si riconosce la propria specificità e la propria collocazione all’interno del lavoro di squadra.

Le cose cambiano quando c’è una corsa sfrenata del singolo, talvolta mediante la via più breve e spicciola per far carriera denigrando gratuitamente qualche altro collega!

Preferisco di gran lunga la buona scuola: imparare a mettere a disposizione di tutti i colleghi le proprie capacità; ascoltare il prossimo e migliorare le proprie lacune; non parlare della propria persona per emergere ma solo per far sì che possa far frastuono il lavoro finale ed il raggiungimento dell’obiettivo prefissato in un contesto di squadra.

Con l’auspicio che, nella quotidianità, sia sempre promossa la messa in atto di tutte le azioni necessarie per favorire il lavoro di squadra, sono sempre più certa che particolare attenzione deve essere riposta contro i falsi preconcetti che, invece di far crescere un gruppo di lavoro, possono soltanto contribuire a gettare le basi per creare malcontento generale ed alimentare una competizione priva di senso sul posto di lavoro.

Buon lavoro ad ognuno di noi, perché ognuno di noi ha le proprie capacità, uniche ed inimitabili e, per nessun motivo, deve prevaricare sull’altro.

Anzi … ognuno di noi deve necessariamente condividere la propria esperienza e, nel contempo, nutrirsi di quella del collega con un unico fine: costruire e raggiungere gli obiettivi positivi, lavorativamente parlando, in un contesto di lavoro di squadra.

Come recita un detto: “Un gruppo diventa un vero team quando tutti i membri che lo compongono sono abbastanza sicuri di sé e del contributo che possono dare, da riuscire a lodare la preparazione degli altri partecipanti.

 

 

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