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Il telefonino: nuovo status symbol dei detenuti

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Uno status symbol  è un elemento caratteristico dell’aspetto e del comportamento (spesso l’acquisto di un oggetto di consumo costoso o raro) che tende a mostrare esteriormente che il possessore ha raggiunto un determinato status sociale o un livello di ricchezza personale.
Il possesso di determinati oggetti o proprietà o tipi di consumo, classificati come di lusso è il principale veicolo di tale comportamento. La pulsione ad acquistare o possedere questi beni materiali deriva da alcuni aspetti dell’inconscio che spingono gli individui con personalità meno sicure a utilizzarli per affermarsi, distinguersi, omologarsi, farsi accettare dallo strato sociale a cui appartengono o nel quale desiderano inserirsi.
Questo vale per le persone in libertà, libere di acquistare l’oggetto così ambito, spinte appunto da motivazioni inconsce, talvolta per omologarsi a comportamenti o mode del momento.
Anche nelle carceri i detenuti hanno degli status symbol, spinti da altre motivazioni, ad esempio quelle di riuscire ad avere e detenere per un tempo il più lungo possibile, oggetti che non sono consentiti, ovvero vietati dal regolamento  e ciò per infondere negli altri detenuti la percezione del proprio spessore criminale. In questo caso lo status symbol assolve ad una funzione simbolica.
Certo, nelle carceri, i simboli di riferimento sono cambiati nel tempo al mutare delle condizioni socio ambientali e tecnologiche. Sono finiti ormai i tempi in cui bastava andare ai passeggi con una stampella per essere considerati boss, o avere una collana d’oro con una testa di Cristo d’oro massiccio per comunicare agli altri la propria agiatezza economica; con la doccia all’interno della cella, sono finiti i tempi in cui lo status symbol era sbandierare un certificato medico con il quale potevi farti la doccia tutti i giorni …
Oggi lo status symbol per eccellenza, per il detenuto, è il telefonino, possibilmente micro, di marca Tri Star, o Long CZ.  Il detenuto che detiene un telefonino, oggetto assolutamente non consentito, con il quale si possono avere conversazioni quotidiane con la famiglia (ma quello sarebbe il minore dei mali), esercita un potere. Con il telefonino, il detenuto afferma il proprio status criminale in quanto tiene i contatti con malavitosi all’esterno ma nello stesso tempo esercita una forma di prevaricazione sugli altri che per accedere alle telefonate proibite devono sottostare ad alcune regole di scambio, o devono pagare in denaro.
Inoltre, approfittando dell’omertà che regna sovrana tra i ballatoi sempre più affollati a causa della sentenza Torreggiani, il detenuto accresce il proprio potere criminale, facendosi scherno della Polizia Penitenziaria nascondendo il telefonino nei posti più impensati … si anche lì … in quel posto che avete pensato.

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